EURO 2012: Slovenia, missione impossibile a Firenze

di Gaetano Veninata

Si chiama Valter con la “V” ed è nato a San Pietro di Gorizia (Šempeter-Vrtojba) 25 anni fa: di cognome fa Birsa ed è il nuovo numero 10 del Genoa e della nazionale slovena, avversaria questa sera a Firenze dell’Italia prandelliana. Non gioca con l’iPad, come il nostro buon Mario Balotelli, ma se la cava con il sinistro: calciatore dell’anno in patria, nel 2006, è arrivato alla corte di Alberto Malesani quest’anno, dopo la parentesi francese (Sochaux e Auxerre). Birsa sarà uno dei tanti “italiani” in mostra al Franchi: tra i pali il cugino dello squalificato Handanovič friulano, Jasmin (ex Mantova ed Empoli); in campo Cesar e Jokić del Chievo; in panchina i palermitani Iličič e Bačinovič, il secondo portiere Belec (Crotone); in tribuna Koprivec (Bari). A preoccupare la difesa azzurra – oltre al talentuoso Birsa – ci penserà una coppia che si toglie 10 anni: Matavž (22) e Novakovič (32). Il Viminale, invece, sembra molto più preoccupato per quel migliaio di tifosi sloveni in arrivo a Firenze, memore di quella revanscista amichevole agostana del 2002.

Sono circa una settantina gli ultrà tenuti d’occhio dalle forze dell’ordine italiane, aiutate in questo dalla polizia slovena e da tre esperti giunti direttamente da Lubiana. Nell’andata, a marzo, i tifosi sloveni pensarono bene di scontrarsi tra loro: un rapido e caloroso scambio di effusioni tra due gruppi di ultrà locali, quelli del Maribor e dell’Olimpia Lubiana, i due club principali del Paese, accompagnò infatti il riscaldamento delle due nazionali prima dell’ingresso in campo.

Oggi il pericolo scontri sembra essere minore, e la stampa locale (slovena) si concentra sulle critiche sportive: nel mirino Matjaž Kek, l’eroe della qualificazione ai Mondiali sudafricani nel 2010, caduto in disgrazia nell’ultimo periodo a causa di scelte sbagliate (l’ostinazione nel far giocare i suoi fedelissimi Radosavljevič e Koren, mediocri centrocampisti) e di una serie di sconfitte casalinghe (tre consecutive): “Per fortuna non giochiamo in casa”, ha detto scherzando in conferenza stampa lo stesso ct. La sua Slovenia è comunque costretta a vincere in casa dell’Italia, altrimenti perderebbe qualsiasi chanche reale di qualificarsi a Euro 2012: nella classifica del girone è stata raggiunta al secondo posto dalla Serbia, che a Belgrado ospita le simpatiche Isole Fær Øer, e in caso di pareggio quasi sicuramente scivolerebbe sul terzo gradino della classifica con una partita in più rispetto a serbi e italiani.

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