ESTONIA: Minaccia hacker, stop a oltre 700mila ID digitali


Anche l’«e-Estonia», la nazione più digitalizzata al mondo e leader nel campo della cybersicurezza, alla fine ha dovuto piegarsi alla minaccia hacker.
Lo scorso 3 novembre, il Paese Baltico ha infatti deciso di sospendere 760 mila carte di identità digitali, rilasciate dall’ottobre 2014 al 25 ottobre 2017. Un numero impressionante, se si pensa che l’Estonia conta appena 1 milione e 300 mila abitanti. Il motivo di questa decisione – un vero e proprio smacco per il Paese “apripista” nel settore digitale da oltre un decennio – è da rintracciare nella scoperta di una vulnerabilità dei chip utilizzati all’interno delle carte digitali.

Il rischio del furto di identità

Una falla criptografica la cui esistenza era già stata denunciata da ricercatori e analisti informatici del Governo nel mese di settembre e che, se sfruttata, permetterebbe agli hacker di rubare le identità dei cittadini estoni 2.0. Senza dimenticare la possibilità per i pirati informatici di accedere a tutti i servizi che queste carte digitali offrono. Tra questi, la firma di contratti online, la registrazione di nuove imprese, l’apertura di conti correnti presso istituti di credito estoni, la dichiarazione dei redditi e il pagamento delle tasse e infine la conclusione di transazioni monetarie in sicurezza.
In particolare, a preoccupare gli analisti è la questione del voto online. I cittadini estoni possono infatti utilizzare la carta digitale anche per votare. Le autorità del Paese hanno escluso la possibilità per gli hacker di mettere a segno una frode elettorale, ma questo non è bastato a calmare gli animi. La questione rimane quindi aperta e per le prossime elezioni la votazione online potrebbe essere sospesa.

Il sistema della residenza digitale
Ad essere colpiti anche le ID dei nuovi e-residenti estoni. Il progetto, lanciato alla fine del 2014, consente a chiunque lo desideri di richiedere online la residenza in Estonia. In che modo? Compilando un modulo, scansionando il passaporto, inviando una fototessera e pagando 100 euro. La carta d’identità digitale così ottenuta non rappresenta tuttavia un vero documento di cittadinanza; non implica ad esempio il diritto al voto, né può essere utilizzata per l’esercizio di altri diritti costituzionali. Tuttavia, permette l’accesso a molti servizi online. Discorso diverso, invece, per il documento digitale rilasciato ad ogni cittadino estone al compimento dei 15 anni d’età, attraverso il quale è possibile accedere a oltre 4000 servizi, dalla pubblica amministrazione alle questioni finanziarie, e finanche al voto online.
Quasi 24 mila le persone che hanno ottenuto finora l’E-residency provenienti da 141 Paesi. L’Italia, con 980 residenti virtuali, è il settimo Paese della classifica guidata dalla Finlandia.

«Anche se sono passati due mesi dalla scoperta della falla, non sono arrivate notizie di abusi delle carte d’identità da parte di soggetti malintenzionati», ha dichiarato pubblicamente Kaspar Koryus, responsabile del progetto E-Residency. Ma secondo il primo ministro estone, Jury Ratas, la falla non sarebbe circoscritta al sistema degli ID digitali, ma interesserebbe anche altre piattaforme che utilizzano lo stesso chip. In questo modo gli hacker potrebbero accedere a informazioni riservate da innumerevoli porte di accesso.

In ogni caso, per permettere ai cittadini estoni  – colpiti dal provvedimento di emergenza – di continuare ad utilizzare il loro documento 2.0, è stata prevista la possibilità di aggiornare il certificato delle carte di identità online, oppure presso dei punti autorizzati. In questo modo potranno al più presto avere di nuovo accesso a tutti i servizi. Già oltre 220 mila persone avrebbero provveduto all’aggiornamento.

 Foto: eu2017.ee

Chi è Sophie Tavernese

Giornalista professionista, si occupa per East Journal delle aree geopolitiche di Russia e Medio Oriente. Curatrice del travel blog sophienvoyage.it. Ha collaborato con Euronews, La Stampa, Coscienza & Libertà, Gazzetta Matin. Si è specializzata in giornalismo radio-televisivo alla Scuola di Perugia. Nata ad Aosta, vive a Courmayeur. Si è laureata in Archeologia e Storia dell'Arte all'Università Cattolica di Milano.

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