Evangelos Marinakis Olympiacos calcio greco

CALCIO: Evangelos Marinakis, l’armatore che detta legge nel calcio greco

Pelle olivastra, barba incolta, collo taurino: Evangelos Marinakis somiglia tanto all’oste d’una tipica taverna greca su una qualsiasi isola dell’Egeo. Guai a farsi ingannare dall’apparenza, però: vive e lavora prevalentemente a Londra, è un potente armatore con un patrimonio netto stimato di 650 milioni di dollari nonché il proprietario dell’Olympiacos. Finito più volte sotto inchiesta con vari capi d’accusa – corruzione, frode sportiva, intimidazione di arbitri -, nonostante la pesante stazza è sempre riuscito a dribblare le richieste di condanna con la stessa abilità con cui i suoi fantasisti scartano difensori e portieri.

Il calcio, gli affari, perfino la politica sono una questione di famiglia per Marinakis: suo padre Miltiadis partì con una piccola ditta di riparazione di navi vicino al Pireo prima di acquistarne una tutta per sé e di ampliare via via la flotta della Vinimar, l’azienda da lui messa in piedi nel 1970. Evangelos ha saputo fare meglio: ha fondato e presiede tuttora la Capital Maritime & Trading Corp, holding che gestisce 57 imbarcazioni tra petroliere, cargo e portacontainer – nessuna, però, batte bandiera greca – attraverso sussidiarie di cui Marinakis è stato amministratore delegato, direttore commerciale o presidente del CdA.

E si è pure lanciato nel mondo della comunicazione – la sua Alter Ego Media si è aggiudicata una licenza televisiva nazionale – e nell’agone politico – è stato eletto consigliere comunale con la lista civica Pireas Nikitis (“Pireo vincitore”) dopo essere stato accusato di foraggiare il partito di estrema destra Alba Dorata.

Ma è stato soprattutto il pallone a dargli popolarità: nel 2010 ha rilevato l’Olympiacos da un’altra famiglia di facoltosi businessemen, i Kokkalis, al termine di una stagione culminata con la mancata qualificazione ai preliminari di Champions League. Con lui, però, la squadra ha imboccato di nuovo la retta via e si appresta a festeggiare il settimo scudetto consecutivo. Uno strapotere che per alcuni non poteva essere giustificato esclusivamente con le sue sconfinate finanze.

E così, quando nel giugno 2011 è scoppiato lo scandalo Koriopolis dopo che la UEFA aveva ravvisato ben 40 partite falsate nella stagione precedente, Marinakis è stato accusato di concorso in corruzione e illecito sportivo nonché di favoreggiamento di atti di violenza. Inoltre, è finito sotto inchiesta per essere entrato nello spogliatoio dell’arbitro durante l’intervallo della finale di Coppa di Grecia del 2012/13 tra Olympiacos e Asteras Tripolis: i biancorossi, andati a riposo sull’1-1, vinsero ai supplementari. Le ipotesi di reato sono via via cadute fino alla definitiva assoluzione nel maggio 2015.

In quello stesso anno, però, un altro scandalo ha travolto il paese: Marinakis, che secondo il pubblico ministero era a capo di un’organizzazione criminale con l’obiettivo di controllare le sorti del calcio ellenico tramite ricatti ed estorsioni, è stato multato e inibito da qualsiasi tipo di coinvolgimento sportivo. La squalifica è comunque durata poco: lo scorso febbraio la Corte d’Appello ha rovesciato il verdetto, riabilitando così la posizione dell’armatore. Che non è stato protagonista solo in negativo delle cronache greche: l’Olympiacos ha messo a disposizione cibo, vestiti e giocattoli per i migranti sbarcati al Pireo, con i calciatori direttamente impegnati nella distribuzione dei pasti.

Marinakis, che nei mesi addietro sembrava interessato ad acquistare il Nottingham Forest, è tanto amato dai suoi tifosi quanto inviso ai rivali Giannis Alafouzos del Panathinaikos e Dimitris Melissanidis dell’AEK Atene. Una figura, la sua, destinata a dividere ancora a lungo.

Foto: Βαγγέλης Μαρινάκης / Evangelos Marinakis (Facebook)

Chi è Simone Pierotti

Leggi anche

CURVA EST: La cenerentola georgiana che parla un po’ italiano

In Georgia una neopromossa si trova incredibilmente in testa alla classifica a otto giornate dalla fine. E la partita di sabato potrebbe essere decisiva. La squadra ha anche un tocco d'Italia.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: