VIAGGI: Bielorussia, alla scoperta di Grodno (senza visto)

La prima cosa che salta all’occhio scrivendo la parola “Grodno” su Google è la quantità di siti di incontro e chat online che promettono incontri con bellissime donne bielorusse, e un breve articolo dove Grodno viene definita la città dove scapoli soli e in cerca di amore possono letteralmente comprarsi una moglie pagando il prezzo richiesta da un’apposita agenzia di matrimoni.

Dal 26 di ottobre è aperta la possibilità per tutti i cittadini dell’Unione Europea di poter entrare nella regione di Grodno senza dover essere muniti del visto d’ingresso. Tramite un’agenzia di viaggi bielorussa, si può ottenere al costo di 12 euro un lasciapassare a fini turistici che ha durata massima di cinque giorni. Un consiglio utile è quello di comprare l’assicurazione sanitaria direttamente alla dogana, e con una spesa massima di due euro si è coperti per tutta la durata del viaggio in caso di imprevisti.

 La città, non solo un presunto hotspot sessuale, può rappresentare l’ottima occasione per mettere piede in un paese a tratti misterioso come la Bielorussia, spesso conosciuta solamente come “ultima dittatura d’Europa”, e l’occasione per immergersi a capofitto in una realtà dove l’economia di mercato abita a fianco di negozi di proprietà statale con statue di Lenin a dominare la piazza centrale e vie che celebrano la grandezza dei soviet.

Parte del Gran Ducato di Lituania e terza città più importante della confederazione polacco-lituana dopo le capitali Varsavia e Vilnius, nel cui castello si tenevano anche sessioni annuali del Seijm dell’Unione, nel 1793 vide per l’ultima volta riunirsi i rappresentanti, i quali decisero di acconsentire alla richieste territoriali dell’Impero russo, aprendo di fatto la strada alla seconda spartizione della Polonia. Il castello ora si divide in un “Castello vecchio” dove sopravvive un pezzo delle mura fatte costruire dal Gran Duca Vytautas il Grande nel XIV secolo, e un “Castello nuovo”, l’inquietante parte fatta dell’edificio fatta restaurare in cemento dalle autorità sovietiche in stile neoclassico.

Scultura in legno di Vytautas il Grande

Grodno è una citta che vede convivere una numerosa serie di culti ed edifici religiosi . Al cattolicesimo, manifestato soprattutto attraverso la maestosità della cattedrale barocca di San Francesco, si affianca la bellezza delle chiese ortodosse, in special modo della chiesa Kalozha dei Ss. Boris e Gleb, costruita nell’ XI secolo, posta su una collina sopra il fiume Nemen, e ora composta per meta dai mattoni originali e per meta in legno a causa di un crollo subito nel XIX secolo. La secolare presenza ebraica della città è testimoniata dalla Grande Sinagoga, al cui interno troverete un gentile signore che sara ben felice di spiegarvi, in russo ma anche con un inglese più che discreto, la storia ebraica della città, la costruzione dell edificio di culto per mano di un architetto italiano, Santi Gucci, e del passaggio della Sinagoga prima attraverso la ferocia dell’occupazione nazista, poi attraverso l’uso come magazzino per il carburante sotto le autorità sovietiche.

Veduta della Chiesa "Kalozha"

Il couchsurfing è il mezzo ideale per entrare in contatto con i suoi abitanti, molto gentili e cordiali, e scoprire non solo una serie interminabile di bar nascosti nei sottofondi della città, come il Cuba, dove ti scattano due foto: una all’ingresso, da sobrio, e una prima di andartene, con diversi litri birra Lidskoe in corpo, ma le stranezze che caratterizzano la caserma dei pompieri cittadina. Due i motivi: un uomo che ogni giorno abbandona temporaneamente il suo luogo di lavoro per annunciare, tramite la sua tromba, lo scoccare del mezzogiorno alla città, e un dipinto in stile realismo socialista dove una donna con la divisa dei pompieri è raffigurata con il volto della Monnalisa.

La "Monnalisa" di Grodno

 

Chi è Mattia Temporin

Nato a Rovigo, adottato da Bologna, ho conseguito la laurea triennale in Scienze storiche e quella magistrale in Relazioni Internazionali presso l'Alma Mater Studiorum. Ho vissuto 9 mesi a Tallinn, dove ho svolto lo SVE ( Servizio volontario europeo) in un Istituto comprensivo per bambini di lingua russa. Tra le altre esperienze all'estero, non posso dimenticare il mio soggiorno a Wroclaw, in Polonia, di 5 mesi. Attualmente vivo e lavoro a Vilnius.

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