POLONIA: Il governo garantirà una casa a tutti i cittadini

Il 12 ottobre scorso il premier polacco Beata Szydło ha lanciato un nuovo programma, “Home+”, per garantire case a basso costo a tutti i cittadini polacchi. Non sono previste, infatti, soglie di reddito o l’appartenenza a particolari categorie per accedere al programma, anche se la priorità verrà data alle famiglie con figli e a chi dispone di redditi molto bassi. Il progetto, che vedrà i primi test in 17 città, prevede la costruzione di appartamenti da dare in affitto a prezzi molto vantaggiosi, tra i 2 e 4 euro al metro quadro. Gli affittuari aderenti al programma avranno anche la possibilità di divenire proprietari dell’immobile versando una quota aggiuntiva del 20%.

Aiuti alle famiglie

Il progetto intende dare una scossa non solo al settore immobiliare ma anche alla composizione demografica del paese. Nonostante la Polonia sia considerata la stella dell’Est in termini di crescita economica, sono in molti a lasciare il paese alla ricerca di lavori meglio retribuiti. Per questo, il partito di Diritto e Giustizia (PiS), durante la campagna elettorale dello scorso anno, ha promesso ingenti manovre atte a invertire la tendenza. L’obiettivo è dissuadere i polacchi a emigrare e convincerli a costruire carriera e famiglia in Polonia. Così, nella primavera di quest’anno è stato lanciato anche “500+” l’ambizioso sussidio che stanzia 500 złoty (circa 115 euro) per bambino a tutte le famiglie – anche in questo caso non è prevista alcuna soglia di accesso – con due o più figli, fino al compimento del diciottesimo anno di età.

Ma anche nuove tasse

Nonostante sia stata accolta favorevolmente da molti – sono state proprio le promesse economico-sociali a condurre Diritto e Giustizia alla vittoria nelle elezioni parlamentari dell’ottobre 2015 e mantenersi in salute nei sondaggi fino a oggi – non si può non ravvedere un certo rischio per le casse statali nello stanziamento di sussidi così durevoli e non differenziati per reddito. Uno sforzo economico non indifferente che costerà allo stato circa 5 miliardi di euro all’anno da reperire anche sotto nuove forme di imposizioni fiscali. A queste misure politico-sociali, infatti, era collegata una nuova imposta progressiva di cui i supermercati con un fatturato maggiore di 17 milioni di zloty risultavano destinatari.

Lo stop della Commissione Europea

Si parla al passato perché poco dopo l’entrata in vigore della manovra, lo scorso 1° settembre, è arrivato lo stop della Commissione Europea poiché la tassa avvantaggerebbe in maniera sostanziale gli esercizi commerciali con un ridotto giro d’affari violando le regole UE in materia di aiuti statali e competitività. Immediato il dietro-front del ministro delle Finanze, Mateusz Morawiecki, intenzionato a ricorrere alla Corte di Giustizia e a presentare un simile ma rivisitato piano di prelievo fiscale l’anno venturo.

Photo: P. Tracz/ Chancellery of the Prime Minister

 

Chi è Paola Di Marzo

Nata nel 1989 in Sicilia, ha conseguito la Laurea Magistrale in Scienze Internazionali e Diplomatiche presso la Facoltà "R. Ruffilli" di Forlì. Si è appassionata alla Polonia dopo un soggiorno di studio a Varsavia ma guarda con interesse all'intera area del Visegrád. Per East Journal scrive di argomenti polacchi.

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