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CALCIO CIPRIOTA: Nicosia, una capitale divisa [I]

Questo è il primo di una serie di articoli che andranno a esplorare le molteplici linee di divisione – politiche, nazionali, identitarie – che possono descrivere il calcio cipriota. La prima parte è dedicata alle divisioni politiche delle squadre greco-cipriote della capitale Nicosia/Lefkoșa. [Parte II]

di Alessandro Mastroluca e Paolo Reineri

È l’ultima capitale divisa d’Europa. Una capitale dalle ferite impossibili da dimenticare, dalle ferite che segnano la vita e la vista. Una capitale dai due nomi e dalle molte anime che nel calcio si specchiano e si alimentano. Perché a Nicosia, o Lefkoșa in turco, il pallone è molto più di un gioco.

Qui, allo stadio GSP di Nicosia, oltre dodicimila spettatori hanno assistito lo scorso 7 settembre al debutto di Cipro nel percorso di qualificazione alla Coppa del Mondo Russia 2018 contro il Belgio. Sugli spalti, nella curva nord, era presente anche uno sparuto gruppo di alcune decine di tifosi giunti da Cipro Nord, area tuttora sotto occupazione militare turca.

«La presenza di tifosi turco-ciprioti a una partita casalinga della nostra nazionale è molto positiva», ha twittato Averof Neophytou, leader del Raggruppamento Democratico (DISY), il partito del presidente cipriota Nicos Anastasiades. «Allora perché eravamo separati dai greco-cipriotigli chiede un tifoso in risposta. «Avevamo comprato i biglietti – racconta un altro -ma la Polizia ci ha chiesto di metterci tutti insieme, dietro la porta. Siamo arrivati con tre pullman da Cipro Nord, ma altri son venuti in macchina e si erano già andati a mettere al loro posto, insieme agli altri tifosi».

È Fivos Costantinides, il responsabile dello stadio GSP, a prendere la decisione, come racconta a Cyprus Mail. «Mi dispiace, so come si sentono i tifosi – dichiara – Ma dovevo garantire la sicurezza di quegli spettatori arrivati all’ultimo sui tre autobus, dovevo assicurarmi che la partita andasse avanti senza incidenti». L’inconveniente, ha dichiarato, si è creato solo per chi è arrivato in pullman. Ma non ci sono mai state, ha ammesso, decisioni simili per gruppi di tifosi greco-ciprioti arrivati nello stesso modo allo stadio per gli incontri della nazionale.

A Cipro, e quest’ultimo episodio lo conferma, la molteplicità non sarà mai unità. Soprattutto al GSP.

Le anime della capitale

Le due squadre principali di Nicosia, l’APOEL e l’Omonia, condividono da sempre lo stesso stadio: prima il “vecchio” GSP, quindi il Makario, infine – dal 1999 – il Neo GSP, che può contenere circa 23 mila spettatori. Ma i punti in comune finiscono qui: la rivalità tra APOEL e Omonia è lo specchio di una differenza profonda, più intensa dell’opposizione circoscritta al terreno franco dello stadio.

L’APOEL Nicosia, nato nel 1926 e vincitore di 25 campionati (primatista per vittorie nella nazione), vanta anche i risultati migliori in Europa: ha raggiunto persino i quarti di Champions League nel 2011/12, eliminato soltanto dal Real Madrid dopo aver sconfitto il Lione negli ottavi ai calci di rigore. Storico fu anche il pareggio ottenuto nel 2009 contro il Chelsea a Stamford Bridge, con seimila tifosi ciprioti al seguito.

L’Omonia Nicosia, nato nel 1948 da un gruppo di dissidenti dell’APOEL (il casus belli fu una lettera dal forte contenuto politico inviata dalla dirigenza dell’APOEL a un’associazione sportiva ellenica, ai tempi della guerra civile in Grecia), ha ottenuto 20 titoli nazionali. È ritenuta, oggi, la squadra con più tifosi nella nazione.

La capitale cipriota accoglie anche una terza società: l’Olympiakos Nicosia, che ora langue in seconda divisione. Una peculiarità dell’Olympiakos, che ha vinto tre campionati ciprioti (1967, 1969, 1971) ed è tradizionalmente sostenuta per lo più dai residenti all’interno della antiche mura veneziane, è quella di aver partecipato per ben tre volte – l’ultima nel 1972 – al campionato greco (il miglior piazzamento nel torneo ellenico fu tuttavia il penultimo posto). Dal 1967 al 1974 la vincitrice del campionato cipriota veniva infatti premiata con la partecipazione alla serie A greca. L’unica squadra isolana capace di guadagnarsi la salvezza nel campionato greco fu l’APOEL Nicosia nel 1974: impresa inutile, giacché l’invasione turca dell’estate successiva interruppe il rapporto osmotico tra i due campionati.

[CONTINUA]

Foto: Paolo Reineri

Chi è Damiano Benzoni

Giornalista pubblicista, è caporedattore della pagina sportiva di East Journal. Gestisce Dinamo Babel, blog su temi di sport e politica, e partecipa al progetto di informazione sportiva Collettivo Zaire74. Ha collaborato con Il Giorno, Avvenire, Kosovo 2.0, When Saturday Comes, Radio 24, Radio Flash Torino e Futbolgrad. Laureato in Scienze Politiche con una tesi sulla democratizzazione romena, ha studiato tra Milano, Roma e Bucarest. Nato nel 1985 in provincia di Como, dove risiede, parla inglese e romeno. Ex rugbista.

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