SLOVACCHIA: Da oggi inizia lo sciopero degli insegnanti

Da oggi, martedì 13 settembregli insegnanti slovacchi, insoddisfatti del proprio stipendio e della situazione complessiva nel mondo della scuola, cominceranno uno sciopero progressivo, fintanto che il governo non verrà incontro alle loro richieste.

I precedenti

Non è la prima protesta da parte degli insegnanti. Già nel 2011 ci furono scioperi nel mondo della scuola. Nel 2012 una lettera aperta al ministro dell’educazione da parte di due insegnanti di Dobšiná aveva scosso l’opinione pubblica descrivendo le condizioni del mondo dell’insegnamento slovacco. Alle proteste degli insegnanti seguirono quelle dei medici. L’allora primo ministro Radičová reagì dichiarando che non ci sarebbero stati altri investimenti nel mondo dell’educazione, ed approvò norme che resero più difficile l’organizzazione di scioperi. Questo è il motivo per cui lo sciopero del 13 settembre sarà progressivo: una lezione sarà saltata il 13, due il 21 e tre il 29 settembre.

Quest’anno l’Iniziativa degli Insegnanti Slovacchi (Slovak Teachers Initiative, ISU), associazione nata nell’ottobre del 2015 con l’obiettivo di salvaguardare il mondo dell’educazione in Slovacchia, aveva già organizzato proteste. In gennaio 11.000 insegnanti da tutto il paese avevano partecipato agli scioperi costringendo 705 scuole alla chiusura. Gli insegnanti furono accusati di aver organizzato le proteste per screditare il premier Fico a due mesi dalle elezioni. Probabilmente all’origine c’era l’intenzione di forzare la mano del primo ministro, ma il ciclico ripetersi degli scioperi dimostra che l’urgenza è reale. In febbraio Fico promise un aumento degli stipendi degli insegnanti del 4% quest’anno e del 5% per i prossimi due anni. La proposta del premier però non era stata giudicata sufficiente dall’ISU.

I numeri

Secondo i dati del ministero dell’educazione un insegnante di scuola primaria o secondaria guadagna 997 euro al mese, poco al di sopra dello stipendio medio nazionale di 858 euro. Per gli insegnanti questa cifra tiene conto di una serie di bonus che spesso non hanno diritto a ricevere. Secondo stime del corpo insegnanti lo stipendio medio nel mondo dell’educazione si aggira attorno ai 760 euro al mese, il che li costringe spesso ad avere un doppio lavoro per coprire i propri costi di vita. Ciò che chiedono gli insegnanti è un aumento di 140 euro quest’anno e 90 per l’anno prossimo. Tra le richieste dell’ISU ci sono anche 400 milioni di euro di investimenti nel mondo della scuola. Dati dell’Organizzazione dello Sviluppo Economico (OECD) hanno mostrato che la Slovacchia spende il 4,4% del suo PIL nel settore dell’educazione, contro il 6,1% della media dei paesi OECD.

Alessandro D’Avenia, scrittore e insegnante italiano qualche anno fa raccontava in un’intervista: “Ogni mattina mi trovo di fronte venti ragazzi, venti vite che non ho fatto io. […] Loro ci chiedono di far capire cosa c’entri la scuola con la vita, di aiutarli a essere liberi, a essere se stessi”. Oggi in Slovacchia insegnare ad essere liberi non permette di mantenersi.

Chi è Gian Marco Moisé

Dottorando alla scuola di Law and Government della Dublin City University, ha conseguito una magistrale in ricerca e studi interdisciplinari sull'Europa orientale e un master di secondo livello in diritti umani nei Balcani occidentali. Ha vissuto a Dublino, Budapest, Sarajevo e Pristina. Parla inglese e francese, e di se stesso in terza persona.

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