BASKET: Mega Leks Belgrado, dal dopolavoro alla Lega Adriatica

Mese ricco di impegni quello di aprile per il basket serbo: sono iniziate infatti le fasi finali del campionato domestico e a fine mese verrà disputata anche la finalissima della Lega Adriatica, campionato che vede partecipare le migliori squadre della ex-Jugoslavia. Due competizioni che vedono come protagonista a sorpresa il Mega Leks Belgrado, squadra che meno di 20 anni fa era solamente un dopolavoro di una fabbrica di scatole di cartone di Sremska Mitrovica, in Vojvodina. Il team tutt’ora, nonostante il nome, gioca nella cittadina serba (occasionalmente a Krusevać o Smederevo), visto che le regole della Lega Adriatica non permettono più di due società per città e Stella Rossa e Partizan non si toccano.

La fabbrica di scatole di cartone Avala Ada a metà degli anni ’90, come molte altre fabbriche del paese, partecipava a diversi tornei dilettantistici. La sezione basket era sempre tra le migliori dell’anno e così nel 1998, data anche la relativa solidità economica dell’impresa, si prese la decisione di fare il grande salto e costruire una squadra vera e propria. Il 23 dicembre 1998 viene ufficialmente fondata la società sportiva, il coach è Misha Perisić e i posti dirigenziali vengono occupati dagli impiegati della fabbrica. La squadra gioca bene e vince spesso, tanto che già nel 2002/2003 la squadra si guadagna la promozione nella seconda lega serba, dove la stagione successiva si piazzerà sorprendentemente al terzo posto in classifica.

Uno dei motivi del grande risultato di questa giovane società è l’inizio della collaborazione con l’agenzia internazionale con base in Serbia BeoBasket (che, tra gli altri, detiene la procura dell’azzurro Amedeo Della Valle): è proprio BeoBasket a occuparsi di fornire tutto il supporto sportivo al team, favorendo il passaggio di molti giovani talenti a Sremska Mitrovica, grazie anche all’impeccabile organizzazione dell’Avala Ada. Nikola Peković , Marko Keselj e Nikola Dragović sono solo alcuni dei giocatori che passano in quegli anni. Nel 2005 la società cambia il nome in Mega Belgrado, data la sponsorizzazione con l’industria alimentare Ishrana di Smederevo che solidifica le casse della società. Da quel punto in poi piccoli ma decisi passi hanno portato il Mega Leks nell’olimpo del basket serbo e balcanico.

Quest’anno, approfittando anche delle difficoltà tecniche e finanziarie del Partizan, la squadra – allenata proprio dall’ex Crno Bele Dejan Milojević – ha sorpreso tutti e durante le semifinali di ABA Liga ha addirittura eliminato in sole due gare il Buducnost Podgorica, vero dominatore del torneo che in stagione regolare aveva perso solo 3 gare. A fine mese così ci sarà la finale contro la corazzata Stella Rossa, che ha addirittura passato le Top 16 di Eurolega, qualificandosi tra le migliori 8 del continente. Inoltre, il 21 febbraio è arrivato il primo trofeo della storia del Mega Leks, una coppa di Serbia vinta in finale contro il Partizan.

L’impostazione che si è dato il club è quella di fucina per giovani talenti, che presto o tardi verranno portati fuori dalla Serbia da qualche team europeo o dall’NBA. Nessun americano, solo due giovani e promettenti francesi, Alpha Kaba e Timothe Luwawu, e nemmeno un veterano a fare da chioccia a questo gruppo di ragazzini. Il giocatore più vecchio del Mega Leks è infatti il montenegrino Danilo Nikolić, classe 1993, e se si escludono Janković e Ivanović (classe 1994), tutti gli altri giocatori sono nati dal 1995 in poi. L’età media è di appena 19,6 anni. Intanto nel 2015 Nikola Jokić è diventato il primo giocatore a passare direttamente dal Mega Leks all’NBA, venendo scelto dai Denver Nuggets al draft. Quest’anno, invece, molti team d’oltreoceano sembrano seguire con interesse Timothe Luwawu, Ivica Zubać e il capitano Rade Zagorać per il draft. Il futuro sembra davvero roseo (come le curiose divise da gioco del Mega Leks) in Vojvodina.

Foto: KK Mega Leks (Facebook)

Chi è Alessandro Camagni

Nato a Cantù nel 1991. Laureato in Scienze Internazionali e Istituzioni Europee all'Università Statale di Milano con una tesi sull'ascesa e il declino del movimento "Solidarnosc" in Polonia. Scrive su "La Provincia di Como", "Il Fatto Quotidiano" e ha collaborato con "Gazzetta TV" .

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