BOXE: La caduta di Klyčko, il “martello” ucraino

Il re ha abdicato. O forse no. Quel che è certo è che il pugile ucraino Volodymyr Klyčko, da dieci anni leader quasi indiscusso della categoria dei pesi massimi, è uscito sconfitto dall’attesissimo incontro della Esprit Arena di Düsseldorf contro Tyson Fury, pugile britannico nato nel 1988, cresciuto nei sobborghi di Manchester e dotato di 206 cm per 117 kg di peso. Davanti a circa 55.000 spettatori c’era in palio il titolo dei pesi massimi della IBF, WBO e WBA.

Nato nel 1976 a Semej, città situata nel Kazakistan orientale, il pugile ucraino è figlio di Vladimir Klyčko, maggior generale dell’aeronautica militare sovietica e designato come comandante nella fase successiva al famoso disastro di Černobyl, probabilmente a causa del quale si procurò un tumore per il quale scomparve nel 2011. Soprannominato negli anni Dr. Steelhammer, ovvero “Martello d’Acciaio”, il boxeur finì sotto le luci della ribalta alle Olimpiadi svoltesi ad Atlanta nel 1996. Infatti, durante la XXVI edizione dei Giochi, Klyčko si laureò medaglia d’oro dei pesi supermassimi sconfiggendo in finale il tongano Paea Wolfgramm.

Uomo dai mille interessi il boxeur ucraino. Grande appassionato di scacchi e di politica, nel 1996 ha conseguito una laurea presso il Pereyaslav-Khmelnytsky Pedagogical Institute e nel 2001, da campione dei pesi massimi WBO, ha ottenuto il dottorato di ricerca in Scienze Sportive a Kiev. Tuttavia, la passione per la “cosa pubblica” non ha contagiato solo lui in famiglia. Infatti Vitalij Klyčko, suo fratello nonché tre volte campione mondiale dei pesi massimi, era presente con lui in in Piazza Maidan durante le manifestazioni ed è stato eletto due volte come sindaco di Kiev, carica di ricopre ancora oggi.

Dopo aver raccolto un record dilettantistico di 134 vittorie e 6 sconfitte, gli bastarono quattro anni per conquistare per la prima volta il titolo dei pesi massimi WBO. Infatti, nel 2000 sconfisse ai punti all’americano Chris Byrd e mantenne il titolo fino al KO subito nel 2003 contro il sudafricano Corrie Sanders. Dopo alcuni tentativi andati a vuoto, tra il 2006 ed il 2011 conquistò il titolo mondiale dei pesi massimi IBF, WBO e WBA sottraendoli rispettivamente all’americano Chris Byrd, al russo Sultan Ibragimov e all’inglese David Haye. Titoli che sono rimasti nelle sue mani fino all’incontro in terra di Germania, che ha interrotto un dominio quasi indiscusso, nonostante Fury fosse dato sfavorito 4 a 1 alla vigilia.

Gli addetti ai lavori sostengono che Klyčko non abbia mai avuto di fronte avversari del suo spessore. L’ucraino, che ha perso la sfida ai punti, ha sofferto particolarmente l’agilità dell’avversario in relazione alla sua maggiore fisicità (fatto di per sé già raro). La preparazione alla sfida è stata molto differente: profilo più basso per l’ucraino, contro la sfacciataggine pura del britannico, che si è anche presentato in conferenza stampa vestito da Batman. Fury, a proposito della fase preliminare rispetto al match ha dichiarato: «Ho scherzato nell’arrivare all’incontro, volevo solo essere fiducioso, giovane e sfacciato. Ho sempre detto quello che avrei voluto fare stasera. Sapevo che potevo venire qui e far saltare il banco». Dal canto suo, dopo aver pubblicamente chiesto la rivincita, l’ucraino ha dichiarato: «Mi sono preparato bene, ma questa sera non sono stato sufficientemente veloce. Devo ammettere che Fury è stato rapido e forte, è stato incredibilmente agile e non ho trovato la misura per portare i miei colpi».

Piccolo dettaglio. Accettando e firmando il rematch, Fury ha perso il titolo di campione mondiale dei pesi massimi IBF poiché avrebbe dovuto prima accettare la sfida contro l’ucraino Vyacheslav Glazkov, sfidante designato dalla federazione come stabilito dall’accordo firmato prima del match di Düsseldorf. Ci sarà un altro sportivo che, anche se da lassù, potrà tirare un sospiro di sollievo. Si sta parlano del leggendario pugile americano Joseph Louis Barrow, meglio conosciuto come Joe Louis e soprannominato Brown Bomber. Infatti, il boxeur di Lafayette è stato detentore del titolo di campione dei pesi massimi dal 1937 al 1949, ovvero per la bellezza di 12 anni, riuscendo a difenderlo per 25 volte. Il buon Klyčko, con la sconfitta di Düsseldorf, si è così fermato a 19.

Foto: Reuters

Chi è Matteo Calautti

Studente genovese di Scienze Internazionali e Diplomatiche, nonché "minor" di pallacanestro. Appassionato di sport in ogni sua forma e colore. Esterofilo e curioso osservatore di politica e attualità. Tra le altre, collabora anche con Londra Italia, con la rivista di Ingegneria di Genova, con la trasmissione televisiva Dilettantissimo e con Io Gioco Pulito, l'inserto sportivo de Il Fatto Quotidiano. Infine, ha fondato anche Liguria a Spicchi ed Il Calcio Portoghese, portali web dedicati rispettivamente alla pallacanestro ligure ed al calcio in Portogallo.

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