GEORGIA: Adesione alla NATO, un percorso sempre più in salita

DA TBILISI- Nei primi giorni di dicembre si è svolto, a Bruxelles, il summit dei ministri della difesa dei paesi della NATO. Tra le altre cose, si è discusso sull’allargamento dell’alleanza; se il Montenegro si avvia a diventare il ventinovesimo stato membro, non si sono, invece, registrate novità sul fronte dell’adesione della Georgia.

Tbilisi ha, nell’inclusione nella NATO, uno degli obbiettivi primari della sua politica estera da ormai più di un decennio. L’adesione all’alleanza atlantica è considerata come una priorità per la sicurezza del paese, in particolare, in funzione anti russa ; Mosca, infatti, ha basi militari in Ossezia del sud e Abkhazia, due regioni separatiste che solo nominalmente sono in territorio georgiano.

L’adesione alla NATO era più vicina per Tbilisi nel 2008 di quanto non lo sia attualmente. Infatti, gli Stati Uniti e la Polonia erano favorevoli ad approvare il piano d’azione per l’ingresso nell’alleanza (MAP, Membership Action Plan) del paese nel Summit di Bucarest nell’aprile di quell’anno; tuttavia, la decisione venne rimandata a causa dell’opposizione di Francia e Germania, timorose di scatenare la reazione russa, da sempre ostile all’integrazione atlantica del paese caucasico.

Pochi mesi dopo, ad agosto, scoppiò il conflitto in Ossezia del sud . Se le responsabilità della guerra siano da imputare all’allora presidente Saakashvili, o se l’attacco alla Georgia fosse stato un piano architettato con anticipo dal Cremlino, è tema di dibattito. Resta il fatto che il conflitto ha posticipato, per ora a tempo indefinito, le prospettive atlantiche della Georgia.

Infatti, la risposta russa ad un attacco dell’esercito georgiano in Ossezia del sud, con una controffensiva fermatasi  a pochi chilometri da Tbilisi, era un messaggio per i leader dei paesi occidentali. Il Cremlino dichiarava l’intenzione, ribadita da allora più volte ed in diversi scenari, di non tollerare l’azione occidentale nello spazio post-sovietico.

La Georgia aveva, nel frattempo, investito molto nell’adesione alla NATO anche in termini di risorse umane,  tra le altre cose, con l’invio di truppe in Iraq e Afghanistan, dove il contingente georgiano era il più numeroso per un paese non membro dell’alleanza.

La NATO non ha interrotto il suo supporto tecnico ed economico alla riorganizzazione della difesa georgiana; in questa logica, rientra la definizione del significative Nato-Georgia package(SNGP), una serie di misure volta a rafforzare la cooperazione tecnica dell’alleanza con l’esercito georgiano sancita al summit in Galles nel 2014; l’apertura di un centro di addestramento e valutazione congiunto, nei pressi di Tbilisi, lo scorso settembre, ha sottolineato come, ufficialmente, la NATO non rinunci all’idea di una futura adesione della Georgia.

Tuttavia, non è chiaro come Tbilisi possa realizzare il suo sogno atlantico. Gli eventi degli ultimi mesi, con la Russia impegnata in Ucraina, Siria e nello scontro, per ora solo verbale, con la Turchia, non sembrano prospettare che tutti gli stati membri della NATO siano disposti ad accettare l’adesione del paese caucasico con il rischio di alzare ulteriormente la tensione con il Cremlino

Il prossimo summit della NATO si svolgerà, a luglio, a Varsavia. Con le elezioni parlamentari vicine, a Tbilisi, si attende, senza grandi speranze , un semaforo verde per l’adesione.

Immagine da: http://www.tiki-toki.com/timeline/entry/142096/Georgias-deepening-partnership-with-NATO/

Chi è Aleksej Tilman

È nato nel 1991 a Milano dove ha studiato relazioni internazionali all'Università statale. Ha vissuto due anni a Tbilisi, lavorando e specializzandosi sulle dinamiche politiche e sociali dell'area caucasica all'Università Ivane Javakhishvili. Al momento risiede a Vienna. Parla inglese, russo e conosce basi di georgiano e francese.

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