Il male oscuro dell'Occidente

«L’Occidente non ha conquistato il mondo con la superiorità delle sue idee, dei suoi valori o della sua religione ma attraverso la sua superiorità nell’uso della violenza organizzata [il potere militare]. Gli occidentali lo dimenticano spesso, i non occidentali mai.» Samuel P. Huntington.

La citazione, presa da una personalità che di sicuro non può essere tacciata di anti-occidentalismo, è illuminante dell’altra faccia, quella che spesso non si vede, dell’odio di cui l’Occidente e gli spesso incolpevoli occidentali sono vittime.

Ci siamo raccontati una storia falsa, ci siamo detti che la civiltà classica era superiore a quella dei barbari persiani o di altro tipo, che l’Occidente medievale aveva in sé i semi delle libertà, mentre il mondo bizantino era immobile e decadente, che il cristianesimo occidentale era spiritualmente superiore all’ortodossia, all’Islam e alle altre religioni, che la filosofia occidentale è oggettivamente la massima forma di pensiero, e che da tutto questo nasce la superiorità della nostra civiltà odierna. Sono solo delle belle favole.

La più grande illusione è stata quella di pensare che gli “altri“, una volta “liberi“, avrebbero voluto essere come noi. La Russia e la Turchia sono, tra tutti i grandi paesi extra-occidentali, i più affini all’Occidente, quelli che ci siamo sempri illusi – a partire dal ‘700 – di aver guadagnato alla nostra civiltà.

Il successo di Putin e Erdoğan proprio in quei due paesi ci dimostra che non è così, che anche gli “altri” (russi, turchi, arabi, cinesi, persiani, indiani) sono in cuor loro convinti che la loro arte sia la più bella, la loro filosofia la più perfetta, la loro lingua la più armoniosa, la loro religione la più vera. E quando qualcuno li illude (così come ci illudiamo noi) che queste convinzioni siano vere, loro lo votano. Quando ci accorgeremo di questo, saremo a metà strada per risolvere gran parte dei problemi del mondo.

Chi è Carlo Pallard

Laurea magistrale con lode in Scienze storiche presso l'Università degli studi di Torino, con tesi dal titolo "Da impero a nazione. Ziya Gökalp e la nascita della Turchia moderna". È autore, assieme a Matteo Bergamaschi, del volume Dire io. Sulla questione identitaria del mondo post-moderno, Aracne editrice, Roma 2012. Parla turco, inglese e azero. E' nato a Torino nel 1988.

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6 commenti

  1. e Gengis Khan, come ha conquistato il mondo? visto che parliamo di Occidente? E potrei fare molti altri nomi…

    • Certamente, anche Gengis Khan ha conquistato il mondo con la violenza. Tutti i conquistatori hanno usato ed usano la violenza. Senza l’uso militare e cioè la violenza non si possono fare conquiste territoriali.
      Ma la citazione virgolettata ad inizio articolo non discute di questo. Discute del fatto che, la mentalità occidentale, ha, spesso, la presunzione di aver conquistato il mondo attraverso una sua presunta superiorità morale, civile e di valori. Questa presunzione è, infondata, pericolosae dunque deleteria.
      Di questo, almeno a quanto ho capito io, discute l’articolo.

  2. maria fioravanti

    Sarebbe tutto molto semplice se si assumesse il rispetto come regola per l’umanità.

  3. Da molti punti di vista, la Russia dovrebbe essere considerata a tutti gli effetti “Occidente”, ammesso che questo termine abbia un significato (per alcune cose, in effetti, forse è inevitabile doverlo usare, ma a me non piace).

  4. La cultura occidentale ci assicura che l’EU è bene. Chi ha studiato greco al classico mi capirà.