MONTENEGRO: Aperti quattro nuovi capitoli di negoziato con l'UE

Il Montenegro ha aperto a dicembre 2014 quattro nuovi capitoli nei suoi negoziati di adesione all’UE, arrivando così a 16 capitoli aperti (di cui 2 già provvisoriamente chiusi) su 35.

L’unico risultato della presidenza italiana del Consiglio UE sul dossier allargamento

“Si tratta di un risultato importante per la presidenza italiana del Consiglio UE”, ha rimarcato il sottosegretario agli affari europei Sandro Gozi. Forse anche l’unico risultato tangibile, visto che il Consiglio europeo di dicembre non ha autorizzato l’apertura di nuovi capitoli negoziali con la Serbia (l’Italia spingeva almeno per l’apertura del capitolo 32 sui controlli finanziari), né concesso all’Albania una data per l’avvio dei negoziati. “Serviranno altri progressi nella prima metà del 2015, ma finora le relazioni Ue/Montenegro procedono bene – ha continuato Gozi. – I negoziati d’adesione sono stati avviati nel giugno 2012, e in due anni sono stati fatti buoni progressi. Siete tra i primi due in testa nella corsa verso l’Europa”.

Il ministro degli esteri del paese adriatico, Igor Luksic, ha sottolineato come ormai quasi metà dei capitoli negoziali sono aperti, e come ciò sia stato preceduto da un intenso lavoro di armonizzazione delle leggi e prassi domestiche. “E’ un premio per il progresso fatto finora, ed un incentivo a fare ancora di più.” Governance economica, stato di diritto e pubblica amministrazione, coperte dai capitoli negoziali già aperti con Podgorica, costituiscono il fulcro della strategia d’allargamento, come revisionata negli ultimi anni dalla Commissione europea.

L’allargamento UE va avanti

Il progresso dei negoziati d’allargamento con il Montenegro è “un chiaro segnale che il processo d’allargamento va avanti, e che non c’è nessuna ‘pausa’ di cinque anni,” ha sottolineato il Commissario europeo all’allargamento Johannes Hahn. “Il ritmo dei negoziati dipenderà dal consolidamento dello stato di diritto, e posso dire che il Montenegro ha fatto buoni progressi in questo, adottando recentemente un quadro legislativo per la lotta alla corruzione“. Tuttavia, ha continuato Hahn, tutto dipenderà da come tale legge sarà messa in pratica: “è importante che il Montenegro raggiunga un buon track record nella messa in atto di tali misure, per provare sul lungo periodo la sostenibilità dei cambiamenti legali. Il 2015 dovrebbe essere l’anno in cui possiamo vedere risultati tangibili sullo stato di diritto e sugli altri benchmark,a beneficio dei cittadini montenegrini”.

Il Montenegro è il più piccolo paese della regione adriatico-balcanica, con soli 620.000 abitanti, ed uno dall’indipendenza più recente, raggiunta nel 2006. “Ci sono state in passato parecchie riserve rispetto alle nostre capacità amministrative – ha rimarcato Lukic, – ma ogni volta abbiamo dimostrato di essere in grado di rispondere positivamente alle sollecitazioni. Sono sicuro che sarà così anche stavolta.” E l’UE si impegna a fornire assistenza tecnica ai paesi candidati per la costruzione delle capacità amministrative tramite i propri fondi di preadesione, ha ricordato Hahn.

Politica estera e sanzioni alla Russia, il Montenegro c’è

Una delle questioni ancora aperte con altri paesi della regione è quella delle relazioni con la Russia. A differenza della Serbia, durante il 2014 il Montenegro ha deciso di allinearsi alle posizioni europee ed americane sulle sanzioni a Mosca a seguito dell’aggressione all’Ucraina. “E’ già passato un anno, – ha ricordato Luksic. – All’inizio è stata una decisione difficile, nessuno è contento di introdurre sanzioni. Il Montenegro conserva una relazione secolare con Mosca, e sappiamo bene cosa vuol dire soffrire sanzioni, avendo subito quelle contro la Repubblica Federale di Jugoslavia negli anni ’90. Inoltre, ha un impatto sulla nostra economia. Allo stesso tempo, siamo consapevoli di essere sul cammino europeo e di voler diventare uno stato membro UE. Abbiamo aperto il capitolo 31 sugli affari esteri, e abbiamo un allineamento al 100% con le posizioni UE in politica estera, anche quando nella sostanza non eravamo sempre d’accordo, perché vogliamo essere un partner responsabile. Non possiamo tenere il piede in due scarpe, e la nostra priorità strategica da tempo è aderire all’Unione europea”, ha concluso Luksic. 

Sulla decisione montenegrina di introdurre sanzioni contro Mosca deve aver pesato anche la candidatura del paese a diventare membro NATO, già presentata nel 2013, e rimandata finora per via del rischio di infiltrazioni russe nei servizi segreti del paese. Il responsabile dei servizi segreti di Podgorica, Boro Vucinic, ha lasciato il posto il 10 dicembre.

Il Montenegro, repubblica jugoslava indipendente dal 2006, è guidato dal Partito Democratico dei Socialisti (DPS) di Milo Djukanovic, erede dei comunisti jugoslavi, sin dalle prime elezioni libere del 1990. La creazione di una effettiva democrazia dell’alternanza nel paese è, assieme alla lotta alla corruzione e alla criminalità organizzata, e al sostegno alla libertà di stampa e allo stato di diritto, uno degli obiettivi da raggiungere prima che il paese possa aderire all’Unione europea.

Foto: Consiglio dell’Unione Europea

Chi è Davide Denti

Dottore di ricerca in Studi Internazionali presso l’Università di Trento, si occupa di integrazione europea dei Balcani occidentali, specialmente Bosnia-Erzegovina.

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