ROMANIA: Da Daniza agli Orsi dei Carpazi

da BUDAPEST – I rapporti fra orsi e uomini non sono mai stati facili. Miti, leggende e film hanno descritto l’animale dei boschi come pericoloso predatore o pigro buontempone. L’orso sicuramente è uno dei mammiferi più grandi e pericolosi che si può incontrare oggi in Europa, raramente anche in Italia.

E’ solo di alcune settimane fa la triste storia dell’orsa Daniza (Danica in sloveno), abbattuta in Trentino dopo esservi stata portata con un progetto di ripopolamento. L’evento ha suscitato scalpore, trasformandosi in caso mediatico di fine estate e provocando reazioni forti, diventate richieste di dimissioni per il Ministro dell’ambiente e addirittura scontri di piazza. Il triste epilogo ha dimostrato l’incompetenza delle autorità italiane nella gestione dell’accaduto e nel progetto di ripopolamento.

Ben diversa è la situazione che si presenta in Romania, dove gli orsi bruni sono storicamente presenti in quantità notevoli. Conta infatti più di 6.000 orsi, il secondo paese europeo dopo la Russia (in Italia sono circa 40). Gli orsi sono particolarmente concentrati nella regione seclera, dove si contano più di 3.000 unità.

L’orso qui è sempre stato parte delle leggende rurali, compagno di vita e di scontri con i pastori, animale da rispettare e temere. Sono entrate nella storia del paese le battute di caccia di Ceauşescu, nelle quali oltre alla caccia all’animale si creavano relazioni e reti politiche. Più recentemente si può ricordare il bel film romeno Ursul, del regista Dan Chisu, nel quale i lavoratori di un circo fanno di tutto per proteggere il loro orso contro i progetti di vendita del nuovo manager.
Negli ultimi anni però gli orsi sono aumentati numericamente e sempre più spesso l’animale si è fatto vivo nei villaggi, creando non pochi problemi.

Quest’estate il villaggio turistico di Tusnádfürdő (Bâile Tuşnad in romeno) è venuto alla ribalta per la puntualità degli orsi che frequentavano la sua stazione dei treni, ogni sera alle 23.00, richiamando un discreto numero di turisti che cercavano di portarsi a casa una foto souvenir della “bestia” dei Carpazi.
Dal richiamo “turistico” alla questione di sicurezza il passo è però breve. Negli ultimi mesi sono aumentati gli incidenti, in realtà non nuovi per la Romania dove mediamente ogni anno è facile trovare anche vittime degli attacchi degli orsi. Nei primi giorni di ottobre quasi dieci persone sono state ferite, alcune anche in modo grave.

La maggior presenza di orsi nei centri abitati ha molteplici cause. Gli ambientalisti insistono nell’addossare la responsabilità alle attività dell’uomo che con il disboscamento e la penetrazione negli spazi naturali ha finito per disturbare la vita dei possenti mammiferi. Questi hanno così ben pensato di avvicinarsi ai villaggi andando sempre più spesso ad imbattersi nelle persone.

La situazione ha raggiunto un livello difficilmente tollerabile per le autorità che sono così corse ai ripari. Il Ministro dell’ambiente, il seclero Attila Korondi, ha promulgato a settembre il decreto legge 1575, che autorizza l’abbattimento di orsi, lupi e linci nel caso mettano a repentaglio la sicurezza di persone e allevamenti (le stime previste parlano di 550 orsi da abbattere). Il Ministro ha sottolineato come la soluzione sia improntata unicamente alla risoluzione di una situazione di emergenza, senza alcun interesse, ne piacere, a facilitare la caccia sportiva.

Da ora però gli orsi dei Carpazi dovranno stare più attenti e sperare che le nuove disposizioni non facilitino quel turismo di caccia ben raccontato in Ursul; o almeno sperare che il cacciatore, come nel film, si commuova di fronte ad un orso che sa guidare il motorino.

Chi è Aron Coceancig

nato a Cormons-Krmin (GO) nel 1981. Nel 2014 ho conseguito all'Università di Modena e Reggio Emilia il Ph.D. in Storia dell'Europa orientale. In particolare mi interesso di minoranze e storia dell'Europa centrale. Collaboro con il Centro Studi Adria-Danubia e l'Istituto per gli incontri Culturali Mitteleuropei.

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