MONTENEGRO: Una spystory rinvia l’adesione alla Nato. Spie russe a Podgorica?

La decisione della Nato di rinviare nuovamente l’invito di adesione per il Montenegro ha suscitato reazioni contrastanti a Podgorica. L’opposizione parla di fallimento. Per l’onnipotente premier Milo Djukanovic, le ragioni del rinvio vanno cercate in ambito geopolitico con riferimento alla crisi ucraina e non nel sospetto che nei servizi segreti del Montenegro lavorino spie russe.

Infatti l’agenzia Associated Press citando fonti Nato ha scritto che il vero motivo del rinvio della Nato sarebbe la penetrazione nell’intelligence montenegrina da parte dei russi. “Quello era il punto critico“, ha detto a condizione di anonimato il funzionario della Nato all’AP, stimando il numero di agenti segreti “filorussi” tra le 25 e le 50 unità. L’ambasciata russa del Montenegro ha risposto che le informazioni rilasciate da AP in merito alla presenza di spie russe nei servizi segreti montenegrini sono infondate.

Tuttavia secondo alcuni analisti, importanti Paesi membri della Nato, come la Germania, hanno ritenuto che un ulteriore allargamento della Nato irriterebbe non poco la Russia. Al contrario, la necessità di tenere Mosca lontano dall’Adriatico è una delle ragioni per cui la Slovenia e la Croazia difendono energicamente l’adesione del Montenegro alla Nato. Le preoccupazioni circa gli interessi del Cremlino verso l’Adriatico non sono prive di fondamento.

Alla fine del 2013, Mosca ha spinto per la creazione di una nuova relazione strategica con il Montenegro, compresa l’apertura di una base navale russa nel porto di Bar. L’offerta fu respinta dal governo montenegrino che ora si troverà ad affrontare le pressioni del Cremlino senza l’attesa protezione della Nato. Podgorica ha infatti aderito alle sanzioni alla Russia comminate in seguito all’annessione della Crimea, ma la forte presenza di capitali russi (circa un miliardo di euro di investimenti) e le strette connessioni con il tessuto politico-criminale russo rendono particolarmente vulnerabile l’economia montenegrina.

Il Montenegro è uno dei cinque stati candidati a entrare nella Ue e nella Nato. ma il cammino è ostacolato da corruzione, problemi di libertà di stampa e criminalità organizzata.

Chi è Lavdrim Lita

Giornalista albanese, classe 1985, per East Journal si occupa di Albania, Kosovo, Macedonia e Montenegro. Cofondatore di #ZeriIntegrimit, piattaforma sull'Integrazione Europea. Policy analyst, PR e editorialista con varie testate nei Balcani. Per 4 anni è stato direttore del Centro Pubblicazioni del Ministero della Difesa Albanese. MA in giornalismo alla Sapienza e Alti Studi Europei al Collegio Europeo di Parma.

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Un commento

  1. Montenegro: sondaggio, sì a Ue no a Nato
    Integrazione atlantica non piace a maggioranza popolazione

    Redazione ANSA
    PODGORICA
    07 ottobre 201416:50NEWS
    (ANSA) – PODGORICA, 7 OTT – Il 61% dei montenegrini e’ favorevole all’ingresso del loro Paese nell’Unione europea, rispetto al 25% di contrari e a un 13% di indecisi. Il dato e’ emerso da un sondaggio del Centro per la democrazia e i diritti umani (Cedem). Solo il 35% degli intervistati si dice invece d’accordo con il percorso di adesione della più piccola repubblica ex jugoslava alla Nato, mentre il 45% si e’ pronunciato nettamente contro, con un 20% di cittadini indecisi.

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