KOSOVO: Tra un mese le elezioni anticipate, fuori i criminali dalle liste

Le elezioni politiche anticipate in Kosovo si terranno il prossimo 8 giugno. Lo ha annunciato ufficialmente il presidente Atifete Jahjaga in una conferenza stampa dopo consultazioni con i rappresentanti dei vari partiti. “Ho l’intenzione – ha aggiunto – nei prossimi giorni di domandare all’Unione europea di inviare una missione d’osservatori che seguiranno da vicino il processo elettorale”.

Dopo l’annuncio della data delle elezioni anticipate, il presidente della Commissione Elettorale Centrale, Valdete Daka, ha detto che l’ente che dirige, nei limiti delle attribuzioni costituzionali, adotterà tutte le misure legali per preparare le elezioni parlamentari anticipate. Questo, secondo lei, in modo che queste elezioni siano eque, libere, democratiche e secondo gli standard internazionali. I partiti politici avranno a disposizione per la campagna elettorale di soli dieci giorni.

Il 7 maggio il parlamento del Kosovo aveva deciso il proprio autoscioglimento. L’ultimo atto di questa legislatura e’ stato l’approvazione della continuazione della missione dell’Unione europea in Kosovo (EULEX) e l’istituzione di un tribunale speciale, che si occuperà delle gravi accuse sollevate in una relazione del Consiglio d’Europa contro l’esercito di liberazione del Kosovo, Uçk. Dopo questa decisione i partiti hanno deciso che i politici che sono sotto inchiesta per vari reati penali non saranno parte delle liste elettorali. Per quanto riguarda i serbi del Kosovo hanno deciso di participare normalmente, anche perche’ Belgrado ha fatto sapere che sono loro a scegliere di andare a votare.   

Allo scioglimento del parlamento si e’ giunti in particolare per le difficoltà del premier Hashim Thaçi a trovare una maggioranza stabile per far approvare le riforme. Il leader dell’opposizione Isa Mustafa della Lega Democratica del Kosovo (LDK) ha detto che il partito ha mantenuto la sua promessa di mandare anticipamente a casa il governo Thaçi, secondo loro, responsabile di non avere mantenute le promesse per un Kosovo europeo, e per il mancato sviluppo economico. Il governo Thaçi avrebbe fallito nel garantire l’occupazione e l’apertura di nuovi posti di lavoro, un’istruzione di qualità, la regolamentazione delle infrastrutture, un’amministrazione efficiente, una magistratura indipendente, ed altro ancora.

Secondo l’indice di percezione della corruzione pubblicato recentemente da Transparency International, il 75% dei kosovari pensa che i partiti politici siano corrotti o molto corrotti. E l’ufficio delle Nazioni Unite per il controllo della droga e la prevenzione del crimine afferma che la corruzione è l’ostacolo principale per lo sviluppo imprenditoriale in Kosovo. A parte questo, nel paese ci sono stati cambiamenti e si notano dappertutto, a cominciare dalla costruzione delle autostrade più moderne della regione dei Balcani e di un aeroporto moderno. Ci sono stati investimenti nelle infrastrutture, nell’agricoltura, nell’istruzione.

Il Kosovo, il piu giovane paese d’Europa, ha celebrato il 17 febbraio il sesto anniversario della proclamazione dell’indipendenza: finora è stato riconosciuto da 106 paesi sul totale di 193 rappresentati all’Onu, fra i quali gli Usa e 23 dei 28 stati membri della Ue, esclusi Spagna, Grecia, Romania, Slovacchia e Cipro.

Chi è Lavdrim Lita

Giornalista albanese, classe 1985, per East Journal si occupa di Albania, Kosovo, Macedonia e Montenegro. Cofondatore di #ZeriIntegrimit, piattaforma sull'Integrazione Europea. Policy analyst, PR e editorialista con varie testate nei Balcani. Per 4 anni è stato direttore del Centro Pubblicazioni del Ministero della Difesa Albanese. MA in giornalismo alla Sapienza e Alti Studi Europei al Collegio Europeo di Parma.

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2 commenti

  1. Articolo interessante, ma io non sottovaluterei la causa principale dell’autoscioglimento del parlamento kosovaro: la bocciatura della legge che avrebbe istituito un eservito regolare del Kosovo.

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