CAUCASO: Si dimette il rappresentante speciale UE

Il diplomatico francese Philippe Lefort, rappresentante speciale dell’Unione Europea per il Caucaso meridionale e la crisi in Georgia, ha annunciato recentemente le proprie dimissioni, confermando le voci che da tempo rivelavano degli attriti con alcune autorità europee. Le dimissioni di Lefort arrivano in un momento abbastanza delicato per l’est europeo, a causa dei disordini che stanno sconvolgendo l’Ucraina e delle Olimpiadi di Sochi ormai alle porte. L’UE, dopo aver ringraziato Lefort per l’operato sino ad ora svolto, ha assicurato che provvederà a trovare un successore nel più breve tempo possibile.

L’Unione Europea dispone di dieci rappresentanti speciali (EUSR), i quali lavorano in alcune delle più problematiche regioni del mondo, tra cui l’Afghanistan, la Bosnia-Erzegovina, il Kosovo, l’Asia Centrale, il Corno d’Africa, il Sudan e la regione del Mediterraneo meridionale, oltre appunto al Caucaso. Il loro obiettivo è quello di consolidare la pace e la stabilità, assicurare lo stato di diritto e monitorare costantemente la situazione. Essi rappresentano l’UE all’interno di queste regioni, e come l’alto rappresentante per gli affari esteri Catherine Ashton, contribuiscono a sviluppare la politica estera e di sicurezza comune europea (PESC).

Il lavoro del rappresentante speciale per il Caucaso meridionale non è per niente semplice, poiché questo incarico è direttamente collegato al ruolo di co-presidente dei colloqui di Ginevra per la risoluzione dei conflitti con Abkhazia e Ossezia del Sud, organizzati sotto l’egida delle Nazioni Unite. I colloqui vedono la partecipazione di rappresentanti georgiani, russi, abkhazi e osseti, ed essendo gli altri due co-presidenti appartenenti a due organizzazioni che contano la Russia come membro attivo (OSCE e ONU), il ruolo svolto dal rappresentante speciale UE risulta essere alquanto importante.

Proprio Abkhazia e Ossezia del Sud sono le due regioni in cui si è concentrato in questi anni il lavoro di Lefort, il quale ha cercato di sviluppare buoni rapporti soprattutto con l’Abkhazia, data la maggiore difficoltà nel dialogare con l’Ossezia del Sud. L’ormai ex rappresentante speciale UE ha cercato di fare di Bruxelles uno degli interlocutori principali di Sukhumi, senza però riuscire ad ottenere grandi risultati, dato lo scarso interesse che l’UE ha dimostrato di avere nei confronti della risoluzione del caso abkhazo. Per il resto, però, Lefort non era responsabile né della politica europea di vicinato nella regione (ruolo che spetta a Štefan Füle), né della risoluzione del conflitto del Nagorno-Karabakh (per cui è stato creato il Gruppo di Minsk, all’interno del quale l’UE è rappresentata dalla Francia) e nemmeno della missione di monitoraggio dell’Unione Europea in Georgia.

Dopo le dimissioni di Lefort, l’Unione Europea dovrà ricominciare da capo il complicato dialogo con le due regioni separatiste, e il nuovo rappresentante speciale dovrà mettersi subito al lavoro per cercare di rivalutare il ruolo e il peso dell’UE in questi territori. L’alto rappresentante per gli affari esteri Catherine Ashton, dopo essersi detta dispiaciuta della scelta di Lefort, si è augurata che il suo successore possa riuscire a proseguire il percorso da lui intrapreso. “Philippe ha lavorato con pazienza e obiettività per aiutare le parti in conflitto a risolvere le loro differenze, e ha guadagnato la loro fiducia. Mi rivolgo a loro sperando che essi ripongano la stessa fiducia nei confronti di chi prenderà il suo posto”. In settimana si attende il nome del suo successore.

Foto: Photolure

Chi è Emanuele Cassano

Ha studiato Scienze Internazionali, con specializzazione in Studi Europei. Per East Journal si occupa di Caucaso, regione a cui si dedica da anni e dove ha trascorso numerosi soggiorni di studio e ricerca. Dal 2016 collabora con la rivista Osservatorio Balcani e Caucaso.

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