GEORGIA: La Chiesa, le libertà civili e il “cattivo esempio europeo”

In occasione del Natale ortodosso il Patriarca della Chiesa georgiana Ilia II, dalla Cattedrale della Santissima Trinità di Tbilisi riempita da migliaia di persone, nel suo messaggio ai fedeli ha voluto esprimersi riguardo ad alcuni dei temi più attuali e discussi che stanno mettendo alla prova la Chiesa negli ultimi tempi. Nell’epistola di Natale il Patriarca ha affrontato temi delicati come i matrimoni gay, le adozioni e l’inseminazione artificiale, per poi parlare dell’Europa cristiana e del rapporto che la lega alla Georgia.

Secondo il Patriarca, dall’Europa starebbero arrivando continue minacce nei confronti dell’istituzione della famiglia, come la legalizzazione dei matrimoni tra persone dello stesso sesso o l’adozione di bambini da parte di coppie gay. Dopo avere definito questa situazione “deplorevole”, il Patriarca ha invece elogiato la famiglia tradizionale, composta dall’uomo “guardiano e capofamiglia” e dalla donna “responsabile della casa e della crescita dei figli”. Ilia II ha voluto criticare fortemente anche l’aborto e l’inseminazione artificiale, chiedendosi “come può una famiglia, dove un bambino è nato da una madre surrogata, essere felice?”, e avvertendo che un bambino venuto alla luce con tale metodo non può che essere destinato  a una vita priva di amore e quindi all’eterna solitudine.

Riguardo ai matrimoni gay e alle adozioni ha inoltre affermato che “tale legge distrugge completamente il senso del matrimonio, trasformando il bambino in un oggetto, che può essere posseduto da chiunque”. Il Patriarca ha poi dichiarato che queste categorie di persone sono mostrate come “rinomati rappresentanti dell’umanesimo”, posseggono privilegi e godono di pubblicità, che utilizzano per attaccare la Chiesa e i suoi valori. Secondo il Patriarca insomma, la democrazia non deve scadere in quella che definisce “immoralità”, affermando che c’è differenza tra la libertà di scelta intesa dal cristianesimo e quella intesa dagli “pseudo-liberali”.

Il Patriarca si è poi soffermato sul rapporto che la Chiesa georgiana intrattiene con l’Europa, dimostrando un’apertura “condizionata”. “La Georgia è parte dell’Europa, ma l’UE dovrebbe rispettare e considerare le tradizioni di ogni paese”, frase che può essere letta come: accettiamo il vostro aiuto, ma non diteci cosa dobbiamo fare. Il Patriarca ha voluto insistere su questo punto:

 “Con il suo sviluppo e la sua cultura, la Georgia fa parte dell’Europa cristiana, per questo motivo il nostro popolo ha concrete aspirazioni nei confronti dell’Europa. Ma riguardo a questo e agli altri problemi fondamentali dell’Unione Europea, il Parlamento Europeo dovrebbe prendere in considerazione le tradizioni e la mentalità di ogni singolo paese, e dare loro la possibilità di poter scegliere liberamente, per far sì che la popolazione locale possa connettersi con la moderna cultura europea.”

Dalle parole di Ilia II si capisce come l’ortodossa Georgia sia dunque disposta a dialogare con l’Europa cristiana, a patto però che quest’ultima non interferisca con i dettami della Chiesa georgiana, prima vera autorità del paese, e che non cerchi di “imporre” vincoli a Tbilisi, ad esempio per un futuro ingresso nell’UE (come la legalizzazione dei matrimoni omosessuali, ipotesi scongiurata dall’ambasciatore dell’UE in Georgia Philip Dimitrov).

La Chiesa georgiana ha contribuito a creare la forte identità nazionale del paese caucasico preservandola nel corso degli anni dai numerosi tentativi di assimilazione, per questo vanta tutt’ora un grande numero di fedeli praticanti. La Chiesa in Georgia influenza inoltre l’intera società, una società fortemente conservatrice che vede nel proprio Patriarca una vera e propria divinità, oltre che guida spirituale e morale. Ciò che dice Ilia II è considerato legge, per queste ragioni argomenti come ad esempio l’omosessualità sono ancora tabù da queste parti, basti pensare all’ultima manifestazione per i diritti omosessuali che si è svolta lo scorso maggio a Tbilisi: i già pochi manifestanti presenti sono stati attaccati brutalmente da contro-dimostranti ortodossi (tra i quali erano presenti anche molti preti), obbligando la polizia ad intervenire per sedare la rissa.

L’Europa ha molte ambizioni nei confronti della Georgia, come hanno dimostrato gli accordi di Vilnius del novembre scorso, ma i piani di allargamento dell’UE dovranno tener conto della complessa realtà del paese caucasico, tradizionalista e conservatore. La Georgia ha bisogno dell’aiuto e del sostegno europeo, e per avvicinarsi all’UE ha fatto molti sacrifici negli ultimi anni, ma la Chiesa ortodossa georgiana non sembra essere però disposta a perdere le proprie tradizioni o a cambiare la propria mentalità per venire incontro a Bruxelles.

Chi è Emanuele Cassano

Ha studiato Scienze Internazionali, con specializzazione in Studi Europei. Per East Journal si occupa di Caucaso, regione a cui si dedica da anni e dove ha trascorso numerosi soggiorni di studio e ricerca. Dal 2016 collabora con la rivista Osservatorio Balcani e Caucaso.

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5 commenti

  1. Non posso commentare quanto detto dal Patriarca Ilia II per due motivi:
    1) Non credo che potrebbe rispondermi
    2) Una mia opinione personale potrebbe essere presa come “posizione ufficiale” dei baha’i, cosa che non è, a rigor di correttezza.
    Detto fra noi e in via del tutto personale, darei ragione al Patriarca nella maggior parte delle sue argomentazioni… 😉

    Posso però fare due affermazioni senza tema di smentita:
    1) L’unità del genere umano la si ottiene solo rispettando la DIVERSITA’, sia essa etnica, culturale, religiosa ecc. ecc.; vuoi dei popoli che delle singole persone.
    2) Plaudo all’equilibrio degli articolisti di questo blog: sembra un’oasi di pace in un mondo che fa a gara solo per palesare la propria ignoranza, arroganza e malafede.
    BRAVI!

    Caramente Claudio Malvezzi

  2. Mario Alessandro

    Il Primate della Chiesa della Georgia afferma cose condivise da tutti i Primati delle Chiese Ortodosse od Orientali.. Sono tutte Chiese nazionaliste ed integraliste, quindi ostili all’internazionalismo ed alla laicità ..tipici delle Chiese Occidentali.
    Hanno plasmato, conservato e salvato la cultura delle relative Nazioni, nonostante le precarie situazioni geografiche e le difficili peripezie storiche (tra cui la dominazione islamica, per la quale han peduto pezzi .. in Bosnia, Kossovo ed Albania)..
    All’unità europea preferirebbero conservare le due comunità europee, d’oriente e d’occdente, ereditate dall’Impero Romano.. con due calendari romani, vecchio e nuovo, due culture, latina e greca, due alfabeti, latino e cirllico/ecc., e magari con due legislazioni, canonica ma bizantina..
    Sono musei viventi dell’etnia nazionale.. e del comune passato bizantino. E per me me tali possono pure restare.
    Ma (cristiane o meno) non sono certo logiche: contro globalizzazione ed omologazione vogliono tutelare la varietà etnica.. Bene, ma non altrettanto quella individuale.. E questa è una grave contraddizione, una carenza, che se non capita e corretta, in tempi più o meno lunghi, le renderà del tutto perdenti..

  3. Io credo che l’integralismo sia un po’ dappertutto, anche nella pubblicità delle patatine, per es.: le mie (bla bla bla) sono migliori delle altre… e chi l’ha detto? Io? Ma è normale, sono io che le produco! Basterebbe che la gente si rendesse conto di questa condizione lapalissiana, per far decadere il discorso. La stessa condizione di “tolleranza” è “integralista” in fondo in fondo… Se tollero, è perché io mi credo “superiore” agli altri ma, siccome sono buono, li tollero… Eppure, quanta gente che si vanta di essere TOLLERANTE!
    Facciamo un esempio: Fa un freddo cane ma io ho soltanto le scarpe (ovvio: sono le migliori del mondo, ma solo per me!).. tu hai solo i maglioni (che sono sempre i migliori del mondo, ma solo per te) e qualcun altro, avrà i pantaloni foderati (come qualità: vedi sopra). Finchè ognuno rimarrà con i suoi “migliori”, moriremo tutti di freddo. Quando ci metteremo in testa di scambiarceli semplicemente… continueremo a vivere. Ho trasformato il TOLLERANTE (che non ammazzava gli altri) in COLLABORANTE per il bene di tutti, a partire dal mio.

    Caramente Claudio Malvezzi

  4. Spero che la Russia di Putin non abbia già addomesticato il primate di Georgia con il solo scopo di far fallire i rapporti sanciti con L’UE recentemente. In Georgia i valori religiosi, in Moldavia lo scippo della Transnistria, Che coincedenze strane……. si direbbe che Putin desideri rientrare dalla finestra……laddove e’ stata fatta una scelta diversa.

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