LETTONIA: Cinque anni fa iniziava la crisi

Esattamente cinque anni fa, l’8 novembre del 2008, iniziava la gravissima crisi economica che spinse la Lettonia vicina all’orlo del fallimento. Dopo una lunga riunione a porte chiuse del consiglio dei ministri, il premier di allora Ivars Godmanis a sorpresa comunicò la decisione del governo di prendere il controllo di Parex Banka.

Già da giorni circolavano voci sulle difficoltà della banca lettone, ma la decisione di Godmanis prese tutti di sorpresa e svelò d’un tratto che non solo Parex Banka, ma l’intero paese si stava avvitando in una crisi economica pericolosissima, dopo gli anni delle “vacche grasse”, che a metà del primo decennio del nuovo millennio aveva portato la Lettonia a vivere in una bolla immobiliare enorme e su livelli economici non sostenibili.

I due proprietari di Parex Banka, Viktors Krasovickis e Valērijs Kargins ricevettero 2 lats (3 euro) per cedere allo stato lettone il 51% delle azioni della banca. Ma lo stato lettone si accollò i debiti e il fallimento della banca, che in seguito sarebbe stata nazionalizzata e trasformata, una parte delle attività cedute e un’altra parte confluita in una nuova banca, Citadele, che oggi ha quote importanti di mercato in Lettonia e non è ancora certo se e quando verrà privatizzata.

In un primo momento fu deciso da parte del governo lettone di assumere il controllo del 51% delle azioni e di lasciare la possibilità, una volta risanata la situazione, ai due proprietari di tornare ad acquistare il controllo della banca. Ma nel frattempo, quando ancora non erano stati definiti rigidi limiti al trasferimento delle liquidità presenti nella cassa della banca, i due proprietari riuscirono a trasferire all’estero ingenti quantità di denaro.

Nel dicembre 2008 il governo decise poi di prendere il controllo dell’84% della banca, mentre nel 2010 è iniziato il processo a Viktors Krasovickis e Valērijs Kargins.

Ma la riunione del consiglio dei ministri dell’8 novembre 2008 che portò alla nazionalizzazione di Parex Banka fu drammatica. I ministri avevano ben chiara la gravità della situazione. Il premier Godmanis al termine del consiglio dei ministri, dopo aver preso la decisione di rilevare Parex, disse agli altri ministri:  ”Mēs ejam ellē!” (Stiamo precipitando all’inferno!).

Fu una frase profetica, perché da quel momento la Lettonia si avvitò in una gravissima crisi, che la portò ad un passo dal fallimento, con un prodotto interno lordo che crollava di oltre il 20%.

L’allora presidente Valdis Zatlers, nel febbraio del 2009 decise di chiamare al capezzale della Lettonia un giovane euro deputato, il trentottenne Valdis Dombrovskis, che formò un nuovo governo, chiese aiuto a FMIUEBanca Mondiale, e attraverso il sostegno degli organismi internazionali e una politica di durissimi sacrifici e tagli, che ha colpito profondamente la vita delle famiglie lettoni, è riuscito ad evitare il fallimento dello stato.

Adesso, cinque anni dopo quella drammatica riunione del consiglio dei ministri del governo Godmanis, la Lettonia si appresta ad entrare nell’euro, il prossimo 1° gennaio, e la sua economia è da due anni l’economia più in crescita di tutta la UE, lentamente ma costantemente la disoccupazione diminuisce, anche se restano ancora forti diseguaglianze sociali e il potere di acquisto delle famiglie è ancora lontano dai livelli pre crisi.

Chi è Paolo Pantaleo

Giornalista e traduttore, Firenze-Riga. Jau rīt es aiziešu vārdos kā mežā iet mežabrāļi

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Un commento

  1. Proprio adesso che iniziano a uscire dalla crisi decidono di suicidarsi entrando nell’euro. E’ proprio vero che gli Dei accecano coloro che vogliono perdere

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