AZERBAIGIAN: Stravince Aliyev tra le critiche

È andato tutto come previsto in Azerbaigian: l’esito delle elezioni presidenziali di ieri ha sancito quello che tutti si aspettavano, ovvero un largo trionfo del presidente uscente Ilham Aliyev, che con l’84,72% dei voti ha sbaragliato la debole e inconsistente concorrenza e dato vita al suo terzo mandato presidenziale. Il primo “degli altri”, sempre come da copione, è risultato essere Jamil Hasanli, che fin dall’inizio della campagna elettorale veniva indicato come principale candidato dell’opposizione. Per lui solo l’8,26% dei voti totali, colossale divario che sta a dimostrazione di come il risultato di queste elezioni non sia mai stato veramente in discussione. Percentuali irrisorie per tutti gli altri 8 candidati.

Nella giornata di ieri Hasanli, mentre si recava alle urne, ha lasciato trasparire tutta la propria rassegnazione e ha esternato una forte delusione nei confronti di un sistema elettorale sempre più antidemocratico e corrotto. – “Se ci fossero elezioni democratiche e trasparenti non avrei dubbi sulla mia vittoria. Ma abbiamo ricevuto notizia di numerose violazioni delle procedure elettorali, compiute già a poche ore dall’apertura dei seggi” – ha commentato il leader dell’opposizione. Al termine dello scrutinio, una volta ufficializzato il risultato finale, Hasanli ha affermato di voler fare ricorso contro l’esito delle elezioni, le quali a suo dire, oltre a non essere state libere ed eque, sarebbero da annullare a causa di chiari brogli elettorali.

Critiche anche da parte dell’OSCE, secondo cui le elezioni sarebbero state gravemente falsate. Per gli osservatori OSCE le elezioni si sarebbero svolte in un ambiente mediatico restrittivo, con molte limitazioni riguardanti le libertà fondamentali di associazione ed espressione e in un pesante clima intimidatorio. Secondo Tana de Zulueta, a capo della missione degli osservatori a lungo termine dell’Ufficio per le Istituzioni Democratiche e i Diritti dell’Uomo (ODIHR), sono state riportate prove di evidenti brogli in almeno 37 seggi, con gravi violazioni soprattutto durante il conteggio dei voti.

Michel Voisin, coordinatore speciale per la missione OSCE a breve termine, ha inoltre evidenziato i gravi difetti del sistema elettorale, affermando che “sono stati osservati gravi problemi durante il processo elettorale, concentrati più o meno in alcune zone. È necessario che essi vengano segnalati in modo che l’Azerbaigian possa in futuro rispettare al pieno le norme OSCE al fine di avere elezioni libere e democratiche”.

Nonostante le numerose critiche continua però indisturbato lo strapotere di Aliyev nel paese, il quale è giunto al terzo mandato presidenziale perdendo in fatto di consensi solo qualche misero punto percentuale rispetto alle elezioni del 2008, dove ottenne l’87,34% delle preferenze (elezioni boicottate però dalla maggior parte dell’opposizione), e facendo anche meglio di quanto la più che dubbia applicazione lanciata dalla Commissione Elettorale Centrale dell’Azerbaigian aveva “pronosticato”.

A capo del paese dal 2003, Aliyev sembra essere di questo passo destinato a mantenere questa carica a vita, a meno che qualcosa non cambi all’interno della scena politica azera, fino ad oggi dominata dall’attuale presidente ma che specialmente negli ultimi anni sembra registrare una sempre più crescente voglia di cambiamento. Se in futuro i partiti dell’opposizione riusciranno a collaborare tra di loro evitando inopportune lotte intestine e se saranno in grado di poter rappresentare una valida alternativa all’eterno Aliyev, allora anche la gente riuscirà probabilmente a ritrovare un po’ di quella fiducia nei confronti del proprio paese che sembra aver perso nel corso degli anni.

Chi è Emanuele Cassano

Ha studiato Scienze Internazionali, con specializzazione in Studi Europei. Per East Journal si occupa di Caucaso, regione a cui si dedica da anni e dove ha trascorso numerosi soggiorni di studio e ricerca. Dal 2016 collabora con la rivista Osservatorio Balcani e Caucaso.

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2 commenti

  1. L’ennesima vittoria ha riferimento alla situazione economica del paese?

    • Emanuele Cassano

      Sicuramente il grande sviluppo economico che l’Azerbaigian sta vivendo negli ultimi anni grazie ai proventi derivanti da gas e petrolio ha contribuito ad aumentare notevolmente il peso politico di Aliyev, che arricchendosi ed incrementando il proprio potere grazie a un’ampia disponibilità di risorse è riuscito a dominare la scena politica del paese per tutti questi anni

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