I sogni di mamma Europa producono mostri

di Calandrino

Riflettendo sullo stato attuale del processo di integrazione europea, mi capita di ripensare a quel raccontino di Moravia da cui ho ripreso il titolo. La storia ha come protagonisti maialini, cinghiali, uomini – e Madre Natura, il deus ex machina della situazione, i cui sogni diventano realtà, spesso mossi da compassione a fin di bene. Spaventati dai cinghiali, i maialini si rivolgono a Madre Natura perché faccia qualcosa. Madre Natura nel suo sogno inventa gli uomini, animali creativi e razionali, ed i maialini sono contenti, perché gli uomini li proteggono dai cinghiali, li rifocillano e li ingrassano. Quando però si accorgono che le intenzioni degli uomini sono di tutt’altra natura, è troppo tardi, finiscono in salsicce ed hanno voglia a lamentarsi con Madre Natura. Schema tipico della fiaba morale, in cui il desiderio esaudito si ritorce contro chi lo esprime, e che si presta a numerose analogie.

L’integrazione europea ha preso una piega drammatica, come testimoniano la macelleria sociale in corso nei paesi della periferia meridionale e – in misura minore, ma il tempo è galantuomo – il malcontento strisciante dovuto alla persistente compressione salariale dei lavoratori dei paesi del centro. Quello che più sorprende, e che rovina l’analogia, è però il fatto che i maialini oggi non sembrano lamentarsi. Alcuni invero sostengono che il macello è il male minore, perchè almeno garantisce stabilità e larghe intese. Altri stoicamente affermano che è giusto essere macellati, perchè nel decennio precedente i maialini erano vissuti al di sopra delle loro possibilità . Altri ancora hanno fiducia nel fatto che Madre Natura alla fin fine rimetterà a posto le cose, aspetta e spera.

Ma cosa resta oggi della nostra Madre Natura, della volontà di coesione e solidarietà dei popoli europei che scelsero la via pacifica dell’integrazione, memori di cosa fossero la miseria e la fame, memori delle ferite di una guerra spaventosa? La morsa dei meccanismi economici di stampo neoliberista che oggi dominano la scena ha potuto imporsi silenziosa, favorita dalla fiducia – e dalla connivenza, a guardar bene – di pochi responsabili che hanno ingannato le moltitudini con promesse di sicurezza, di benessere, di sazietà . Madre Natura intanto sembra ancora voler dormire, ignara del fatto che lei stessa non è al sicuro e che il crudele meccanismo la sta già lentamente schiacciando.

Oggi, come forse mai prima, la sopravvivenza dell’Europa della cultura e della civiltà dipende dalla nostra capacità di smettere di sognare.

Foto: Claire Fontaine, da Alfabeta

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Un commento

  1. maria Fioravanti

    L’ alternativa a questo sogno è l’ incubo di essere svegli..

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