Gagauzi, i turchi cristiani della Moldavia

I gagauzi sono una piccola popolazione di stirpe turca stanziata nel sud della Moldavia, circa 200.000 persone, tutti di fede cristiana ortodossa. Essi parlano il gagauzo (gagauzca o gagauz türkçesi), una lingua estremamente simile a quella parlata in Turchia, rispetto alla quale si differenzia unicamente per alcuni aspetti morfologici e parte del vocabolario. La reciproca comprensione tra i parlanti delle due lingue è assicurata senza alcuno sforzo.

Le origini di questo affascinante popolo sono in realtà piuttosto misteriose: nel corso degli ultimi decenni gli studiosi hanno formulato diverse ipotesi, ma nessuna è risultata decisiva. Alcune teorie vedono nei gagauzi i discendenti delle orde turche che invasero l’Europa orientale nel periodo antecedente la creazione dei grandi imperi turco-islamici. Questo punto di vista è però smentito dagli aspetti culturali e soprattutto linguistici dei gagauzi, che sembrano piuttosto comprovare la loro origine anatolica.

I gagauzi fanno inequivocabilmente parte del gruppo etnico oğuz, a cui appartenevano i selgiuchidi e gli ottomani, e da cui discendono appunto i turchi dell’Anatolia e gli azeri. Lo stesso nome gagauz sembra derivare con ogni probabilità da oğuz, benché non vi sia certezza sul significato del prefisso “gag-“, forse una deformazione di gök (cielo), di utilizzo non raro tra i popoli turchi, con significato quindi di “oğuz celestiali“.

Questo dato, unito all’oggettiva affinità tra i gagauzi e i turchi di Turchia, indica quindi un’origine relativamente recente del popolo gagauzo, databile al più presto all’epoca selgiuchide, se non ottomana. Non è possibile sapere quando e come i gagauzi abbracciarono la religione cristiana, e se in precenza i loro antenati fossero stati per un certo periodo musulmani, come farebbe pensare l’utilizzo del termine Allah per indicare Dio, invece dell’originale pre-islamico Tanrı.

Quel che è certo è che nel XVIII secolo i gagauzi, le cui caratteristiche culturali erano le stesse con cui vengono oggi conosciuti, risiedevano nella Dobrugia ottomana, tra le attuali Bulgaria e Romania, pacificamente mescolati con i bulgari, i rumeni e i turchi musulmani. Per tutto il secolo la regione danubiana e i Balcani orientali furono però coinvolti nelle interminabili guerre tra la Russia e l’Impero ottomano.

A quel tempo in Bessarabia, sul confine tra i due imperi, vivevano i nogai, altro popolo turco. Le tribù musulmane dei nogai, irrequiete e violentemente ostili alla Russia, costituivano un pericolo per la pace e la stabilità di quella delicata regione. Fu così che, a seguito del trattato di pace russo-ottomano siglato a Bucarest nel 1812, lo Zar Alessandro I ottenne che i nogai fossero espulsi dalla Bessarabia, e al loro posto vi fossero deportati in massa proprio i più docili e controllabili gagauzi, la cui fede cristiana era tra l’altro una garanzia quanto meno di neutralità nei confronti della presenza russa.

Insediati in modo massiccio ed etnicamente compatto, nell’attuale Moldavia sud-orientale, i gagauzi entrarono così in possesso, quasi casualmente, di quella che oggi è la loro terra, la Gagauzia, a cui essi si riferiscono orgogliosamente come Gagauz yeri (il luogo dei gagauzi). Questa espressione culturale e geografica non ebbe però alcun significato politico fino al crollo dell’Unione Sovietica, quando i gagauzi, trovandosi a far parte del neonato stato moldavo, temettero di venire assimilati nella cultura rumena dominante nel paese, e scelsero nel 1991 di proclamare l’indipendenza del Gagauz yeri. Seguì un inevitabile periodo di tensione tra la repubblica secessionista e il governo centrale, finché nel 1994 si arrivò ad un compromesso, con la creazione di un’entità territoriale autonoma gagauza all’interno della Moldavia.

Quello che oggi caratterizza in modo particolare la cultura dei gagauzi è il forte sentimento di orgoglio per la propria identità turca, ulteriormente rafforzato nel corso della battaglia per l’autonomia. Un esempio dell’immagine che i gagauzi hanno di sé, è dato dalla pagina wikipedia in lingua gagauza, dove essi non solo si autodefiniscono gagauz türkleri (turchi gagauz), ma asseriscono con orgoglio che i gagauzi sono «türklük parçalarından biridirler»: una componente del türklük, cioè della turchità, intesa come l’insieme dei popoli di lingua e cultura turca, senza alcun significato politico, religioso e geografico.

Foto: Marco Fieber, Flickr

Chi è Carlo Pallard

Laurea magistrale con lode in Scienze storiche presso l'Università degli studi di Torino, con tesi dal titolo "Da impero a nazione. Ziya Gökalp e la nascita della Turchia moderna". È autore, assieme a Matteo Bergamaschi, del volume Dire io. Sulla questione identitaria del mondo post-moderno, Aracne editrice, Roma 2012. Parla turco, inglese e azero. E' nato a Torino nel 1988.

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