ROMANIA: Niente cittadinanza a chi non è "scientificamente rumeno" (specie se rom)

In Romania diverse ONG stanno chiedendo la revoca di una proposta di emendamento alla Costituzione che limiterebbe i diritti delle minoranze nel paese di dichiararsi “rumeno”, a meno che esse possano “dimostrare scientificamente” la loro etnia. La scioccante proposta ha indignato i gruppi per i diritti dei rom, che dicono che l’emendamento è evidentemente discriminatorio e chiaramente un attacco contro la comunità rom, volto a derubarli del diritto di chiamarsi rumeni, nel tentativo di convincere gli stranieri che i rom non siano cittadini romeni.

I deputati Mircea Dolha e Grigore Craciunescu del Partito Liberale Nazionale (PNL) sono gli autori dell’emendamento contestato. “Chiaramente, la minoranza etnica cui si riferiscono sono i rom. (…) In una società democratica, le autorità pubbliche devono reagire in base alla legge contro tali iniziative, ovviamente, discriminatorie, che costituiscono un attacco diretto contro la legge e contro le basi di una società democratica “, si legge in una dichiarazione congiunta rilasciata dalle Ong , citato dalla cronaca locale agenzia Mediafax.

«A parte le minoranze che hanno radici comuni scientificamente dimostrabili con i romeni qualsiasi altra minoranza non può utilizzare ufficialmente usare il termine rumeno come titolo, o altre parole simili che possano causare confusione e dare una falsa indicazione di origine rumena,” si legge nella proposta di emendamento costituzionale. La proposta sembra essere in palese violazione di accordi internazionali sui diritti umani, come la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e la Convenzione internazionale sull’eliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale, secondo le ONG. Gli accordi europei sui diritti umani sarebbero anche violati da una negazione costituzionale del diritto di un gruppo etnico dalla Romania di chiamarsi rumeno.

Lo scopo dietro il disegno di legge sembra essere un tentativo di distanziare la Romania dalla comunità rom agli occhi degli stranieri, aberrante in sé, ma anche inefficace, secondo le ONG, che sostengono che la percezione all’estero non sono regolati dalla costituzione del paese e che “l’unico effetto di questa iniziativa sarebbe la stigmatizzazione definitiva e la violazione dei diritti fondamentali dei rom”.

Le ONG hanno presentato le richieste a primo ministro, presidente del Senato e della Corte Costituzionale per evitare che la modifica viene approvata. Una commissione guidata dal presidente del Senato, il leader dell’Unione sociale liberale (USL) Crin Antonescu sta attualmente rivedendo la Costituzione della Romania. Quando un progetto di costituzione sarà completato, sarà ratificato dal Parlamento prima di essere sottoposto all’approvazione popolare tramite referendum.

“Dall’inizio della crisi economica l’intolleranza verso i cittadini rom è cresciuta a danno della coesione sociale – aveva dichiarato solo ad aprile il commissario europeo per l’integrazione, László Andor – si deve, invece, garantire loro la stessa partecipazione alla società, con gli stessi doveri e gli stessi diritti di tutti i cittadini europei”. In Romania, dove vivono tra 600.000 e un milione e mezzo di rom, più del sessanta per cento di loro vive ancora sotto la soglia di povertà, segregati e senza accesso a fonti d’acqua e luce.

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16 commenti

  1. INDEGNI.
    i romeni , se attueranno questa domanda di legge dovrebbero essere espulsi dalla UE e da qualsiasi altra comunità internazionale.
    mi ricordano paurosamente la Germania di Hitler.
    bisognerebbe muoversi prima che la stupidità popolare appicci incendi come è già successo.
    una vergogna.
    boicottare la romania e i rumeni.

    • è solo un emendamento di minoranza, non credo che passerà mai nè che ci sia bisogno di chiamare addirittura al boicottaggio preventivo.
      Se i romeni monitorassero il nostro parlamento e vedessero tutti gli emendamenti razzisti proposti dalla lega nord…

    • Cara signora, ho tanta pieta’ per lei; vuol dire che non ha capito niente della vita. E’ come dire che devo boicottare gli italiani
      perche’ Al Capone e’ stato un mafioso. Vada a mangiare un gelato e poi ripensa a quello che scrive. Cordiali saluti da un rumeno residente in Italia.

    • Jack the ripper

      Quindi, stando al suo ragionamento, dovremmo boicottare anche l’Italia e quelle forze politiche che hanno approvato ed attuato gli smantellamenti dei campi rom in varie città italiane?

      Per fortuna si tratta solo di minoranze politiche….anche l’Italia e paesi molto più occidentali e moderni è piena di matti che partoriscono certe idee

      ps.: a patto che l’Italia possa considerarsi paese più moderno della Romania…cosa tutt’altro che scontata

  2. Marius Brighenti

    Boicottare i rumeni e la Romania,come paese,per una proposta poco credibile e poco fattibile(purtroppo)di due sciocchi senatori?Complimenti,lei mostra una profondità di pensiero sbalorditiva.In Parlamento,a Roma,se ne sentono di vaccate,ma nessuno ha mai pensato di monitorare l’intero popolo per colpa di qualche imbecilotto.L’indegna e lei,che dall’altezza della sua ignoranza esprime opinioni senza conoscere veramente il contesto.

    • Girello Destrorsi

      Infatti è il contesto che bisogna capire. La proposta di legge (stupida) è solo una reazione, un sintomo di una malattia più grande, di cui bisogna capire le cause. L’esplosività di certe situazione sociali andrebbero comprese appieno e risolte in maniera intelligente. Evitare di affrontarle, poi, provoca solo assurdità come questa di cui sopra.

  3. e anche quando hai capito il sintomo?
    non per questo la malattia scompare.
    in quanto alla lega hai ragione.

  4. Io dico solo che un migliaio di anni ci sono, in Europa, gruppi etnici che non se la passano bene: i Rom e i Sinti, da un lato, e gli ebrei dall’altro. i primi che hanno deciso di vivere in un mondo senza nazione; i secondi che la nazione se la sono vista portar via. E dico che da generazioni in Europa si prosegue con la stigmatizzazione e la persecuzione dei due popoli, in un certo senso questo pregiudizio è parte della nostra “cultura”. Nessun popolo o nazione europea può dirsi immune dal pregiudizio verso Rom, Sinti ed ebrei.

    Quindi come la Stato romeno, oggi, anche l’Italia, la Francia, la Bulgaria, l’Ungheria, la Polonia e via così, andrebbero “boicottati”. Personalmente credo che la questione dei Rom sia uno strumento in mano alle élites politiche che cercano facili consensi elettorali. I governi, secondo me, vanno stigmatizzati e non i popoli. E abbiamo il diritto di stigmatizzare i governi nella misura in cui essi aderiscono a una carta di valori comuni europea in cui il razzismo non trova posto.

    La metafora della malattia e del sintomo non mi piace per nulla. Presuppone una “sanità”, la nostra di europei civilizzati, e un “morbo”, ovvero le popolazioni che non riconosciamo (anche se magari lo sono) come parte della nostra civiltà. E quindi, se c’è un “morbo” ci va una “medicina”. Ebbene io sono contrario alla medicina. Se la nostra grande civiltà europea non è ancora riuscita in mille anni a convivere con le minoranze senza chiederne la distruzione, forse non è così grande.

    Matteo

  5. è chiaro che la” malattia” non era intesa così.
    io non parlo dei rumeni in quanto popolo -mi piace la romania, Sinia, la Transilvania e anche la sua gente-
    io parlo dello Stato che è corrotto e mafioso quasi quanto il ns.
    non credo che in Italia si arrivi però agli eccessi verso i rom che distinguono , oltre la Romania- la Bulgaria e la Slovenia.
    gli ebrei o i rom ( a cui si potranno affiancare altre etnie) sono il capro espiatorio quando le cose vanno male.
    la crisi, lo stato che non riponde, la cosa più facile è addossare a qualcun’altro le cause della propria infelicità.

  6. Ai “bonisti” sugerisco di prenderseli in casa propria i rom. Che offrino a loro un lavoro e vedere se lo accettano, sugerisco di indagare sulle ricchezze dei rom, palazzi, servitù, machine come Ferrari e Mercedes, nozze da mille e una notte….visto che non hanno mai avuto o voluto un posto di lavoro.

    • Marius Brighenti

      Naturalmente Tamara ha raggione.Riempirsi la bocca di belle parole solo perche va di moda non serve a niente.Nessuno può integrare gli zingari cosi come nessuno vuole veramente discriminarli.Semplicemente non vogliono integrarsi.Questo e un grosso problema che nessun Stato può pensare di risolvere singolarmente.Ritengo sbagliato paragonare il problema degli zingari a quello degli ebrei.Gli ebrei provocano ,in Europa perlomeno,un tipo di risentimento che viene da molto lontano,gli zingari sono semplicemente un problema di ordine pubblico.

  7. bah, io in romania e in bulgaria ho visto solo degli zingari ai limiti della sopravvivenza.
    i ricchi non vanno in giro a raccogliere le bottiglie di plastica o i rifiuti.
    io non sono affatto buonista anche perchè ho subito due furti zingareschi. in casa.
    penso che il problema dell’integrazione rom passi attravero la scuola .
    certo che siete forti , basta che uno ragioni che passa da buonista.
    non siete capaci di usare la ragione? sempre stà storia di prenderseli in casa. ma figurarsi…

  8. Girello Destrorsi

    @ Matteo – La malattia non è il popolo in sé, ma come i governi attuano le politiche di integrazione. In questo (nell’integrazione) l’etnia “aliena” ha anche delle responsabilità proprie, ovviamente.

    Due esempi:
    1- In Veneto, dove fortissima è l’etica del lavoro, ci sono pochi problemi di integrazione. L’elemento distintivo non è il colore della pelle, ma “lavori o non lavori”. Lavori? Benissimo, non c’è nessun problema. Non lavori? Viene messo ai margini della società. Delinqui? Vai in galera. E gli immigrati si adeguano molto bene a questi standard. Basta averli, degli standard, a volte…

    2- Gli immigrati a volte portano con loro delle culture differenti. Io domando: sono loro che devono adeguare la loro alla nostra (cioè, alla più comune) o siamo noi a dover accettare per forza tutte le differenze in nome di un certo buonismo figlio del relativismo culturale? I rom – per citare un’etnia di cui spesso si parla a sproposito e in ignoranza – hanno una cultura e una tradizione secolare. Questo non vuol dire però che sia del tutto degna di essere rispettata. Avete mai notato che molti bimbi rom, anche piccolissimi, vanno in giro a chiedere l’elemosina? Alzate lo sguardo: noterete a poche decine di metri la madre o un parente più grande che controlla il “lavoro”. Perché di questo si tratta: LAVORO. Nella cultura rom, infatti, tutti i membri della famiglia (quindi anche i bambini) devono partecipare in qualche modo al bilancio familiare. In Italia sarebbe chiamato “sfruttamente minorile”, se non peggio “riduzione in schiavitù”. Ma visto che fa parte della loro tradizione, noi dovremmo accettarla?

    In definitiva, per tornare all’inizio: la malattia è l’assenza di regole chiare. Il sintomo è la mancata integrazione. La cura: darsi delle leggi rispettose del prossimo, delle sue peculiarità e dei suoi diritti, ma senza rinunciare alla propria, di cultura.

    • Concordo con quanto scrive Fiorella, in pieno. E con Marius quando dice che il problema dei rom è di ordine pubblico. Ma non solo, secondo me. Le regole, come dice Girello, ci vanno. L’integrazione può non essere un modello da perseguire se integrazione significa “farli diventare come noi”. In primo luogo, perché quella è assimilazione e non integrazione. In secondo luogo perché, come ebbe a dirmi una ragazza rom che ho conosciuto, “i rom non si vogliono integrare”. Partirei da qui. All’integrazione, che è vero, è spesso un argomento “buonista” se non è seguito da misure concrete, sostituirei la “convivenza”. Perché, piaccia o no, ci dobbiamo convivere. Per convivere ci vanno regole ma, attenzione, da ambo le parti: e le persone devono essere messe in condizioni di rispettarle quelle regole. Di più, i primi a dovere rispettare le regole sono coloro che le impongono. Vi invito a guardare questo video, realizzato da due bravi giovani giornalisti, per farvi un’idea del mancato rispetto di regole, legali ma anche di buon senso, da parte delle nostre amministrazioni pubbliche nei confronti dei rom. http://saladaniela.wordpress.com/2012/03/13/rom-dal-casilino-900-a-camping-river-per-i-rom-e-sempre-emergenza/

      Le conclusioni di Girello mi trovano d’accordo ma, in fondo, “darsi delle leggi rispettose del prossimo, delle sue peculiarità e dei suoi diritti, ma senza rinunciare alla propria, di cultura” non è quel “relativismo culturale” che prima condannavi?

      Matteo

  9. Spero di cuore che questo emendamento passi. I rom non sono romeni, si è già fatta abbastanza confusione, ora basta.

  10. bah! vi fate tutte ste pippe mentali…la faccenda, della cittadinanza, odora di nazismo, c’è sempre di ripetere che l’europa sgancia un sacco di quattrini per i rom (anche x quelli italiani) quindi …dove vanno a finire i soldini?
    ve l’ho detto che mi hanno rubato 3 volte in casa stì rom?
    questo però non ottenebra le mie facoltà mentali anche se mi scoccia alquanto.
    bye

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