LETTONIA: Riga verso la moneta unica. Nell'euro già dal 2014

DA RIGA – La Commissione Europea, come già avevamo annunciato, ha dato il suo assenso all’ingresso della Lettonia nell’euro. E’ il primo passo ufficiale delle istituzioni europee verso l’adozione dell’euro in Lettonia a partire dal 1° gennaio 2014. Altri adesso saranno gli adempimenti necessari, fino al parere definitivo che verrà dato a luglio dall’Ecofin.

La Commissione europea ha comunque dato il suo assenso, pubblicando oggi la relazione sulla convergenza 2013 relativa alla Lettonia, corredata di una sintesi per i cittadini che ne illustra brevemente il contenuto e la logica. La Commissione giunge alla conclusione che la Lettonia ha conseguito un livello elevato di convergenza economica sostenibile con la zona euro e propone al Consiglio di pronunciarsi sull’adozione dell’euro da parte della Lettonia il 1° gennaio 2014.

Olli Rehn, Vicepresidente della Commissione responsabile per gli affari economici e monetari e l’euro, ha dichiarato: “L’esperienza della Lettonia insegna che un paese può superare squilibri macroeconomici, anche gravi, uscendone rafforzato. A seguito della profonda recessione del 2008-2009, la Lettonia ha avviato un’azione politica risoluta che, supportata dal programma di assistenza finanziaria dell’UE-FMI, ha migliorato la flessibilità e la capacità di aggiustamento dell’economia nel quadro generale dell’UE per una crescita sostenibile ed equilibrata. E i risultati si vedono: nelle previsioni la Lettonia sarà quest’anno l’economia dell’UE in più rapida crescita.”.

Il Vicepresidente ha aggiunto: “La volontà della Lettonia di adottare l’euro è indice di fiducia nella nostra moneta comune e un’ulteriore smentita concreta di coloro che prevedevano la disintegrazione della zona euro.”.

La relazione sulla convergenza corona una valutazione positiva dei risultati economici ottenuti dalla Lettonia riguardo ai criteri di convergenza stabiliti dal trattato UE, illustrati in maggior dettaglio qui di seguito.

Inflazione

Nei dodici mesi fino a aprile 2013 il tasso medio di inflazione nel paese è stato pari all’1,3%, ovvero nettamente inferiore al valore di riferimento del 2,7%, al di sotto del quale dovrebbe restare anche nel prossimo futuro. Sebbene all’inflazione particolarmente bassa di oggi abbiano contribuito fattori a breve termine (in particolare, il taglio dell’IVA nello scorso luglio), l’analisi dei fondamentali sottostanti e il fatto che il valore di riferimento sia stato rispettato con un ampio margine sono elementi a sostegno di una valutazione positiva del rispetto del criterio della stabilità dei prezzi. La Lettonia dovrà continuare a vigilare per tener bassa l’inflazione, anche perseverando in una politica di bilancio prudente e mantenendo la domanda interna su un percorso sostenibile.

Finanze pubbliche (disavanzo e debito)

Dopo aver raggiunto l’8,1% nel 2010, nel 2012 il rapporto disavanzo pubblico/PIL è sceso all’1,2%, tasso che, stando alle ultime previsioni di primavera della Commissione, rimarrà inalterato anche nel 2013. A fine 2012 il debito pubblico era pari al 40,7% del PIL. La Commissione, ritenendo che il disavanzo eccessivo fosse stato corretto in modo credibile e duraturo, ha raccomandato al Consiglio “Economia e finanza” (ECOFIN) di chiudere la procedura per disavanzi eccessivi nei confronti della Lettonia (cfr. MEMO/13/463). Se così sarà, la Lettonia rispetterà il criterio relativo alla situazione delle finanze pubbliche.

Tassi di interesse

Nei dodici mesi fino a aprile 2013 il tasso di interesse medio a lungo termine in Lettonia è stato pari al 3,8%, ossia inferiore al valore di riferimento del 5,5%. I differenziali rispetto alle obbligazioni di riferimento a lungo termine della zona euro sono andati notevolmente riducendosi dal 2010, a riprova della fiducia che i mercati nutrono nella Lettonia.

Tasso di cambio

Il lats lettone partecipa al meccanismo di cambio (ERM 2) dal 2 maggio 2005, ossia da molto più dei due anni richiesti. Quando la Lettonia ha aderito all’ERM 2, le autorità del paese si sono impegnate a mantenere il lats entro un margine di fluttuazione di ±1% attorno alla parità centrale. Nei due anni precedenti la valutazione effettuata, il tasso di cambio del lats non si è discostato dalla parità centrale di oltre ±1% né è stato sottoposto a tensioni.

Si sono altresì esaminati altri fattori, quali l’andamento della bilancia dei pagamenti e l’integrazione dei mercati finanziari, del lavoro e dei prodotti. Nel corso della crisi la bilancia commerciale lettone ha registrato un notevole aggiustamento, sostenuto anche da miglioramenti nella competitività esterna. L’economia del paese è ben integrata in quella dell’UE grazie alle interrelazioni tra i mercati commerciali e del lavoro, e attira investimenti esteri diretti di entità considerevole. Notevole è l’integrazione del settore finanziario nazionale nel sistema finanziario dell’UE, grazie soprattutto alla forte presenza estera negli assetti proprietari all’interno del comparto bancario.

Contesto

Durante tutta la crisi la Lettonia è riuscita a gestire un difficile processo di aggiustamento macroeconomico. L’attuazione risoluta del programma di assistenza finanziaria dell’UE-FMI ha aiutato il paese a uscire da una recessione profonda e a tornare alla crescita economica.

A norma del trattato UE, la Commissione e la BCE presentano una relazione in materia ogni due anni ovvero a richiesta di uno Stato membro con deroga. Il 5 marzo scorso la Lettonia ha chiesto ufficialmente alla Commissione di elaborare una relazione straordinaria sulla convergenza ai fini dell’adesione del paese all’euro a partire dal 1° gennaio 2014.

La procedura sarà definitivamente completata quando il Consiglio dei ministri, deliberando all’unanimità degli Stati membri appartenenti alla zona euro e della Lettonia, avrà fissato irrevocabilmente il tasso di cambio tra lats e euro.

Dombrovskis: “I lettoni favorevoli all’adozione della moneta unica saranno la maggioranza”

Il Premier lettone, in un’intervista rilasciata a Bloomberg, ha espresso fiducia nel fatto che, entro gennaio, i lettoni si convincano che entrare nell’Euro sarà positivo per il paese.

“Come Governo, stiamo facendo una massiccia campagna per informare i lettoni di cosa significherà adottare l’Euro. Dobbiamo cercare di sfatare la paura infondata degli effetti del cambio di valuta, ma sono ottimista: già negli ultimi mesi il numero di coloro che sostengono l’ingresso nell’Euro è aumentato.”

Sul tema, molto sentito, del rischio di inflazione, Dombrovskis ha dichiarato che l’inflazione è il prezzo che si paga per il cambio di valuta e che tutti gli Stati l’hanno sperimentata all’atto dell’ingresso nell’euro. Tuttavia sarà compito del Governo far sì che l’inflazione non avvenga senza effetti sulla produttività e sulla crescita dei salari, senza che si verifichi una nuova bolla speculativa.

Altro punto fondamentale della campagna governativa pro-Euro consiste nel sottolineae che vi saranno degli effetti molto positivi sull’economia della Lettonia: “L’Euro contribuirà a un maggior sviluppo, poiché attrarrà investimenti stranieri, proprio come sta avvenendo nella vicina Estonia [che ha adottato l’Euro il 1° gennaio 2011]” ha detto il Premier lettone. “C’è un diffuso sentimento di timore legato all’aumento dei prezzi in relazione all’adozione dell’Euro. Ma occorre che la gente sappia che spesso esso si è verificato, in altri Paesi, perché assieme all’adozione della nuova moneta si sono avute altre situazioni sfavorevoli: in Estonia, ad esempio, nel gennaio 2011 Gazprom ha attuato un deciso aumento del prezzo del gas, e questo ha influito sul prezzo dei beni molto più di quanto abbia fatto l’Euro”.

Ai lettoni preoccupati dalla stabilità dell’Euro, Dombrovskis risponde che la crisi dell’Eurozona non è dovuta all’Euro, che in quanto valuta sta andando piuttosto bene, quanto alle economie nazionali che hanno registrato – diversamente dalla più recente Lettonia – un grosso calo nella produttività”.

Chi è Paolo Pantaleo

Giornalista e traduttore, Firenze-Riga. Jau rīt es aiziešu vārdos kā mežā iet mežabrāļi

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