BULGARIA: Domenica al voto tra scandali e proteste. La lista dei partiti e i sondaggi

E in Bulgaria si torna alle urne. Domenica 12 maggio si dovranno eleggere i 240 deputati del parlamento monocamerale. Queste elezioni anticipate sono il risultato delle improvvise dimissione dell’ex premier Boyko Borisov, avvenute il 20 febbraio scorso mentre il paese era attraversato da un’ondata di protesta. Il rincaro delle bollette elettriche era stata la miccia che aveva acceso una protesta presto diventata politica. Le dimissioni di Borisov, tuttavia, non hanno placato gli animi. La Bulgaria è il paese pià povero dell’Unione Europea, nonché il più corrotto. Le relazioni tra Boyko Borisov e la mafia bulgara sono ormai un segreto di pulcinella, e le intercettazioni pubblicate recentemente sui giornali locali non fanno che confermare i torbidi di Borissov.

Il Watergate bulgaro

Il 26 aprile scorso il procuratore capo di Sofia, Nikolay Kokinov, si è dimesso dal suo incarico dopo che era stata diffusa una conversazione telefonica tra lui, l’ex ministro dell’Agricoltura, Miroslav Naydenov, e l’ex primo ministro Boyko Borissov. Si parlava di corruzione e uso improprio di fondi europei. Ma chi ha ordinato l’intercettazione? Non la magistratura, l’unica che ne ha il potere. Si tratta quindi di intercettazioni illecite che arrivano, chissà come, ai giornali. Secondo alcuni solo il ministero degli Interni, guidato da Tzvetan Tzvetanov, potrebbe ordinare intercettazioni illecite. Tzvetanov vorrebbe sostituire Borisov a capo del partito conservatore Gerb e utilizzerebbe le intercettazioni per fare piazza pulita degli avversari. Davvero una storia da Watergate.

I partiti in gara

Il Gerb (Cittadini per lo Sviluppo Europeo della Bulgaria) è il partito conservatore guidato da Boyko Borisov.  Si tratta di un partito pesantemente coinvolto in corruttele e rapporti con la criminalità organizzata, accusato di essersi spartito la torta degli appalti per la costruzione della centrale nucleare di Belene. Alle precedenti elezioni del 2009 ha ottenuto il 40% dei voti e 116 seggi. Non abbastanza per un governo monocolore: si è così alleato con Ataka, di Volen Siderov, partito di estrema destra particolarmente violento contro le minoranze rom e turca che alle elezioni del 2009 ha raccolto il 9,3% dei consensi.

All’opposizione sta il Partito socialista bulgaro (Psb), fondato nel 1990 ed erede del vecchio partito comunista. E’ guidato da Sergei Stanishev, che è anche presidente del Partito socialista europeo (Pse). E’ alla testa di una “coalizione per la Bulgaria” con sette altri piccoli partiti. Ha fatto una campagna tutta incentrata sul tema della povertà e della moralizzazione della vita pubblica. Stanishev, un ex primo ministro, ha contribuito a rendere pubblico lo scandalo sulle intercettazioni illegali, che è diventato il leit-motiv della campagna elettorale. Stanishev ha annunciato che, in caso di vittoria, non intende tener per sé il posto di primo ministro, indicando l’ex ministro delle Finanze Plamen Oresharski per l’incarico. Alle elezioni del 2009 ha ottenuto il 17,7%.

Il Movimento per i Diritti e la Libertà (Dps) è il partito della minoranza turca, centrista e liberale si è opposto alle privatizzazioni selvagge promosse dal Gerb. Il suo leader storico, Ahmed Dogan, ha lasciato la guida del partito dopo che un uomo, con una pistola in mano, gli si è parato di fronte durante il congresso del partito a inizio aprile. Gli è succeduto Lutvi Mestan. Ha ottenuto nel 2009 il 14,4% dei voti.

La Bulgaria per i cittadini è un movimento fondato nel 2011 dall’ex commissaria europea Meglena Kuneva che, in quell’anno, si è candidata alla presidenza della repubblica (che in Bulgaria è eletta dai cittadini) ottenendo il 14% dei voti. Il suo partito chiede una maggiore partecipazione della società civile agli affari dello Stato e che l’amministrazione raggiunga standard europei. Si colloca a centrodestra e spera d’intercettare un pò di voti di elettori delusi dal Gerb. La Kuneva è stata Commissario Ue per la tutela dei consumatori e, in precedenza, ministro per gli Affari Europei nel governo di Simeone II.

I sondaggi, verso l’ingovernabilità

Il voto di domenica resta un’incognita per i sondaggisti. Gerb era dato in vantaggio fino a pochi giorni fa ma l’agenzia Novinite ha rilasciato una previsione di voto che vede Gerb e socialisti alla pari, con circa il 24% dei voti. In tal modo otterrebbero entrambi un centinaio di seggi e diventerebbe decisovo, per la formazione del governo, il risultato delle altre forze politiche. Non è escluso che si vada verso una “grande coalizione”, anche se il leader socialista Stanishev si è detto indisponibile a questa ipotesi.

Foto  AFP PHOTO / NIKOLAY DOYCHINOV

Chi è Matteo Zola

Giornalista professionista e professore di lettere, classe 1981, è direttore responsabile del quotidiano online East Journal. Collabora con Osservatorio Balcani e Caucaso e EastWest. E' stato redattore a Narcomafie, mensile di mafia e crimine organizzato internazionale, e ha scritto per numerose riviste e giornali (Nigrizia, Il Tascabile, il Giornale, Il Reportage). Ha realizzato reportage dai Balcani e dal Caucaso, occupandosi di estremismo islamico e conflitti etnici. E' autore di "Congo, maschere per una guerra", Quintadicopertina editore, Genova, 2015; e di "Revolyutsiya - La crisi ucraina da Maidan alla guerra civile" (curatela) Quintadicopertina editore, Genova, 2015.

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Un commento

  1. Fantastico, sembra che stiano diventando tutti dei cloni dell’Italia ! Non non facciamo che tentare di scimmiottare gli altri e non ci accorgiamo che siamo diventati l’archetipo di una nuova forma statuale, la nazione ingovernabile.

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