Accordo tra Kosovo e Serbia, ecco i "quindici punti"

Traduciamo qui di seguito il testo dell'”Accordo sui principi che disciplinano la normalizzazione delle relazioni” tra la Repubblica di Serbia e la Repubblica del Kosovo. Benchè non ancora ufficialmente confermati, i quindici punti sono stati riportati ieri in maniera identica da numerosi siti d’informazione, tanto serbi quanto albanesi ed europei.

 Accordo sui principi che disciplinano la normalizzazione delle relazioni

1. Ci sarà una Associazione / Comunità di municipalità a maggioranza serba in Kosovo. L’adesione sarà aperta a qualsiasi altro comune, a condizione che le Parti [Serbia e Kosovo] siano d’accordo.

2. La Comunità / Associazione sarà creata per legge. Il suo scioglimento può avvenire solo con una decisione dei comuni partecipanti. Garanzie giuridiche saranno fornite dalla legge applicabile e dal diritto costituzionale (tra cui la regola della maggioranza dei 2/3).

3. Le strutture della Associazione / Comunità saranno stabilite sulla stessa base dello statuto vigente dell’Associazione dei Comuni del Kosovo, ad esempio: Presidente, Vice Presidente, Assemblea, Consiglio.

4. In conformità con le competenze fornite dalla Carta europea dell’autonomia locale e dal diritto del Kosovo, i comuni partecipanti hanno il diritto di cooperare nell’esercizio delle loro competenze attraverso la Comunità / Associazione collettivamente. L’Associazione / Comunità avrà completa supervisione delle aree di sviluppo economico, istruzione, sanità, pianificazione urbana e rurale.

5. L’Associazione / Comunità eserciterà altre competenze aggiuntive eventualmente delegate dalle autorità centrali.

6. La Comunità / Associazione avrà un ruolo di rappresentanza presso le autorità centrali e avrà un posto nel consiglio consultivo delle comunità a tale scopo. Nel perseguimento di questo ruolo è prevista una funzione di monitoraggio.

7. Ci sarà una sola forza di polizia in Kosovo, chiamata la polizia del Kosovo. Tutti i corpi di polizia nel nord del Kosovo devono essere integrati nel quadro della polizia del Kosovo. Gli stipendi saranno erogati solo dalla polizia del Kosovo.

8. Ai membri di altre strutture di sicurezza serbe sarà offerto un posto in strutture equivalenti del Kosovo.

9. Ci sarà un comandante di polizia regionale per le quattro municipalità settentrionali a maggioranza serba (nord di Mitrovica, Zvecan, Zubin Potok e Leposavici). Il comandante di questa regione è un serbo del Kosovo nominato dal Ministero degli Interni da un elenco fornito dai quattro sindaci, a nome della Comunità / Associazione. La composizione della polizia del Kosovo nel nord rifletterà la composizione etnica della popolazione dei quattro comuni. (Ci sarà un altro Comandante Regionale per i comuni di Mitrovica sud, Skenderaj e Vushtri). Il comandante regionale dei quattro comuni del nord collaborerà con gli altri comandanti regionali.

10. Le autorità giudiziarie saranno integrate e operereranno all’interno del quadro giuridico del Kosovo. La Corte d’appello di Pristina stabilirà una giuria composta da una maggioranza di giudici serbo-kosovari, responsabile per tutte le municipalità a maggioranza di serbi del Kosovo. Una divisione di questa Corte d’Appello, composto da personale amministrativo e magistrati, siederà in permanenza a Mitrovica nord (Mitrovica District Court). Ogni giuria della divisione di cui sopra sarà composto da una maggioranza di giudici serbi del Kosovo. Il giudice del caso dipenderà dalla natura del caso in questione.

11. Elezioni comunali saranno organizzate nei comuni del nord nel 2013, con la facilitazione dell’OSCE in conformità alla legge del Kosovo e agli standard internazionali.

12. Un programma di attuazione, incluso un calendario, deve essere presentato entro il 26 aprile. L’attuazione del presente accordo seguirà il principio della trasparenza dei finanziamenti. 

13. Le discussioni su energia e telecomunicazioni saranno intensificate tra le due parti e completate entro il 16 giugno.

14. Si è convenuto che nessuna delle due parti bloccherà o incoraggiare altri a bloccare il progresso del lato opposto, nei rispettivi percorsi europei.

15. Un comitato di attuazione sarà stabilito dalle due parti con la facilitazione della UE.

Foto: Murales presso Klokot. Giovanni Cobianchi, Flickr

Chi è Davide Denti

Dottore di ricerca in Studi Internazionali presso l’Università di Trento, si occupa di integrazione europea dei Balcani occidentali, specialmente Bosnia-Erzegovina.

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