MOLDAVIA: La crisi di governo allontana il paese dall'UE

Il Primo Ministro moldavo sancisce la fuoriuscita del suo Partito Liberal-Democratico dalla coalizione di Governo, composta anche dal Partito Liberale e dal Partito Democratico. La crisi di maggioranza mette in forse il processo di integrazione di Chisinau nell’Unione Europea

Un’impasse che pone un punto interrogativo sulla continuazione del processo di integrazione della Moldova nell’Unione Europea. Nella giornata di mercoledì, 13 Febbraio, il Premier moldavo, Vlad Filat, ha annunciato la fuoriuscita della sua forza politica, il Partito Liberal-Democratico, dalla coalizione di Governo.

Il Premier Filat ha accusato i partner di maggioranza, il Partito Liberale e il Partito Democratico, di oligarchizzare il Paese e contrastare le riforme in cantiere, ed ha chiesto per questo un immediato voto di fiducia per verificare la reale intenzione da parte dei singoli parlamentari della coalizione di governo -l’Alleanza per l’Integrazione Europea– di permanere alla guida del Paese.

Nello specifico, il Premier Filat ha accusato il Vice Presidente del Parlamento, Vladimir Plahotniuc, di rallentare l’azione del Governo bloccando l’approvazione delle linee guida emanate dal Consiglio dei Ministri. Pronta è stata la risposta del Presidente della Moldova, Nicolae Timofti, che ha avvisto le consultazioni con i Leader dei gruppi politici presenti in Parlamento. I Capi del Partito Liberale e del Partito Democratico hanno ventilato possibili elezioni anticipate, mentre il Partito Comunista -il principale soggetto dell’opposizione- ha accusato la maggioranza di incapacità governativa.

L’Alleanza per l’Integrazione Europea vanta l’approvazione di riforme che hanno portato la Moldova in linea con gli standard richiesti dall’Unione Europea per l’avvio del processo di ratifica dell’Accordo di Associazione: documento con cui Bruxelles riconosce a Chisinau lo status di partner privilegiato dell’UE in campo economico e politico. In particolare, l’UE ha apprezzato i passi in avanti compiuti dalla Moldova sul piano politico ed economico, anche se molto resta ancora da fare in materia di lotta alla corruzione.

Grazie all’attività dinamica dell’Alleanza per l’Integrazione Europea -e al regresso democratico impresso a Kyiv dal Presidente ucraino, Viktor Yanukovych- la Moldova ha sottratto all’Ucraina il primo posto tra i Paesi candidati alla firma dell’Accordo di Associazione con l’UE.

Rallentata anche l’Integrazione energetica con l’UE

Differente la posizione della Moldova sul piano energetico, poiché Chisinau, di concerto con l’Unione Europea, ha congelato per due anni l’Approvazione del Terzo Pacchetto Energetico: legge UE che stabilisce l’integrazione di Chisinau nel mercato europeo dell’energia. A motivare lo stop è stato il mancato rinnovo degli accordi con la Russia per l’importazione di gas.

La Moldova ha tuttavia assicurato l’intenzione non solo di approvare in breve tempo il Terzo Pacchetto Energetico UE, ma di giuocare un ruolo attivo nel sostenere i piani varati dalla Commissione Europea per diminuire la dipendenza dall’oro blu russo attraverso l’importazione diretta di carburante dall’Azerbaijan e di LNG da Qatar, Norvegia, Egitto e Stati Uniti d’America.

Foto: Gayprider

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Un commento

  1. Ancora con queste assurdità, ma chi ce la vuole la Moldove in un’UE che già non sta più assieme cosi com’è ? Non è mai esistita alcuna prospettiva reale di ingresso nell’UE per la Moldova (e men che meno per l’Ucraina, quella è la vergognosa panzana spacciata dagli arancioidi) E cosa ha da dare l’Europa ai moldavi ? Praticamente nulla tranne l’unica cosa che a loro interessa, cioè la libera circolazione, che ovviamente l’UE non è disposta a concedere. Ucraina e Moldova non fanno che giocare di sponda fra Russia e Unione Europea allo scopo di spillare quattrini agli uni e agli altri, non ci vuole molto a capirlo. Quanto al “regresso democratico di Kiev”, non si può regredire dal punto zero, gli arancioni erano identici in toto ai governanti attuali.

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