KOSOVO: Verso la piena sovranità, tra attese e dubbi

A Pristina si attende l’inizio dell’autunno: il Kosovo, indipendente dal 2008, tra pochi mesi probabilmente camminerà sulle proprie gambe, e a confermare questa notizia sarebbe stato pochi giorni fa, il Ministro degli Esteri austriaco Micheal Spindelegger , durante una riunione tenutasi a Vienna, dove il Gruppo di Supervisione Internazionale – International Steering Group for Kosovo  (ISG) si era dato appuntamento. L’ISG è composto da 25 esperti di politica internazionale e diritti umani , appartenenti a 20 Stati dell’Unione Europea e a 5 non UE.   I rappresentanti dei 25 paesi, si sono consultati sulla possibilità di interrompere la supervisione internazionale sul piccolo stato balcanico, e i pronostici sembrano a favore della maggioranza albanese, che ha così fortemente voluto l’indipendenza. Secondo Spindelegger, il ministro degli Esteri austriaco, membro dell’ISG, il Kosovo sarebbe in grado di camminare sulle proprie gambe,senza la supervisione degli stati europei; il ministro  è convinto che la compagine statale kosovara sia matura abbastanza per decidere da sé, e provvedere dunque,al miglioramento della situazione socio-politica .  La dichiarazione di Splindelegger ha fatto il giro delle agenzie stampa europee,causando in molti casi diverse perplessità.In attesa dell’autunno dunque, i supervisori dovranno stare certamente molto attenti ai nuovi episodi di scontro e di violenza che continuano a interessare il Kosovo,dove le tensioni non intendono andare in vacanza.

Cosa avranno pensato le autorità internazionali quando sabato 7 luglio, una coppia di serbi è stata uccisa a colpi d’arma da fuoco, nella loro casa di Talinovic, un piccolo villaggio kosovaro del kosovo meridionale? I due erano ritornati da pochi anni nella loro casa, abbandonata durante i bombardamenti del 1999,ma non hanno avuto nè tempo né modo di riambientarsi in quello che fino a pochi anni prima, era stato il loro mondo. I rappresentanti dell’ISG saranno sicuramente stati informati delle nuove manifestazioni di protesta, tenutesi nei primi giorni di luglio nel Kosovo settentrionale, zona ad alta maggioranza serba. Pur essendosi svolte senza incidenti, le manifestazioni dei serbi del Kosovo, intendevano far luce ancora una volta, sulla parzialità di alcune leggi approvate dal governo di Pristina: quelle relative alle targhe della automobili ad esempio, che secondo le decisioni del governo di  Thaçi dovranno essere reimmatricolate con siglature esclusivamente kosovare, non potendo circolare con targhe serbe. Eppure lo stesso premier Thaci, entusiasta delle dichiarazioni dei rappresentanti dell’ISG, aveva dichiarato pochi giorni fa , che il Kosovo è maturo e pronto ad accogliere i serbi come parte integrante del proprio stato. Le proteste del 3 luglio hanno interessato anche la città di Gračanica , non molto lontana dalla capitale, dove i posti di blocco temporanei ad opera dei serbi, sono stati organizzati anche per manifestare la propria contrarietà rispetto ai famosi piani di integrazione dei serbi, nel tessuto sociale kosovaro.

A dispetto delle rassicurazioni delle varie rappresentanze politiche europee, la stabilità sociale e politica del Kosovo non sembra avere molti riscontri nella vita reale , e non è soltanto la mancata integrazione dei serbi , a far dubitare un osservatore esterno, sulle capacità del Kosovo di divenire uno stato civile e democratico. Anche le questioni interne non sembrano rassicuranti. La libertà di stampa è a rischio negli ultimi tempi: il parlamento kosovaro ha infatti deciso di mantenere in vigore due articoli del Codice Penale che minano alla libertà di stampa: uno prevede la reclusione per cronisti e giornalisti accusati di diffamazione, un altro prevede altrettanto la galera per i cronisti che non rivelano le proprie fonti. Nonostante le proteste degli addetti alla stampa e alla comunicazione, e dei rappresentanti delle associazioni giornalistiche, il parlamento è rimasto fermo sulla propria decisione. Il ministro della giustizia kosovaro Kuçi, ha rassegnato così le dimissioni e anche Thaci si è detto molto preoccupato dei risultati. Secondo un rapporto stilato nel 2011 dall’Institute for Policy Development, il Kosovo detiene un primato molto preoccupante sulla mancata libertà dei giornalisti; dal rapporto si evince inoltre, che finora le autorità politiche kosovare non hanno ancora affrontato il problema della libertà di stampa nella maniera risolutiva, non perseguendo i responsabili di tali reati e rendendo i giornalisti sempre più esposti al pericolo e non tutelati. Agli osservatori dell’ISG sarà di certo sfuggito.

Fonti:

Dichiarazioni del Ministro degli Esteri Austriaco Splindelegger: http://www.tanjug.rs/news/49070/spindelegger–kosovo-achieved-full-sovereignty.htm

Omicidio di Talinovic : http://www.assoblog.it/news/47897/Kosovo-due-serbi-uccisi-a-sud-della-regione

Rapporto dell’INDEP (Institute for Policy Development)  sullo stato dei Media in Kosovo : http://www.indep.info/documents/88076_INDEP%20-%20The%20State%20of%20Media%20in%20Kosovo.pdf

 

 

 

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