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TURCHIA: “Il futuro è nei cieli”, storia del primo astronauta turco

Alper Gezeravcı è diventato il primo astronauta della storia della Turchia. Una storia personale diventata epopea nazionale.

İstikbal göklerdedir”, il futuro è nei cieli. Le trionfali parole del primo cittadino turco a oltrepassare l’atmosfera terrestre sanno di un’epoca passata, di Guerra Fredda, della corsa fra sovietici e americani per arrivare lassù, fra le stelle. Alper Gezeravcı, però, quelle parole le ha pronunciate solo qualche giorno fa, appena arrivato sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS), e le ha scelte con cura, ricalcando un famoso motto di Mustafa Kemal Atatürk sull’importanza della costruzione di una potenza aeronautica per l’allora giovane nazione turca. Parole, quelle di Gezeravcı, che tracciano in questo modo un filo che raccorda tutta la storia della Turchia, dai suoi inizi ai giorni nostri, e che si fanno rivelatrici del significato di questa prima missione spaziale sotto l’insegna della mezzaluna e la stella.

Il coronamento di ambizioni lontane

Il 19 gennaio scorso, infatti, Alper Gezeravcı ha raggiunto l’ISS a bordo del razzo Falcon 9 di SpaceX – azienda di proprietà di Elon Musk – partito dal Kennedy Space Centre della NASA, in Florida, diventando così il primo astronauta della storia della Turchia. La missione, organizzata da Axiom Space e composta (oltre allo stesso Gezeravcı) dall’astronauta americano Michael Lopez-Alegria, da Walter Villadei, colonnello dell’Areonautica Militare, e dallo svedese Marcus Wandt, anch’egli alla sua prima volta nello spazio, resterà in orbita per 14 giorni al fine di portare a termine ricerche scientifiche. L’arrivo di Gezeravcı sull’ISS rappresenta il primo passo concreto verso il coronamento di ambizioni spaziali che hanno avuto origine ancora all’inizio degli anni ’90. Nel 1993 il Consiglio Turco della Ricerca Tecnologica e Scientifica (TÜBİTAK) viene incaricato di coordinare le iniziative in tema spazio del Paese; l’anno successivo iniziano a essere mandati in orbita i primi satelliti. Nel 2001 viene approvata la costituzione dell’Agenzia Spaziale Turca (TUA), che tuttavia vedrà la luce solamente nel 2018, segnando una poderosa accelerazione degli sforzi della Turchia nella sua corsa allo spazio. Impegno illustrato poi dallo stesso presidente Erdoğan, che nel 2021 ha comunicato gli obiettivi turchi in tema per i successivi dieci anni: mentre il primo di essi – portare la prima persona turca sulla Luna nel 2023, anno del Centenario – è stato disatteso e rimandato al 2026, il decimo e ultimo ha invece trovato compimento il 19 gennaio scorso. Alla retorica politica è stato accompagnato anche un significativo aumento del budget della TUA, che passerà dai 61 milioni di lire turche del 2022 ai due miliardi e 375 milioni del 2026.

Una storia personale diventata simbolo nazionale

La stessa figura di Alper Gezeravcı ricalca a suo modo il percorso di crescita in ambito spaziale della Repubblica Turca. 45 anni, nato da una famiglia di etnia yörük in una piccola cittadina vicino alla costa mediterranea, Gezeravcı è un pilota della THK – l’aeronautica militare turca – dal 2001; ha poi conseguito un master all’Air Force Institute of Technology della base militare di Wright-Patterson, in Ohio. È stato selezionato per partecipare alla missione attraverso un appello pubblico sul sito web della TUA al quale hanno risposto 36’000 persone: i candidati considerati idonei sono stati sottoposti a test fisici e attitudinali ad Ankara e il 29 aprile 2022 il presidente Erdoğan ha annunciato Gezeravcı come il prescelto per diventare il primo astronauta del Paese. Lo stesso Gezeravcı ha ripercorso in un video la propria parabola ascendente, così intrinsecamente intrecciata a quella del suo Paese. Il “primo turco in orbita” racconta di come da bambino, nel suo villaggio, sognasse lo spazio e di come – in maniera un po’ retorica – questo suo sogno sia stato realizzato grazie alla perseveranza della propria nazione: “il mio nome non è importante, quello che è importante per la gente è che il loro Paese è stato determinato abbastanza da fare un passo nel futuro, di essere capace di sognare non fino al limite del cielo, ma oltre, verso lo spazio profondo”. Un vissuto, quello di Gezeravcı, che nella narrazione delle autorità turche perde le caratteristiche di storia personale e si fonde in quella collettiva, quasi assumendo i tratti di una vera e propria epopea nazionale, simbolo della crescita del Paese e dell’inizio del “secolo della Turchia”, e che come tale è stata celebrata. Nella piazza Taksim di Istanbul e ad Ankara, infatti, il Ministero dell’Industria e della Tecnologia ha allestito due enormi tendoni a forma di planetario forniti di maxischermi: da questi la popolazione ha potuto seguire il lancio del Falcon 9 nello spazio, in un enorme rito collettivo di esaltazione e orgoglio nazionale.

Astronauta o turista spaziale?

Le gesta di Alper Gezeravcı, tuttavia, raccontano anche un lato meno brillante e più controverso della recente storia della Turchia. Secondo quando riportato dal giornale 10Haber, infatti, Gezeravcı nel 2012 è stato espulso dalle forze armate nell’ambito di un’indagine contro una presunta rete di spionaggio militare dell’organizzazione – considerata dal governo turco terroristica – di Fethullah Gülen che coinvolgeva centinaia di persone. Nel 2016, tuttavia, tutti gli imputati sono stati ritenuti innocenti e l’indagine stessa considerata un complotto della FETÖ per estromettere alcune cariche militari. Gezeravcı, pur non essendo stato indagato né coinvolto nel processo, è stato riammesso nell’aeronautica solamente nel 2020.

Non mancano poi le criticità sulla missione spaziale stessa. Axiom Space, la società che ha organizzato la missione, si occupa di voli spaziali a fini commerciali: ogni posto sulla navicella è venduto per circa 55 milioni di dollari a chiunque se lo possa permettere. Nelle due precedenti missioni (denominate Axiom 1 e 2) sono giunti sulla ISS cinque “turisti spaziali”: tre imprenditori di cittadinanza isrealiana, americana e canadese e due piloti dell’aeronautica militare saudita. Lo stesso Gezeravcı, similmente ai suoi predecessori, ha affrontato una preparazione di 15 settimane (significativamente di meno rispetto a quella di un “normale” astronauta, che è di circa due anni) nelle strutture di Axiom Space a Houston, in Texas, è partito da una base NASA in Florida e ha raggiunto l’orbita terrestre a bordo di un razzo di un’altra compagnia privata americana. L’arrivo di Gezeravcı sull’ISS è stato innalzato a orgoglioso simbolo della crescita della potenza turca e delle ambizioni del Paese per il suo secondo secolo di vita; di turco, per fare di Gezeravcı il primo astronauta, sono servite però soltanto le lire necessarie a prenotare il posto sul Falcon 9.

foto: profilo X della Türkiye Uzay Ajansı (TUA).

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