TURCHIA: il 99° anniversario della Repubblica. L’ultimo dell’era Erdoğan?

Il 29 ottobre segna sul calendario turco una delle date centrali per il paese: si celebra l’anniversario della nascita della Repubblica di Turchia. Sebbene festività simili esistano in ogni paese, diversi fattori differenziano la Turchia dagli altri. Le celebrazioni inizino già alle 13:00 del giorno precedente (28 ottobre) e sono capillari su tutto il territorio nazionale. La popolazione è fortemente attaccata alla data in sé perché segna l’inscindibile legame ancora riconosciuto dai turchi tra il Giorno della Repubblica e la figura di Mustafa Kemal Atatürk, “padre dei turchi”.

Erdoğan come Mustafa Kemal?

I venti anni di Recep Tayyip Erdoğan al potere sono sicuramente la sfida più grande al legame stesso tra la nazione e il suo fautore, un legame che l’attuale Presidente sembra provare a relegare al passato. Girando per città come Antakya non si può fare a meno di notare gli innumerevoli manifesti che celebrano la festività: da una parte quelli preparati dal Partito Repubblicano (CHP) che riportano il volto di Mustafa Kemal Atatürk e recitano “dall’indipendenza all’avvenire, per sempre Repubblica!”. Al loro fianco quelli governativi con il solo profilo del Presidente e la scritta “Comincia il secolo della Turchia”. Ecco che il leader dell’AKP (Partito della Giustizia e dello Sviluppo) è proiettato a celebrare il futuro autocratico più che il passato repubblicano, puntando a consacrare sé stesso, all’entrata nel centenario della Repubblica, come l’“Atatürk” della Nuova Turchia.

Da Impero Ottomano a Repubblica di Turchia

Rintracciare le cause e gli sviluppi che hanno portato alla nascita della Repubblica di Turchia e all’affermazione al potere di Mustafa Kemal Atatürk non è cosa semplice. Infatti, significherebberisalire ai tentativi di riforme modernizzatrici avviate nel corso dell’800 dalla Sublime Porta, alla nascita del nazionalismo turco come ideologia difensiva nei confronti di quelli interni (nei Balcani, territori arabi e tra gli armeni) e delle influenze esterne, nonché al suo svilupparsi in relazione ai tragici eventi della Prima guerra mondiale e della situazione sul terreno seguente l’armistizio di Mudros del 30 ottobre 1918. È proprio in risposta a queste che il nazionalismo turco si connota di nuovi tratti e raggiunge nuovi apici.

Il trauma dell’occupazione per i Giovani Turchi

La firma dell’armistizio tra l’Impero Ottomano e le Potenze Alleate comportò allo stesso tempo la fine della guerra, ovvero la smobilitazione delle armate ottomane e l’occupazione Alleata, e il collasso finale del Comitato Unità e Progresso – partito dei Giovani Turchi al governo dell’Impero dal 1909. Il suo scioglimento, i processi contro i suoi membri, la forte campagna pubblica critica verso le scelte del CUP (Comitato dell’Unione e del Progresso) e la fuga di molti suoi leader all’estero nelle settimane successive portarono ad un rapido declino del partito verso l’ignominia. I giovani turchi all’estero e in patria, disorientati e senza una linea comune su come agire, rimanevano tuttavia uniti dalla convinzione e desiderio di rinegoziare i termini della resa. Se molti potevano accettare la perdita dei territori arabi occupati da Gran Bretagna e Francia, cedere anche solo parti dell’Anatolia e della Tracia ottomana rimaneva fuori discussione. Molti iniziarono subito a considerare l’idea di una resistenza armata, sebbene fosse ancora dubbio che tipo di resistenza e chi la potesse guidare.

La Lotta di liberazione e la proclamazione della repubblica

Fu l’arrivo di contingenti greci a Smirne il 15 maggio 1919 ad accelerare gli avvenimenti, dando inizio alla prima mobilitazione delle Forze Nazionali da parte di Kemal, Orbay e Karabekir. Ebbe così avvio la c.d. Guerra di liberazione nazionale turca (1919-1922), che porterà eventualmente alla liberazione dell’Anatolia e all’incarnazione della stessa nazione turca nella figura di Mustafa Kemal. La Repubblica e la popolazione turca individuano due precise date per segnalarne l’inizio e la fine, celebrate anch’esse come festività nazionali: 19 maggio 1919, quando Mustafa Kemal Pasha arriva a Samsun per lanciare la resistenza; e il 30 agosto 1922, Zafer Bayramı (Giorno della Vittoria), quando le truppe turche infliggono la vittoria decisiva a quelle greche nella Battaglia di Dumlupınar L’indipendenza entro i confini riconquistati venne riconosciuta a Losanna il 24 luglio 1923, con la firma dell’omonimo Trattato. La repubblica venne invece proclamata tre mesi più tardi, il 29 ottobre 1923.

Verso il centenario

Il 29 ottobre di questo anno segna dunque il 99° anniversario della Repubblica di Turchia. Al di là delle celebrazioni che si terranno e all’enfasi che i partiti di governo (AKP-MHP) vi porranno, la realtà è che questa potrebbe essere l’ultima Festa della Repubblica, dopo quasi 20 anni, celebrata da governi a guida AKP. Il 2023, anno del centenario, costituirà probabilmente uno spartiacque per il Paese: i sondaggi, tutti in evoluzione, mostrano un decisivo calo di consensi per la coalizione di governo, ma al contempo non è chiaro come, e con quale candidato, le opposizioni riunite in blocco possano uscire vincitrici alle elezioni previste per giugno. Quel che è certo è che il regolare svolgimento e il post-elezioni rappresenterà “una prova per la maturità dell’intero sistema istituzionale e politico della Turchia futura”.

In foto: Manifesti per il giorno della Repubblica affissi per le strade di Antakya, Turchia, ad Ottobre 2022. Foto scattata dall’autore.

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