uomo grigio

La storia dell’uomo grigio, che cinque anni fa si diede fuoco nel centro di Varsavia

Esattamente cinque anni fa, il 19 ottobre 2017, il 54enne Piotr Szczęsny sopraggiunge in plac Defilad (davanti al Palazzo della cultura di Varsavia), diffonde tutto intorno la canzone Kocham wolność (Amo la libertà) del gruppo Chłopcy z Placu Broni, distribuisce volantini con il manifesto che ha redatto, annuncia che sta protestando contro le limitazioni alle libertà individuali poste in essere dal governo del PiS, si cosparge di una sostanza infiammabile e si dà fuoco. Viene soccorso dai passanti e portato in ospedale, dove morirà dieci giorni dopo, il 29 ottobre del 2017.

È una storia molto poco nota in Italia, questa dell’uomo che i media polacchi inizialmente chiamano Piotr S., o anche szary człowiek (uomo grigio), come egli stesso si definisce. In Polonia, invece, la sua memoria viene rievocata di frequente, anzitutto per via del manifesto che porta a termine poco prima di morire. In esso, egli protesta contro la restrizione dei diritti civili, la violazione della Costituzione e dei principi democratici, la distruzione della natura, nonché la discriminazione nei confronti delle minoranze, l’emarginazione del ruolo della Polonia nell’arena internazionale e l’uso dell’incitamento all’odio nel dibattito pubblico. Piotr Szczęsny si firma uomo grigio in memoria di Ryszard Siwiec, che, l’8 settembre del 1968, si dà fuoco a Varsavia per protestare contro l’invasione della Cecoslovacchia da parte di alcune forze del blocco sovietico.

Subito dopo il suo gesto si svolgono manifestazioni spontanee a Varsavia e non soltanto; citazioni ed estratti del suo manifesto compaiono in varie città polacche; il 15 novembre 2017 il governo della Capitale appone una targa in plac Defilad con la scritta: Ja, zwykły szary człowiek. 19 X 2017 (Io, un qualsiasi uomo grigio. 19 X 2017). Un anno dopo, il 19 ottobre 2018, ad onorare la sua memoria compaiono sul luogo del suo atto di protesta le personalità dell’intellighenzia polacca più in vista: tra loro, Agnieszka Holland, Krystyna Janda, Adam Michnik. Il poeta Jarosław Mikołajewski, già il 20 ottobre 2017, pubblica su “Gazeta Wyborcza” la poesia All’uomo che si è dato fuoco sotto il Palazzo della cultura giovedì 19 ottobre 2017. Tra gli splendidi versi del testo, si legge: “fa male dunque sono/brucio e dunque/vivo”.

 

Chi è Alessandro Ajres

Alessandro Ajres (1974) si è laureato all’Università di Torino con una tesi su Gustaw Herling-Grudziński, specializzandosi nello studio della lingua e letteratura polacca. Nel 2004 ha conseguito il dottorato di ricerca in Slavistica con un lavoro sull’Avanguardia di Cracovia, da cui scaturirà poi il volume Avanguardie in movimento. Polonia 1917-1923 (Libria 2013). Attualmente è professore a contratto di Lingua Polacca all’Università di Torino.

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