Qualche buon libro per capire la situazione in Ucraina

Qualche buon libro per capire l’Ucraina, il suo passato recente, la sua storia e le radici del conflitto in corso. Selezionati per voi.

 

Simone Attilio Bellezza, Il destino dell’Ucraina. Il futuro dell’Europa (Scholè, 2022)

L’incompiuta Rivoluzione arancione del 2004 e la Rivoluzione della Dignità del 2013 hanno avvicinato l’Ucraina al mondo occidentale aprendo una profonda crisi, al tempo stesso interna e internazionale, con la Russia. Il volume di Bellezza guarda non solo agli equilibri della geopolitica, ma presenta l’evoluzione storica dell’Ucraina post-sovietica al percorso di democratizzazione ed europeizzazione avviato dal governo di Kyiv prima dell’invasione russa.

 

Giorgio Cella, Storia e geopolitica della crisi ucraina. Dalla Rus’ di Kiev a oggi (Carocci, 2021)

La lunga storia della terra ucraina, da Erodoto a Euromaidan: dalla Rus’ di Kiev ai cosacchi ucraini, dalle contese tra russi, polacchi e turchi sino all’era postsovietica e al processo di allargamento ad est della NATO. Un testo utile anche per una più generale comprensione degli avvenimenti di quella periferia centro-orientale d’Europa che, come Giorgio Cella sottolinea, è stata troppe volte gravemente trascurata.

Katrin Boeckh, Ekkehard Völkl, Ucraina. Dalla rivoluzione rossa alla rivoluzione arancione (Beit, 2009)

Una storia dell’Ucraina dalla rivoluzione bolscevica ad oggi, da parte di due studiosi tedeschi. Postfazione della studiosa italiana Giulia Lami.

 

Jean Pierre Ducret, La Rivoluzione Russa in Ucraina. La storia di Nestor Makhno (Germinal, 2013)

Una graphic novel sull’anarchico e rivoluzionario Nestor Makhno, che dal 1919 al 1921 controllò il “territorio libero” – la makhnovshchina – entità politica anarco-comunista rimasta un unicum di autogestione operaia e contadina, una delle tante incarnazioni del carattere anti-autoritario ucraino, prima di essere sconfitta dai bolscevichi e inglobata nell’Unione sovietica.

 

 

Andrea Graziosi, Guerra e rivoluzione in Europa, 1905-1956 (Il Mulino, 2001)

Un lavoro interpretativo che, dialogando con i grandi testi della storiografia novecentesca, avanza una lettura fortemente originale delle dinamiche che hanno governato il mutamento politico dell’Europa continentale centrandosi su quel mezzo secolo di guerra-rivoluzione che pone termine alla storia contemporanea, ossia a quella fase di costruzione degli stati messa in moto dalla rivoluzione francese e compiuta, di fatto, con la decolonizzazione. Accessibile via academia.

 

Igort, Quaderni ucraini. Le radici del conflitto (Oblomov, 2021)

«Al principio l’Ucraina era per me qualcosa di indistinto, una nuvola appartenente al firmamento sovietico. Poi ho cominciato a frequentarla e i nomi esotici che sentivo in casa sin dall’infanzia divennero paesaggi concreti. Come è stata la vita durante e dopo il comunismo da queste parti? Me lo domandavo sinceramente. Trascorsi due anni nei paesi dell’ex Unione Sovietica, fermando le persone. per strada e chiedendo a quegli sconosciuti di raccontarmi la loro storia. Mi resi conto in breve che la vita non era stata tenera, che molti di loro erano testimoni e sopravvissuti di un genocidio che ancora oggi fatica a essere ricordato.»

 

Gabriele De Rosa, Francesca Lomastro (a cura di), La morte della terra : La grande “carestia” in Ucraina nel 1932-33 (Viella, 2004)

Studiosi italiani e stranieri riesaminano in questo libro le vicende della grande carestia del 1932-33, voluta da Stalin, l’eco che ebbero nel mondo, i riflessi nella letteratura, le conseguenze sulla società ucraina che arrivano fino ai nostri giorni.

 

Ettore Cinnella, Ucraina. Il genocidio dimenticato. 1932-1933 (Della Porta, 2015)

Un’opera di approfondimento storico (300 pagine) sulla carestia del 1932-1933, che fece tra 3 e 4 milioni di morti, definita dagli ucraini Holodomor. Sulla base di fonti sovietiche e internazionali, e del dibattito storiografico inaugurato da Robert Conquest (1986), Cinnella presenta la grande fame come un “genocidio sociale” deciso da Stalin per spezzare la resistenza dei contadini ucraini alla collettivizzazione, pur non condividendone la definizione di “genocidio nazionale (recensioni di Armando Lostaglio, Giovanna Cigliano).

Chi è Alessandro Ajres

Alessandro Ajres (1974) si è laureato all’Università di Torino con una tesi su Gustaw Herling-Grudziński, specializzandosi nello studio della lingua e letteratura polacca. Nel 2004 ha conseguito il dottorato di ricerca in Slavistica con un lavoro sull’Avanguardia di Cracovia, da cui scaturirà poi il volume Avanguardie in movimento. Polonia 1917-1923 (Libria 2013). Attualmente è professore a contratto di Lingua Polacca all’Università di Torino.

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