BIELORUSSIA: Chiuse le frontiere aeree con l’Europa dopo il dirottamento Ryanair

La Bielorussia è sempre più isolata. In seguito al dirottamento del volo FR4978 di Ryanair, il Consiglio Europeo ha preso una posizione ferrea: lunedì 24 maggio, i capi di stato e di governo dei paesi UE hanno chiesto al Consiglio UE di adottare le misure necessarie al fine di vietare il sorvolo del territorio bielorusso da parte delle compagnie aeree europee e dei cieli dell’Unione da parte delle linee bielorusse. Inoltre, anche l’EASA (Agenzia europea per la sicurezza aerea) ha rilasciato un bollettino in cui consigliava il sorvolo del suolo bielorusso solo in caso di estreme necessità. Le conclusioni adottate dal Consiglio Europeo e la raccomandazione dell’EASA non hanno valore vincolante. Tuttavia, la decisione di alcuni stati di conformarvisi ha impattato tutta l’Unione.

La chiusura delle frontiere aeree

Alcuni stati membri UE, infatti, hanno ufficialmente vietato l’ingresso nello spazio aereo nazionale alle compagnie aeree bielorusse. Tra questi, la Svezia, la Finlandia, la Francia, la Polonia, la Repubblica Ceca e le tre repubbliche baltiche. Aggiungendo anche la medesima risposta da parte di Kiev, la Bielorussia si è ritrovata completamente bloccata. Infatti, dei suoi vicini, solo la Russia non ha chiuso lo spazio aereo nei suoi confronti. Di conseguenza, non potendo sorvolare nessuno di tali paesi, la compagnia aerea nazionale Belavia è stata costretta a cancellare i voli anche per il resto dell’Unione.

Inoltre, molte compagnie aeree europee hanno preso, spesso autonomamente, la decisione di modificare il tragitto dei voli per evitare il sorvolo del territorio bielorusso. La stessa Alitalia ha ribadito di aver adottato la decisione di propria sponte, senza che vi fosse “alcun provvedimento di interdizione al volo sulla Bielorussia” da parte delle autorità. In altri casi, però, tale decisione ha portato attriti a livello internazionale. Il 26 maggio, il volo Parigi-Mosca, operato da Air France, non è potuto decollare a causa della mancata autorizzazione al nuovo tragitto da parte delle autorità russe. Ciononostante, secondo la comunicazione dell’Agenzia federale russa per il trasporto aereo, la mancata autorizzazione non sarebbe stata il frutto di una ritorsione politica, ma di una notevole quantità di richieste che avrebbe aumentato il tempo necessario per confermarla.

Impatti economici (e politici)

La crisi diplomatica tra UE e Bielorussia potrebbe avere ritorsioni economiche pesanti. Infatti, in seguito all’abbattimento del volo MH17 nella zona aerea ucraina nel 2014, molte compagnie avevano deciso di sorvolare il territorio bielorusso per ragioni di sicurezza. Essendo prevista una tassa di ingresso nello spazio aereo bielorusso variabile da 245€ a 770€ per volo, il sorvolo del territorio aveva garantito un incasso di circa 85 milioni di euro al paese nel solo 2019. Allo stesso modo, Belavia aveva beneficiato di quasi un raddoppio delle prenotazioni tra il 2015 e il 2019. Tuttavia, come la Bielorussia aveva economicamente approfittato di un contesto geopolitico ad essa favorevole, potrebbe oggi risentire enormemente delle conseguenze della crisi diplomatica. Belavia ha, infatti, annunciato l’interruzione forzata fino al 30 ottobre di 17 destinazioni su 40 con partenza da Minsk. Secondo alcuni esperti, la compagnia di stato potrebbe subire un dimezzamento degli introiti rispetto al 2020, già anno tutt’altro che semplice per gli operatori aerei.

Tuttavia, la crisi diplomatica potrebbe impattare anche le linee europee. Sebbene sia vero che il cambio di rotta avrebbe conseguenze minime – in termini di tempo e di denaro – per i voli intercontinentali, esse potrebbero pesare significativamente sul bilancio delle compagnie aeree in caso di voli europei. Non meno importante sarebbe l’impatto sulla popolazione bielorussa. Le frontiere terrestri in uscita dalla Bielorussia sono infatti chiuse, ufficialmente per motivi pandemici, e fino al dirottamento, i cittadini bielorussi e stranieri potevano uscire dallo stato solo per via aerea. Un tale blocco rischierebbe, quindi, di erigere i muri di una vera e propria prigione per la popolazione bielorussa.

Immagine: Wikimedia Commons

Chi è Amedeo Amoretti

Studente di Laurea Magistrale in Relazioni Internazionali, curriculum Global Studies, alla LUISS Guido Carli. Si interessa principalmente di Russia, Bielorussia e Ucraina. Ha scritto la tesi triennale concernente "La crisi in Crimea nel quadro delle Nazioni Unite: la pronuncia dell'Assemblea Generale e il veto russo nel Consiglio di Sicurezza".

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