ESTONIA: Dove i nazisti erano combattenti per la libertà

I paesi baltici, anzi, due di loro, Estonia e Lettonia, hanno due problemi spinosi che spesso dividono la società: uno è quello della lingua, in pratica del posto da assegnare al russo (parlato da centinaia di migliaia di persone), problema non ancora risolto a 20 anni dalla caduta dell’Urss, e l’altro è la questione di chi combatteva con chi e contro chi durante la seconda guerra mondiale. È possibile che dei nazisti, o dei paranazisti, possano essere considerati “combattenti per la libertà”? Nel Baltico pare di sì, anche se la cosa dà origini a controversie e l’Unione Europea, che dovrebbe vederci chiaro, ma preferisce girarsi dall’altra parte.Le autorità estoni, per esempio, stanno preparando un nuovo tentativo di fare approvare un progetto di legge (ddl) sul riconoscimento come “combattenti per la libertà” dei soldati estoni che combatterono nelle file della Wehrmacht contro l’Unione Sovietica. Lo rende noto l’agenzia estone “Delfi-Press”. Secondo informazioni dell’agenzia, la nuova versione del progetto di legge viene elaborata dal ministero della Difesa dell’Estonia che attualmente è diretto dal leader del partito di destra Irl, Mart Laar. Il documento dovrebbe arrivare all’esame del parlamento entro la primavera prossima.

In precedenza in Estonia sono stati ripetutamente fatti dei tentativi di attribuire agli ex “SS” lo status di “Combattenti per la Libertà”. Così nel 2005 il parlamento aveva esaminato un ddl in base al quale si proponeva di insignire di questo titolo onorifico le persone “che hanno partecipato alla lotta armata contro l’occupazione sovietica”, compresi i “fratelli della foresta” (partigiani antisovietici “imboscati”) e coloro che avevano combattuto inseriti in reparti dell’esercito hitleriano. L’iniziativa era stata presa dall’Unione dei combattenti per la liberazione dell’Estonia che comprendeva anche veterani delle “SS”.

Allora il progetto di legge ottenne l’appoggio del primo ministro Andrus Ansip. Più tardi, tuttavia, il documento ricevette un giudizio negativo da parte del ministero della Giustizia il quale obiettò che l’adozione di un simile progetto di legge avrebbe contribuito ad attizzare l’odio nella società estone. Nel 2010 questa iniziativa venne riesumata, ma non si arrivò neppure questa volta a proclamare le “SS” “Combattenti per la libertà”.

Nella situazione attuale i sostenitori dell’iniziativa, come sottolinea “Delfi-Press”, possono richiamarsi all’accordo di coalizione fra i partiti di governo (della coalizione fanno parte l’Irl di Mart Laar e il Partito delle Riforme di Andrus Ansip). L’accordo, fra l’altro, contiene l’invito ad “appoggiare il riconoscimento, con una decisione del parlamento, di coloro che hanno combattuto per l’indipendenza dell’Estonia”.

La proposta è controversa anche perché in Estonia si considera ufficialmente “occupazione” sia il periodo di stazionamento sul territorio della repubblica delle truppe hitleriane, sia il periodo della permanenza della repubblica nell’Urss, durante il quale decine di migliaia di persone furono deportate in Siberia e Asia Centrale.

Alcuni, per altro, considerano l’arrivo della Wehrmacht nel 1941 come una “liberazione”. Conseguentemente la lotta contro il regime sovietico e l’URSS viene qualificata come “lotta per la libertà”.
Subito dopo l’occupazione dell’Estonia da parte delle truppe tedesche, nella repubblica incominciò la formazione di milizie locali (di militari e poliziotti) per la partecipazione alle operazioni belliche a fianco della Germania, comprendenti la lotta contro i partigiani filo-sovietici e la guardia nei campi di concentramento.

Nel 1944 in Estonia fu costituita la ventesima divisione dei granatieri delle SS che fu sconfitta nel 1945. Parte dei suoi membri furono fatti prigionieri dall’Armata Rossa e deportati nei campi di prigionia dell’Unione Sovietica, mentre un’altra parte si arrese alle truppe degli alleati.

Chi è Giovanni Bensi

Nato a Piacenza nel 1938, giornalista, ha studiato lingua e letteratura russa all'Università "Ca' Foscari" di Venezia e all'Università "Lomonosov" di Mosca. Dal 1964 è redattore del quotidiano "L'Italia" e collaboratore di diverse pubblicazioni. Dal 1972 è redattore e poi commentatore capo della redazione in lingua russa della radio americana "Radio Free Europe/Radio Liberty" prima a Monaco di Baviera e poi a Praga. Dal 1991 è corrispondente per la Russia e la CSI del quotidiano "Avvenire" di Milano. Collabora con il quotidiano russo "Nezavisimaja gazeta”. Autore di: "Le religioni dell’Azerbaigian”, "Allah contro Gorbaciov”, "L’Afghanistan in lotta”, "La Cecenia e la polveriera del Caucaso”. E' un esperto di questioni religiose, soprattutto dell'Islam nei territori dell'ex URSS.

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15 commenti

  1. Lettoni e Estoni si distinsero per particolare malvagità nello sterminio degli Ebrei.. Aggiungo che anche in Ucraina in moltissimi casi l’arrivo delle truppe germaniche fu salutato con entusiasmo prima di rendersi conto di essere caduti dalla padella nella brace.
    Per semplice notizia, l’unico paese europeo che non ha dato uomini ai reparti delle SS é stata la Polonia,.

    • http://en.wikipedia.org/wiki/Poles_in_the_Wehrmacht

      “The Waffen SS on the Eastern Front contained a sizable number of non-Germans, but no Polish-based unit was ever formed, partly due to Adolf Hitler’s refusal to create such units until the later stages of the war; though there were some Polish citizens of Ukrainian, Belarusian, Russian, and Lithuanian origin, both in the Wehrmacht and Waffen SS.”

      scusa ma la storia è più complessa di ogni banalizzazione

    • forse dimentichi che parte dell’ucrina era polacca, in ogni caso diedero una buona mano ai tedeschi facendo molto spesso il lavoro sporco per loro nei riguardi degli ebrei.

      • … ma ci fosse mai uno a dire che la mano più grossa allo sterminio degli ebrei fu fornita la chiesa cattolica, che si liberò degli ebrei in Lituania, in Polonia ed in Ungheria (che allora erano il 30% della popolazione, mentre oggi sono praticamente estinti). Il Papa MAI MAI MAI disse una sola parola contro Hitler.

    • A Bonaiti Emilio

      Scusa, ma vorrei sapere su di che cosa é basato tutto questo che sta dicendo? Prima di offendendo gli altri nazioni almeno dovresti sapere che la Repubblica dÉstonia fu l’unica paese dell’Europa all’ epoca di riconoscere degli ebrei culturalmente -cio’e’ prima della II guerra mondiale- avevano un’ autonomia culturale protetta e aiutata dalla parte dello stato Estone e raprresentanza nel Parlamento. ( Poi dopo, anche durante il periodo sovietico era dove tanti di loro cercavano un rifugio dalle perseguizioni nell URSS)

    • Tentando di essere meno banale preciso che alla data della sua fondazione, forse sarebbe meglio dire rifondazione, avvenuta il 16 novembre 1918 la Polonia aveva su 26 milioni di abitanti un milione di tedeschi, 4 di ucraini, uno di russi bianchi e 3.500.000 ebrei. Nel 1940 la popopolazione era salita a oltre 33 milioni, la Germania ne ‘digerì’ circa 21 milioni e l’Unione Sovietica circa 12. L’esiguo territorio restante fu costituito in Governatorato nel quale venne rinchiuso il polnisches vieh (bestiame polacco) e gli ebrei. Ed é a questa minoranza che mi riferisco nella precedente nota. Su una cosa siamo d’accordo: la storia é estremamente complessa ed estremamente difficile da interpretare.

  2. A Sallustri gli ho sentito dire che Hitler ha vinto la guerra.

  3. bisogna lasciarlo dire…con i malati non ci si ragiona..

  4. 1940-1944 – Soldati estoni in 3 uniformi differenti
    Il reclutamento di uomini estoni nelle forze armate di un paese occupante ha avuto inizio nel 1940, quando l’Unione Sovietica dichiarò unilateralmente che tutti i cittadini della Repubblica di Estonia erano cittadini dell’Unione Sovietica. Nell’estate 1940, il Ventiduesimo Corpo Territoriale dei Fucilieri dell’Armata Rossa fu formato sulla base di 15.000 soldati dell’Esercito Estone.
    Quando iniziarono le ostilità tra la Germania e l’Unione Sovietica nel giugno 1941, il governo sovietico mobilitò circa 32.000 uomini dall’Estonia e li portò in Russia, insieme a circa 5.500 uomini del Corpo Territoriale. Questi uomini furono così resi incapaci di poter contrastare le forze sovietiche nella loro terra in Estonia. Considerati poco attendibili, essi furono fatti inquadrare in battaglioni di lavoro in Russia, dove circa un terzo morì di sfinimento e di malattie.
    Nel dicembre 1941, unità nazionali estoni furono assemblate dagli uomini che arrivavano in Russia; a partire dal settembre 1942 essi furono aggregati nell’Armata Rossa come Ottavo Corpo dei Fucilieri, che in autunno arrivò ad essere composto da circa 30.000 unità, delle quali 27.000 erano Estoni.
    I Tedeschi, che occuparono l’Estonia nell’estate del 1941, inizialmente non sembrarono intenzionati alla costituzione di truppe nazionali estoni. Anche le piccole unità di guerriglia, i Fratelli della Foresta, che comunque avevano combattuto al fianco della Wehrmacht durante la guerra d’estate, furono sciolte. La leadership tedesca considerava l’intera operazione bellica una guerra tedesca e quindi, in un primo momento, aveva seguito il diritto internazionale che proibiva di mobilitare la popolazione di paesi occupati. Tuttavia, quando la situazione sul fronte peggiorò e cominciavano a mancare rinforzi nelle retrovie, i Tedeschi iniziarono a reclutare persone nei territori occupati.
    Le unità estoni in seno alle forze armate tedesche si potevano suddividere in gruppi di volontari, coloro che furono costretti a servire per il loro lavoro, e coloro che erano stati mobilitati. Nel 1941-1942, i volontari formarono gruppi di protezione (in seguito chiamati Battaglioni Orientali) all’interno della Wehrmacht e gruppi di difesa (in seguito chiamati Battaglioni di Polizia), sotto la direzione amministrativa delle SS e della polizia, ma sotto la giurisdizione operativa dell’esercito. L’arruolamento volontario nella Legione SS iniziò nell’agosto 1942, ma senza successo. Con il fine di completare l’unità dell’esercito, la coscrizione divenne obbligatoria nel febbraio 1943 per gli uomini nati tra il 1919 e il 1924. Essi potevano scegliere tra aderire alla Legione SS Estone, oppure lavorare nell’industria di guerra oppure prestare servizio come membri del personale di supporto militare. Allo stesso tempo, la polizia estone da campo fu inviata ai battaglioni di polizia per sei mesi a combattere contro i partigiani. Gli ufficiali in servizio nella Polizia di Sicurezza entrarono a far parte della Legione Estone ed i volontari della Guardia Nazionale furono riorganizzati in battaglioni di polizia. Con l’avvicinamento dell’Armata Rossa ai confini estoni, nel gennaio 1944 fu annunciata la mobilitazione. Un successivo reclutamento, nell’agosto 1944, mobilitò i diciassettenni, che entrarono a far parte dei Servizi Aerei Ausiliari (Flakhelfers).
    Tuttavia, molti nazionalisti trovarono inaccettabile combattere contro l’Unione Sovietica per conto della Germania. Essi optarono per una terza possibilità, prendendo la via del mare ed andando ad arruolarsi in Finlandia nell’esercito finlandese. Le fughe verso la Finlandia aumentarono nella primavera del 1943, quando segretamente iniziò il reclutamento forzato tedesco. Nel febbraio del 1944 volontari estoni formarono il Duecentesimo Reggimento di Fanteria nell’esercito finlandese (JR 200), con circa 2.000 uomini. Ulteriori 400 Estoni entrarono nella marina finlandese. Nell’agosto 1944, la maggior parte di loro (i Ragazzi Finlandesi) fece ritorno in patria, dietro invito di circoli nazionalisti che incitavano a combattere contro l’Armata Rossa che si avvicinava.
    Il numero totale degli Estoni nelle forze armate tedesche, tra cui la Guardia Nazionale, i Flakhelfers ed i Ragazzi Finlandesi fu di circa 70.000.
    Durante la Seconda Guerra Mondiale, gli Estoni non ebbero mai la possibilità di combattere per un loro esercito. Andarono alla mobilitazione sovietica del 1941 soprattutto perché costretti a dalla potenza occupante. Una delle ragioni per unirsi volontariamente alle truppe tedesche nelle prime fasi della guerra era il desiderio di vendetta per il Terrore Rosso e per le deportazioni in Siberia nel 1940 e nel 1941. Inoltre, unendosi ai Tedeschi ricevevano un regolare stipendio. Con le mobilitazioni tedesche successive, gli uomini furono forzati ad obbedire dalla potenza occupante, così come era avvenuto con la mobilitazione sovietica del 1941. Nel 1944, inoltre, c’era la speranza di resistere alla nuova occupazione sovietica. L’alternativa a queste due possibilità fu di fuggire in Finlandia e unirsi al suo esercito, ma questa opzione non era disponibile a tutti.
    Quando si parla di certe cose bisognerebbe studiarle bene. Si fa presto a giudicare dall’Italia, che passò in 5 minuti dagli applausi di Piazza Venezia agli applausi di Piazzale Loreto…

  5. 70.000 estoni….in un paese così piccolo, ciò che hai scrtito sulle motivazioni degli estoni si potrebbe applicare anche all’italia, ma la piccolezza del paese e il numero degli estoni nelle truppe naziste non sono paragonabili ai 4 gatti italiani che militarono nelle ss pur con mansioni secondarie.
    in ogni caso è l’entusiasmo della popolazione DOPO la guerra nei riguardi del nazismo che da da pensare. e c’è da aggiungere che il violento antisemitismo estone costituiva un ulteriore legame con i valorosi camerati tedeschi. (sic)

    • A Fiore

      Forse é paragonabile con la folla che entusiasmata e con fiori salutava Hitler e Stalin sul Ponte Vecchio….
      Ed é solo per questo segno di sostegno dalla parte di popolazione che i nazisti non hanno bombardato Ponte Vecchio a Firenze durante la guerra. Ci sono anche altri esempi…

  6. Per un paese occupato dai sovietici già dal 1940 come l’Estonia e Lettonia, è normale che i loro partigiani possano aver partecipato insieme ai tedeschi a liberare il paese dai russi e tentare di restaurare la propria indipendenza. Le azioni dei popoli baltici durante la guerra vanno sicuramente contestualizzate nel periodo storico e negli avvenimenti in cui si trovarono i popoli baltici. Lo strano è aver lasciato quella povera gente baltica in balia dell’occupazione sovietica fino al 1991! Come è possibile che si sia permesso un’occupazione sovietica protratta per cosi’ tanto tempo??? Le repubbliche baltiche furono l’unico caso in Euopa a rimanere occupate dai sovietici per cosi’ tanto tempo dal dopoguerra. Pensate alla sofferenza di questi popoli. Per loro la guerra è finita solo nel 1991!!!!

  7. Ho eseguito ricerche storiografiche e non mi risulta che i fratelli della foresta, come vengono chiamati in Estonia colori che combatterono contro i sovietici in modo ‘non convenzionale’ abbiano commesso azioni contro i civili, furti, vendette personali, come invece avvenne nel caso dei partigiani italiani alla caduta del fascismo. Leggete a questo proposito il libro di Pansa, ‘Il sangue dei vinti’ che non è assolutamente di parte ma estremamente oggettivo.
    In gran parte si trattò di ex-soldati i quali, impossibilitati a combattere come truppe regolari, si rifugiarono nei boschi iniziando attività di guerriglia contro le truppe sovietiche.
    Personalmente, non me la sento di affibbiargli l’appellativo di partigiani e metterli sullo stesso livello di quelli italiani.
    Ricordo cheproprio oggi 23 agosto si festeggia in Estonia la giornata dedicata alle vittime del nazionalsocialismo e del comunismo.
    Non a caso, in questo grande Paese nel quale sono onorato di vivere, i due fenomeni storici sono strettamente legati.

    • Caro Giorgio, studia meglio! I cosidetti Fratelli della Foresta non solo hanno commesso quello che tu cerchi di negare ma erano parte dell’organizzazione estero diretta quale Stay Behind. Per quanto riguarda l’Italia vale il detto “Male non fare, paura non avere” In un contesto generalizzato di atrocià commesse dai nazifascisti – S.Anna di Stazzema, Marzabotto ed altre migliaia-, devi mettere in conto anche possibili successive vendette. A riguardo di Pansa, lascia perdere, di pentiti ne trovi a bizzeffe. Poi il figlio è diventato Amministratore Delgato di Fimmeccanica