POLONIA: Elezioni presidenziali, tutti gli sfidanti di Duda

Il 10 maggio 2020 la Polonia affronterà il primo turno delle elezioni presidenziali. Il presidente uscente ed esponente di Diritto e Giustizia (PiS) Andrzej Duda, tenterà di essere eletto per un secondo mandato. Duda sta conducendo la propria campagna elettorale in tutte le 380 contee della Polonia, comprese le 80 che nessun presidente ha visitato dal 1989.

Il confronto tra Tusk e Duda non ci sarà

Il 4 novembre 2019, l’allora presidente uscente del Consiglio Europeo Donald Tusk aveva annunciato la sua intenzione di non partecipare alle elezioni presidenziali che si sarebbero tenute nel 2020. Secondo Tusk, che aveva ricoperto il ruolo di primo ministro in Polonia dal 2007 al 2014, l’opposizione ha buone possibilità di sconfiggere Duda, ma “necessita di un candidato su cui non pesino scelte difficili e impopolari, e io sopporto questo peso”.

Gli sfidanti

elezioni presidenzialiQualche settimana prima, Małgorzata Kidawa-Błońska, candidata premier per l’opposizione alle scorse elezioni, aveva annunciato la propria candidatura alle presidenziali. Kidawa-Błońska parteciperà alla competizione con il sostegno di Piattaforma Civica (PO). La decisione è stata presa in dicembre, nelle primarie che la hanno visto confrontarsi con Jacek Jaśkowiak, sindaco di Poznań, discutendo tematiche proposte dagli elettori sul web, dalle posizioni della Polonia sul clima fino alla politica estera.

candidatoUn altro candidato alle presidenziali sarà Szymon Hołownia, presentatore di Mam Talent!, la versione polacca del franchise Got Talent. Liberale cattolico, autore di oltre 20 libri, Hołownia ha deciso di partecipare alle elezioni come candidato indipendente. Secondo il commentatore politico Adam Leszczyńsky, vincere un’elezione senza il supporto di nessun partito è solo una fantasia perché nessun candidato indipendente l’ha mai fatto.

candidatoWladyslaw Kosinak-Kamysz, leader del Partito Popolare Polacco (PSL), si è presentato alle elezioni convinto di poter sconfiggere l’uscente Duda. Eppure, Kosinak-Kamysz ritiene che PO e PSL dovrebbero unire le forze in vista delle elezioni e presentare un unico candidato. Alle politiche di ottobre, il PSL ha ottenuto il 9% delle preferenze, un decisivo incremento rispetto al 5% della legislatura precedente.

elezioni presidenzialiRobert Biedroń, attivista per i diritti LGBTQ+, ex sindaco di Słupsk, leader e fondatore del partito Primavera sarà candidato per la Sinistra, il raggruppamento che comprende, oltre al suo partito, Insieme e l’Alleanza Democratica di Sinistra. Alle politiche di ottobre, il partito guidato da Biedroń ha ottenuto 49 dei 460 seggi.

candidatoDopo aver sconfitto per una manciata di voti lo sfidante Grzegorz Braun, a metà gennaio Krzysztof Bosak è diventato il candidato presidente del partito di estrema destra Confederazione. Secondo Bosak, il governo del PiS sta facendo affondare la Polonia nei debiti: “La nostra indipendenza è tagliata a fette e data in pasto a Bruxelles così come la nostra economia è fatta a pezzi e lasciata alla mercé dell’economia internazionale”, ha dichiarato Bosak dopo la vittoria.

I sondaggi

Secondo il più recente sondaggio di Politico.eu, nessuno di questi sfidanti sarebbe oggi in grado di sconfiggere il presidente uscente al ballottaggio. Małgorzata Kidawa-Błońska risulta essere il candidato più forte, ma la sua distanza da Duda è per ora di sei punti percentuali. A tre mesi dalla data ufficiale delle elezioni la campagna elettorale è ancora tutta da scrivere. Resta da capire se gli sfidanti riusciranno ad acquisire credibilità agli occhi degli elettori, e se la scelta di Donald Tusk di non partecipare alle elezioni non abbia privato l’opposizione di un valido contendente al posto di presidente.

primo turno

Foto: BBC

Chi è Gian Marco Moisé

Dottorando alla scuola di Law and Government della Dublin City University, ha conseguito una magistrale in ricerca e studi interdisciplinari sull'Europa orientale e un master di secondo livello in diritti umani nei Balcani occidentali. Ha vissuto a Dublino, Budapest, Sarajevo e Pristina. Parla inglese e francese, e di se stesso in terza persona.

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