AUSTRIA: Incostituzionali le leggi-spia volute dal governo Kurz

La Corte costituzionale austriaca ha cancellato l’11 dicembre parte della legge approvata dal governo precedente che dall’aprile 2020 avrebbe consentito alle autorità di leggere online messaggi crittografati utilizzando i cosiddetti software “cavallo di Troia” (Trojan spyware).

La corte ha affermato che i poteri previsti dalla legge rappresentavano una “grave violazione del diritto alla privacy“. Tale sorveglianza sarebbe giustificata solo “nelle circostanze più limitate al fine di proteggere importanti diritti legali”, hanno affermato i giudici, dichiarando che la legge ha oltrepassato questi paletti. La corte ha inoltre dichiarato incostituzionali anche le misure che consentivano la registrazione automatica delle targhe delle automobili.

La legge era stata approvata nell’aprile 2018 dalla coalizione di governo tra Partito popolare (OeVP, centro destra) e del Partito della libertà (FPOe, estrema destra), guidata da Sebastian Kurz, che è caduto nel maggio di quest’anno (e si prepara oggi a tornare al potere in coalizione coi Verdi). Il governo Kurz aveva insistito sul fatto che i nuovi poteri sarebbero stati utilizzati solo in caso di sospetta criminalità grave. Tuttavia, il tribunale costituzionale ha ritenuto insufficienti le garanzie di controllo indipendente di tale sorveglianza.

La sentenza della corte è arrivata dopo che la legge è stata contestata dal partito liberale NEOS e dal partito socialdemocratico (SPOe). Niki Scherak, parlamentare di NEOS, ha definito la sentenza una “brillante vittoria per la libertà” che ha impedito un “attacco frontale allo stato costituzionale liberale”. Il gruppo epicenter.works ha affermato: “abbiamo combattutto queste leggi sulla sorveglianza per anni. Oggi è un buon giorno per la privacy”.

Il deputato dell’FPOe Herbert Kickl, già ministro degli interni quando la legge è stata approvata, ha dichiarato invece che sarebbe stato “un giorno di festa per il crimine organizzato e l’estremismo terroristico”.

Durante il primo governo Kurz, i servizi segreti austriaci erano stati considerati soggetti a infiltrazioni da parte dell’estrema destra e dei servizi segreti russi, il che aveva portato alla loro esclusione dalla collaborazione con gli altri servizi segreti occidentali.

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