BASKET: I 2 anni a Zagabria di Gianmarco Pozzecco

Si è conclusa anche questa stagione di Lega Adriatica e per la seconda volta consecutiva con un 3-0 dello Stella Rossa Belgrado. Quest’anno a cadere è stato il Cedevita Zagabria, squadra croata economicamente solida ma che per ora non riesce ad impensierire i Delje.

Dopo la mancata qualificazione alla post season di Eurolega, sfumata per un soffio nella sfida a due con il Darüşşafaka Doğuş Istanbul, arriva quindi una gioia per la sponda bianco-rossa di Belgrado e la certezza di essere anche la prossima stagione nella massima competizione europea, dove ben ha figurato quest’anno.
Dall’altra parte invece il Cedevita ha provato nell’impresa che avrebbe cambiato gli equilibri del basket balcanico, soprattutto per l’eventuale qualificazione alla prossima Eurolega.

Sulla panchina dei croati per le prime due gare si è seduto Gianmarco Pozzecco, leggenda del basket italiano che da due stagioni è vice di Veljko Mršić e che vista proprio la squalifica dell’allenatore e ex compagno di squadra dell’ultima Varese scudettata, si troverà a fare l’Head Coach.

Non è stata la prima volta per Pozzecco, che è già entrato nel cuore dei tifosi del Cedevita, per la verità pochi, visto che durante la stagione regolare, a Belgrado, ma questa volta contro il Partizan, il Poz aveva dovuto prendere le redini della squadra dopo l’espulsione di Mršić. Per la cronaca, vittoria in rimonta e il coach italiano che esce tra gli applausi del pubblico di Belgrado, sponda Partizan.

Stessa cosa è successa durante le finali, col pubblico di casa che durante la presentazione delle squadre ha tributato un lungo applauso al Poz: «Li ho pagati», dirà poi scherzando in sala stampa l’ex play di Varese e Fortitudo Bologna, ma la verità è che questi applausi non sono casuali e dimostrano la grande stima che si è procurato Pozzecco anche nei balcani: «In realtà è stato molto bello ed emozionante. Sono di Trieste e quindi sono cresciuto guardando il basket jugoslavo su Tele Capodistria, guardavo Petrović e gli altri e rimanevo affascinato. Questa per me è una grande esperienza e sono contento di aver fatto questi due anni a Zagabria».

Sebbene siano degli underdog, il Cedevita resta comunque l’unica squadra in grado di poter almeno pensare di scalfire lo strapotere della Stella Rossa. Il team venne fondato nel 1991, ma iniziò la grande scalata nel 2005, quando venne acquistata dall’Atlantic Grupa, uno dei gruppi finanziari più forti di Croazia, che legarono il nome del club a quello della popolare bibita in tutti i balcani.

Da lì in poi è stata una scalata al successo che li ha portati attualmente ad essere i veri dominatori del basket croato, con Cibona, Zadar e Spalato impelagati in situazioni finanziarie semi-disastrose. Il fiore all’occhiello dei successi negli ultimi è anni è il terzo posto conquistato in Eurocup nel 2011, più ovviamente le varie partecipazioni all’Eurolega, tra cui le Top16 dello scorso anno.

Il futuro può far ben sperare i croati di migliorare ancora di più, con un assistente giovane e capace come Pozzecco che un giorno potrebbe prendere le redini della squadra, ma anche grazie alla presenza a roster di Džanan Musa. Quest’ultimo, classe 1999, è la stella delle nazionali giovanili della Bosnia ed è considerato uno dei primissimi prospetti a livello mondiale.

Foto: Cedevita Zagabria (Facebook)

 

Chi è Alessandro Camagni

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Nato a Cantù nel 1991. Laureato in Scienze Internazionali e Istituzioni Europee all'Università Statale di Milano con una tesi sull'ascesa e il declino del movimento "Solidarnosc" in Polonia. Scrive su "La Provincia di Como", "Il Fatto Quotidiano" e ha collaborato con "Gazzetta TV" .

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