Steaua Bucarest

CALCIO: Steaua Bucarest, una leggenda infangata tra mille battaglie legali

Come muore una squadra di calcio leggendaria. Lo Steaua Bucarest – la squadra più titolata di Romania, campione d’Europa nel 1986 – continua a essere dissanguato dalla disputa sulla proprietà dell’identità stessa del club. Da anni il Ministero della Difesa, che in epoca comunista e fino al 2004 deteneva la proprietà del club, sta infatti rivendicando attraverso il luogotenente colonnello Florin Talpan, capo del dipartimento di giustizia del Ministero, la proprietà del marchio Steaua all’attuale patron del club, Gigi Becali.

Nel 2014 una sentenza dell’Alta Corte di Giustizia e Cassazione aveva diffidato Becali dall’utilizzo del marchio, costringendolo a ribattezzare la squadra con l’anonima sigla FCSB e a ricorrere a un altro stemma. Ora il Ministero della Difesa sembra pronto a sferrare l’attacco decisivo e a rifondare dalla quarta divisione la propria squadra di calcio. Il colpo di grazia sembra essere stato assestato dalla Corte di Appello di Bucarest, in una decisione datata 21 dicembre 2016.

Il tribunale era chiamato a decidere sull’annosa questione della proprietà del nome e del marchio Steaua, rivendicato dal Ministero della Difesa – lo Steaua era la vecchia squadra dell’Esercito. La Corte di Appello, nella sua sentenza «fa divieto al resistente SC Fotbal Club Steaua Bucarest SA di utilizzare senza l’approvazione del ricorrente i marchi Steaua, Steaua Bucarest o altri segni simili nell’attività commerciale […] e specialmente nelle competizioni sportive […], nell’iscrizione ad associazioni e federazioni sportive» e «Obbliga il resistente ONRC (il Registro di Commercio, ndA) a effettuare la radiazione degli elementi “Steaua Bucarest” dalla denominazione commerciale dell’imputato SC Fotbal Steaua Bucarest SA».

Secondo Florin Talpan, Becali ha commesso irregolarità nella registrazione del club al Registro di Commercio; inoltre, sempre secondo il giurista dell’Esercito, non esistono documenti che attestino che il Ministero fosse d’accordo con la registrazione della denominazione sul club di Becali e che abbia mai rinunciato al marchio Steaua Bucarest. Mancherebbe inoltre la firma dei ministro della Difesa sui documenti relativi al passaggio di proprietà.

Attualmente il verdetto della Corte di Appello – che ha capovolto una decisione del Tribunale di Bucarest del maggio 2016 – non è definitivo né esecutivo, ma se l’Alta Corte di Cassazione e Giustizia dovesse confermarlo, Gigi Becali non avrebbe più diritto a mantenere il nome Steaua. Nome che verrebbe invece acquisito dal nuovo club sportivo fondato dall’Esercito, il CSA Steaua (Clubul Sportiv al Armatei), che verrà iscritto al campionato di quarta divisione a partire dalla prossima stagione, con l’obiettivo di raggiungere la Liga I nel 2020. Il CSA Steaua ha annunciato come coordinatore tecnico un nome importante come quello di Marius Lăcătuș, autore di uno dei rigori con cui lo Steaua sconfisse il Barcellona nella storica finale di Coppa dei Campioni del 1986.

Non solo: Florin Talpan ha anche dichiarato che l’attuale Steaua dovrebbe venire retrocesso di ufficio, permettendo così il ripescaggio del CSA Steaua in massima divisione, ha richiesto che la decisione della Corte di Appello venga confermata come definitiva e ha annunciato di voler richiedere un risarcimento di quasi 37 milioni di euro per l’utilizzo indebito del marchio Steaua da parte di Gigi Becali tra il 2004 e il 2014 (quando entrò in vigore la denominazione FCSB dopo la sentenza dell’Alta Corte).

Marius Mitran, portavoce della LPF (la lega calcio romena), si è detto allarmato dalla prospettiva di una scomparsa del club di Becali: «Lo Steaua è lo Steaua e tiene sulle sue spalle il calcio romeno. È l’unico club che riesce a pagare i trasferimenti, e grazie a quel denaro mantiene gli altri dieci. La Liga I senza Steaua sarebbe un incubo». Da parte sua, Gigi Becali ha replicato con le sue consuete uscite la decisione della Corte di Appello, dichiarandosi intenzionato a tramutare la sigla FCSB in Fotbal Club Sportiv Becali.

Tuttavia, l’uomo che ha fatto il bello e il cattivo tempo nell’ultimo decennio del calcio romeno sta correndo ai ripari. Da una parte, per trovare un nuovo marchio da rappresentare: per questo è stato annunciato che il club si chiamerà FC Star (Steaua in romeno significa “la stella”) anche se – in un bizzarro sviluppo – Becali ha dichiarato di aver ricevuto un’offerta di chiamare la squadra Rapid, prendendo il nome di una storica rivale dello Steaua recentemente scomparsa per bancarotta.

Dall’altra, sta cercando di acquisire un club delle divisioni inferiori (si parla del Concordia Chiajna) per affrontare l’eventualità di dover corrispondere i 37 milioni di risarcimento all’Esercito: un’eventualità che, per dichiarazione dello stesso Becali, significherebbe il fallimento del club stesso.

Foto: FC Steaua Bucuresti (Facebook)

Chi è Damiano Benzoni

Author Image
Giornalista pubblicista, è caporedattore della pagina sportiva di East Journal. Gestisce Dinamo Babel, blog su temi di sport e politica, e partecipa al progetto di informazione sportiva Collettivo Zaire74. Ha collaborato con Il Giorno, Avvenire, Kosovo 2.0, When Saturday Comes, Radio 24, Radio Flash Torino e Futbolgrad. Laureato in Scienze Politiche con una tesi sulla democratizzazione romena, ha studiato tra Milano, Roma e Bucarest. Nato nel 1985 in provincia di Como, dove risiede, parla inglese e romeno. Ex rugbista.

Leggi anche

20615623_10156376824544578_4065138349426995847_o

CALCIO: La coreografia dei tifosi del Legia. Memoria storica o nazionalismo?

La discussa coreografia dei tifosi del Legia Varsavia sull'insurrezione del 1944 è uno dei sintomi delle contraddizioni politiche della società polacca, divisa tra la memoria storica dei crimini nazisti e un nazionalismo a tinte autoritarie e fasciste.

Facebook Auto Publish Powered By : XYZScripts.com