LETTONIA: La sfida dei russofoni, nel 2018 al governo

“Saskaņa” (Armonia), il partito socialdemocratico russofilo, è ormai da diverso tempo il primo partito in Lettonia in termini di maggioranza relativa, ma fin qui non è mai riuscito ad entrare in una coalizione di governo. Il partito di Ušakovs è considerato troppo vicino al Cremlino e a Russia Unita, il partito di Putin con cui ha stretto un accordo, per rappresentare un partner credibile in una coalizione con altri partiti lettoni.

La prima e finora unica grande affermazione politica Saskaņa l’ha ottenuta a Riga, dove ormai da due legislature è alla guida del comune con il suo leader Nils Ušakovs. Con l’avvicinarsi delle elezioni amministrative della prossima primavera l’obiettivo fondamentale per il partito russofono è quello di confermarsi alla guida della capitale e poi provare a sferrare l’attacco decisivo nel 2018, alle elezioni politiche, per conquistare la guida anche del governo del paese baltico.

Questi sostanzialmente gli obiettivi fissati da Ušakovs e dall’altro leader del partito, Jānis Urbanovičs. L’obiettivo principale alle amministrative è ovviamente quello di mantenere la guida della capitale, ma anche quello di provare a prendere il controllo di altre città, quelle in particolare dove più alta è la percentuale dei russofoni.

E’ proprio nelle città a più alta concentrazione di popolazione russofona che Saskaņa tradizionalmente conta il maggior seguito. E’ grazie all’elettorato russofono se a Riga, dove i russofoni sono praticamente la maggioranza, che Saskaņa riesce a governare da otto anni. Non è successa la stessa cosa a Daugavpils nel Latgale, l’altra grande città a maggioranza russofona, ma Saskaņa punta nel 2017 a conquistare il comune anche lì.

Altre città nel mirino dei russofoni sono Liepāja e Jūrmala, altra città tradizionalmente molto legata alla Russia, dove è in atto una grave crisi politica, con il sindaco Gatis Truksnis coinvolto in indagini per corruzione.

Nel congresso del partito Ušakovs oltre a fissare gli obiettivi politici del partito per i prossimi anni, si è scagliato contro la decisione della NATO di inviare un contingente di militari a guida canadese, con la presenza di soldati anche italiani, nel paese baltico. Secondo Ušakovs non è con un migliaio di soldati in più che si rende la Lettonia più sicura, ma con riforme e investimenti nei settori della sanità, dell’istruzione, della stabilità sociale, della lotta alla disuguaglianza.

Il leader di Saskaņa ha mosso anche dure critiche al governo e all’establishment lettone: “Vediamo con sempre maggiore preoccupazione a quello che succede a oriente, dalla Siria all’instabilità in Turchia, ma in questo periodo così catastrofico, in Lettonia siamo guidati da una classe dirigente composta da analfabeti. Ed è questo il pericolo maggiore per la nostra sicurezza, che neanche un migliaio di soldati canadesi riuscirà a dissolvere”.

Questi attacchi non sembrano in realtà preparare la strada ad una conciliazione almeno con una parte dei partiti lettoni attualmente al governo, perché Saskaņa possa puntare ad entrare in una coalizione di maggioranza dopo le elezioni politiche del 2018. Il capogruppo di ZZS Augusts Brigmanis, ha reagito duramente agli attacchi di Ušakovs, rivolgendo al partito russofono la definizione di analfabeti della vita e non solo della politica.

Secondo la politologa Iveta Kažoka, Saskaņa potrebbe avere delle chance di entrare in una coalizione di governo solo se Ušakovs e Urbanovičs lasceranno la guida del partito ad altri leader meno legati al Cremlino e alle politiche di Putin. Un po’ come sta succedendo in Estonia, dove il partito di Centro, l’omologo di Saskaņa in Estonia, ha assunto una maggiore credibilità come partito di governo dopo la sostituzione del vecchio leader Edgar Savisaar, considerato troppo vicino alla Russia. Nella crisi che si è aperta nei giorni scorsi in Estonia, dopo la caduta del governo di Taavi Rõivas, il nuovo leader del partito di Centro,  Jüri Ratas, sembra il candidato più probabile per la formazione del nuovo governo estone.

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Chi è Paolo Pantaleo

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Giornalista e traduttore, Firenze-Riga. Jau rīt es aiziešu vārdos kā mežā iet mežabrāļi

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