CINEMA: La cronaca di Melanija, madre lettone sopravvissuta alla deportazione in Siberia

Melānija Vanaga aveva 36 anni, un marito e un figlio, quando il 14 giugno del 1941 fu tirata giù dal letto e messa su un carro bestiame insieme alla sua famiglia, per essere deportata in Siberia, un destino toccato in quella notte a migliaia di altre famiglie lettoni.

Il marito Aleksandrs fu diviso da Melānija e dal figlio Alnis, per poi essere fucilato in un gulag negli Urali nel 1942. Melānija e il piccolo Alnis dovettero sopravvivere all’inferno della deportazione in Siberia, nel villaggio di Tjuhteta, nel distretto di Krasnojarsk fino al 1957, quando le fu concesso di tornare in Lettonia.

Melānija Vanaga raccontò la sua storia in un libro, “Veļupes krastā”, che è presto diventato uno dei libri più importanti e significativi sulla storia delle deportazioni che subirono i lettoni e in generale i popoli baltici durante il periodo stalinista.

Il libro di Melānija Vanaga è particolarmente importante perché è uno dei pochi casi in cui si può vivere la ricostruzione delle deportazioni e della vita in Siberia con gli occhi di una madre. Molto spesso le madri lettoni non sopravvivevano ai lunghi anni di deportazione, e le memorie e le ricostruzioni di quegli anni sono affidate soprattutto ai figli e ai nipoti, deportati con le madri o ancora più spesso nati in Siberia. E’ il caso di Sandra Kalniete o di Māra Zalīte.

L’opera di Melānija Vanaga invece descrive quegli anni dal punti di vista di una madre che deve cercare di sopravvivere e di crescere un figlio in un paese straniero, in territorio ostili e terribili, in condizioni di povertà estrema e di lavori forzati.

Dal libro di Melānija Vanaga il regista lettone Viesturs Kairišs ne ha tratto un film, “Melānijas hronika”, che è uscito, attesissimo in tutto il paese, nelle sale cinematografiche lettoni il 1° di novembre, raccogliendo un enorme successo di pubblico e un grande interesse da parte di critici e opinione pubblica.

Il film era stato già presentato in anteprima al festival del cinema di Tallin e si presenta come una delle pellicole più importanti del cinema lettone di questi ultimi anni. Splendide le prove delle attrici principali, non solo quella di Sabine Timoteo, attrice svizzera che interpreta il ruolo di Melānija, ma anche quelle di Guna Zariņa, Maija Doveika, Baiba Broka, e di Edvīns Mekšs, nella parte di Alnis, il figlio di Melānija.

Chi è Paolo Pantaleo

Giornalista e traduttore, Firenze-Riga. Jau rīt es aiziešu vārdos kā mežā iet mežabrāļi

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