PALLAVOLO: Zajcev e Antonov, due russi alla guida dell’Italia

Il match tra Italia e Russia, svoltosi nella giornata di ieri e valido per la Coppa del Mondo di pallavolo, ha visto in campo Oleg Antonov e Ivan Zajcev, i due “russi d’Italia”, protagonisti nella netta vittoria per 3-0 degli azzurri. Non è la prima volta che i due si trovano faccia a faccia in una competizione internazionale con quella che è la loro nazione d’origine, ma ogni volta la commistione d’emozioni provata dai due dev’essere intensa come la prima volta.

Antonov è nato a Mosca nel 1988 e ha la pallavolo nel sangue. Figlio di Jaroslav Antonov e nipote di Oleg Antonov – entrambi giocatori della nazionale russa e poi allenatori alla Dinamo Mosca (con Oleg secondo di Jaroslav per diversi anni) – sembra avere la strada spianata per continuare la tradizione familiare in nazionale. Sceglie invece di giocare per l’Italia, nazione in cui è cresciuto a livello sportivo e umano. Il suo rapporto con la penisola comincia infatti nel 2001, all’età di 13 anni, quando approda nel nostro paese con il padre, al tempo chiamato come allenatore del Volley Mezzolombardo in B1. I primi passi sul campo da pallavolo avvengono proprio nella provincia di Trento, per poi passare a Treviso, formazione con cui fa anche il suo esordio in serie A. Da lì varie tappe sempre in Italia – Mantova, Genova e Cuneo – prima della partenza l’anno scorso per la Francia, destinazione Tours. La stagione francese si conclude con la vittoria della Supercoppa, della Coppa di Francia e dello Scudetto. Nella conquista del secondo trofeo ha un peso specifico enorme: entrato in campo a gara in corso conclude la partita con 17 punti con il 70% di attacchi andati a buon fine. Scaduto il suo contratto, a luglio torna nella regione dove tutto è iniziato firmando un biennale con la Trentino Volley.

È molto recente l’esordio in nazionale, avvenuto ad Adelaide contro l’Australia lo scorso maggio durante un incontro valido per la World League. Il tutto appena due mesi dopo aver ottenuto il doppio passaporto a seguito del giuramento avvenuto a Silea, comune dell‘hinterland trevigiano dove risiede con la moglie Sofia (italiana) e le figlie. L’obiettivo adesso è regalare all’Italia un posto alle Olimpiadi di Rio – solo le prime due classificate alla Coppa del Mondo vi accedono direttamente – per poi ripresentarsi in Brasile e conquistare il podio con gli azzurri. I tanti punti nelle sue mani e la sua buona vena al servizio saranno armi fondamentali per raggiungere questi traguardi.

Anche Ivan Zajcev, coetaneo di Antonov, è figlio d’arte: è proprio durante una tappa della carriera del padre Vjačeslav (la madre, Irina Pozdnjakova, era una nuotatrice) che nasce in Italia, a Spoleto. Non si staccherà più dal tricolore. La carriera comincia a Perugia e prosegue ininterrottamente in Italia fino al 2014, quando Zajcev torna in patria tra le fila della Dinamo Mosca. Qui manca per un soffio lo zio di Oleg, fino all’anno prima allenatore della formazione moscovita. Proprio in Russia Zajcev sta seguendo un percorso di grande crescita ed è passato attraverso un duro periodo di adattamento alle lunghe trasferte (per una delle più corte sono servite quattro ore di treno) e a durissime sedute di allenamento, a suo dire ben più faticose di quelle italiane.

A differenza di Oleg, Ivan ha iniziato a vestire la maglia azzurra fin da giovanissimo (cittadinanza ottenuta a diciotto anni e prima presenza nel 2008) e negli ultimi anni si è affermato come uno dei leader della nazionale: agli Europei del 2013 è stato eletto Best Server e alla World League dell’anno dopo riceve il titolo di Miglior Attaccante, mentre ai Mondiali dello scorso anno è stato il migliore dei suoi durante la prima fase, al termine della quale ha dovuto abbandonare la competizione a causa di un infortunio alla caviglia.

Anche lui, come Antonov, sarà una pedina fondamentale per raggiungere le Olimpiadi di Rio. Lo Zar – come viene soprannominato – sembra avere tutte le carte in regola per conquistare l’obiettivo. La motivazione è ancora maggiore visto che lui è stato uno dei quattro giocatori coinvolti nello scandalo che ha poi portato alle dimissioni di coach Mauro Berruto. Nell’occasione si scusò quasi subito dopo l’avvenimento, ma serve un risultato che certifichi il suo essersi pienamente riappacificato con la nazionale: la superba prestazione contro la Russia è un primo passo. Ora, dopo la faticosa vittoria 3-2 sull’Argentina, resta lo scontro diretto in testa con la Polonia per confermare il secondo posto e centrare la qualificazione.

Foto: Grzegorz Gigol

Chi è Mattia Moretti

Nato nel 1994 ad Alghero. Studente di Filosofia presso l'Università di Padova. Collabora con la Pagina Sportiva di East Journal e con il sito dedicato alla pallacanestro BasketUniverso.

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