MOLDAVIA: Europeisti e comunisti assieme nel governo nazionale

Chiril Gaburici è il nuovo Primo ministro moldavo, a guida di un governo di minoranza formato dai partiti europeisti PLDM (Partito Liberal Democratico) di centro-destra e PDM (Partito Democratico) di centro-sinistra, col sostegno esterno del Partito dei Comunisti di Moldavia (PCRM) la cui posizione riguardo ai rapporti con Russia o UE è sempre meno netta e decisa.

Il governo è stato votato il 18 febbraio, ottenendo 60 voti su 101 parlamentari; voto contrario è stato dato dal Partito dei Socialisti, unica forza espressamente filo-russa e anti-europeista, dal Partito Liberale, che resta ancora all’opposizione e che si è opposto all’idea di collaborare con i comunisti, e dai parlamentari liberal-democratici Leancă, Primo Ministro uscente, e Carpov, formalmente indipendente.

La formazione di un secondo governo Leancă era stata bocciata a inizio mese dal parlamento a causa dell’incertezza dei due principali partiti di maggioranza nella scelta del terzo partner di governo (liberali o comunisti); i rapporti tra il Primo ministro uscente e il PCRM non sono mai stati idilliaci, il secondo ha infatti proposto numerose mozioni di sfiducia nei confronti del premier, il quale  negli ultimi mesi non ha mai mostrato una seria volontà di formare un governo che comprendesse i comunisti, a differenza di quanto considerato dal leader del PLDM Filat.

A seguito del voto Leancă ha abbandonato il partito e il gruppo parlamentare, dichiarando di voler fondare un nuovo progetto politico, che ha presto ricevuto il plauso del Partito Liberal Riformatore, membro della coalizione di governo uscente ma rimasto escluso dal parlamento a causa dei pochi voti ricevuti alle scorse elezioni. Anche i rapporti all’interno del PLDM tra Leancă, vice-segretario, e Vlad Filat, leader del partito, sono spesso stati difficili: Leancă è diventato Primo Ministro nel 2013 a seguito della sfiducia votata nei confronti di Filat, accusato di corruzione e abuso di potere; durante i colloqui portati avanti negli ultimi mesi per la formazione di un governo Filat ha predominato, mettendo in secondo piano la figura di Leancă che, in quanto premier incaricato avrebbe dovuto essere il vero coordinatore per la formazione del governo.

Gaburici è un uomo d’affari, attuale direttore della compagnia telefonica Azercell. La composizione del gabinetto e le linee programmatiche proposte sono le medesime del governo precedentemente proposto. La vera differenza è stata costituita dal discorso al parlamento in cui Gaburici ha richiamato il bisogno di una forte unità nazionale e ha dichiarato la necessità di sviluppare, in parallelo con il processo di integrazione europea, relazioni economiche con i Paesi tradizionalmente partner della Moldavia; tali dichiarazioni sono state viste come una giustificazione dell’accordo tra PLDM-PDM e comunisti e come una concessioni alle ambigue posizioni del PCRM riguardo ai rapporti tra Chișinău, Bruxelles e Mosca.

Il leader del Partito Liberale, Ghimpu, ha dichiarato che il governo Gaburici non resisterà a lungo, poichè legato alla volontà del PCRM, che ha richiesto di ricoprire tutte le cariche di garanzia in seno al parlamento. Da considerare è il fatto che probabilmente all’interno degli accordi sottoscritti dai tre partiti vi sia l’assegnazione della Presidenza della Repubblica al leader comunista Voronin, tuttavia la defezione dei due parlamentari del PLDM ha fatto venir meno la maggioranza necessaria per l’elezione di tale carica (che si terrà nel 2016): questo evento potrebbe in futuro danneggiare la stabilità del governo stesso.

Chi è Nicolò Bondioli

Studia Scienze politiche, studi internazionali e governo delle amministrazioni, curriculum in Politica e Integrazione Europea, presso il dipartimento di Scienze politiche, giuridiche e studi internazionali dell'Università degli Studi di Padova. Lavora a una tesi sulla tutela delle minoranze etnico-linguistiche in Romania e per questo motivo svolge un Erasmus di un anno a Cluj Napoca, in Transilvania. Parla inglese, spagnolo e francese.

Leggi anche

MOLDAVIA: “Il paese in ostaggio degli oligarchi”, intervista all’economista Maia Sandu

Le elezioni del 24 febbraio scorso hanno certificato uno stallo politico che potrebbe essere superato con la formazione di una maggioranza eterogenea o con nuove elezioni: intervista con Maia Sandu

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: