CINEMA: La famiglia Maratonci al giro d’onore, agli archetipi del film balcanico

Vi sono piaciuti i film “balcanici”, stile Kusturica? Bene, allora non potete non vedere Maratonci trče počasni krug (The Marathon Family / I maratoneti corrono il giro d’onore), film jugoslavo del 1982 che è all’origine di molti topos della cinematografia balcanica dei due decenni successivi. Maratonci [pronuncia: maratonzi], come è comunemente conosciuto nella regione, è un film cult in Serbia e negli altri paesi post-jugoslavi, una commedia all’humor nero scritta da Dušan Kovačević e girata dal regista Slobodan Šijan. Il film è stato recentemente proiettato al Teatro Nazionale di Bosnia-Erzegovina nell’ambito del 20° Sarajevo Film Festival, in omaggio all’attore Bora Todorović (Đenka, nel film), scomparso all’inizio di quest’anno.

Ambientato in una cittadina serba nel 1935, il film racconta la storia della longeva famiglia Topalović, formata da sei generazioni di becchini. Ma la morte del capostipite Pantelija, l’ambizione del quarantenne Laki di aprire un forno crematorio per rinnovare l’impresa, e l’amore del giovane e svampito Mirko per Kristina, sconvolgono l’equilibrio iniziale. L’azienda, inoltre, è in pericolo per via dei debiti al clan mafioso di Bili Python, padre di Kristina, tombarolo che li rifornisce di bare di seconda mano. Đenka, sfasciafamiglie amico di Mirko e ambizioso cineasta, nonché amante di Kristina, viene incaricato di rompere la relazione tra Mirko e Kristina, che rischia di far finire tutta l’impresa nelle mani di Bili Python. In un impeto di gelosia, Mirko uccide Kristina, prende le redini della famiglia Topalović ed affronta il clan di Bili Python in uno scontro a fuoco tra loro e con la polizia reale jugoslava.

Condito di humor nero e di scene slap-stick, Maratonci è un film che ha segnato una generazione di cineasti e cinespettatori jugoslavi. La visione di un mondo rurale in cui è conservata l’anima profonda della Serbia, in una relazione stretta tra la vita e la morte, che può venire trasmessa nella forma artistica del cinema (emblematica è in questo la figura di Đenka) è alla base di molta della cinematografia dei due decenni successivi. Figure come quella del trisnonno Maksimilijan Topalović, sordo e muto ma ancora ben in grado di sparare con la sua bombarda dalla sedia a rotelle e di insidiare le grazie della governante, ritornano in personaggi come Grga Pitić in Crna mačka, beli mačor (Gatto bianco, gatto nero), film di Kusturica del 1998. Disponibile per intero su youtube in lingua originale – ma non è difficile trovarne anche i sottotitoli – Maratonci è un film che non può mancare nelle visioni di chi vuole capire le origini del cinema balcanico contemporaneo.

Chi è Davide Denti

Dottore di ricerca in Studi Internazionali presso l’Università di Trento, si occupa di integrazione europea dei Balcani occidentali, specialmente Bosnia-Erzegovina.

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