UCRAINA: Affondato l’incrociatore Moskva, ammiraglia della flotta russa nel Mar Nero

Incendio a bordo dell’incrociatore Moskva, Kiev rivendica l’attacco e riferisce che missili da crociera Neptune avrebbe colpito l’ammiraglia della flotta del Mar Nero. Mosca si appresta a smentire e parla di un incendio nel vano munizioni.

L’agenzia russa Ria Novosti informa che a bordo dell’incrociatore Moskva è divampato un incendio che ha scatenato l’esplosione dell’arsenale a bordo dell’imbarcazione. Nel frattempo, le autorità ucraine si smarcano e rivendicano l’attacco. Secondo le autorità di Kiev, contro l’incrociatore russo sarebbe stato lanciato un attacco con missili da crociera Neptune, designati per colpire grandi obiettivi navali militari. Secondo il governatore di Odessa, Maksim Marchenko, due razzi avrebbe colpito l’obiettivo creando danni ingenti, mentre Mosca parla di un incendio a bordo e non riferisce di alcun attacco missilistico. Le autorità russe informano che tutto l’equipaggio è in salvo e che la nave non sta affondando, così come confermato dal Pentagono attraverso le parole del portavoce John Kirby.

L’incrociatore Moskva e le operazioni in Ucraina

L’incrociatore Moskva, precedentemente Slava, è l’ammiraglia della flotta del Mar Nero. Classe Slava o Progetto 1164 Atlant, nome in codice Nato, fa parte di una serie di incrociatori missilistici sovietici entrati in servizio dagli anni ‘80. Uscita nel 1982 dai cantieri navali di Nikolaev (Mykolaïv) – oggi Ucraina – ha prestato servizio in diverse zone di conflitto dal 2003. Nel 2008, a seguito della guerra russo georgiana, che vide prevalere le repubbliche separatiste filorusse di Abcasia e Ossezia del Sud, l’incrociatore stazionò al porto della capitale abcasa: Sukhumi. Inoltre, nel 2015 la nave è stata dislocata nella base aeronavale russa di Tartus, in Siria, in supporto alle operazioni militari a sostegno del regime di Bashar al-Assad. Ad oggi sarebbero tre gli incrociatori di questa serie ancora attivi: fra questi l’ammiraglia della flotta dell’Oceano Pacifico, Varjag.

L’incrociatore Moskva ha preso parte attivamente alle operazioni militari in Ucraina sin dai primi giorni, partecipando anche ai bombardamenti dell’Isola dei serpenti, da dove gli eroici tredici soldati ucraini di stanza sull’isola hanno mandato una nave russa a farsi fottere (idì nahui). Il 13 aprile l’ammiraglia si trovava alla fonda nella baia di Odessa, città portuale nota per essere stata fortificata, nonché le sue acque minate, in attesa di una possibile nuova offensiva russa dal Donbas.

Il caso dell’incrociatore Moskva, al di là dei botta e risposta tra Mosca e Kiev, non è un caso isolato. Non è la prima volta che dall’inizio del conflitto una nave russa viene colpita e in quel caso affondata. Il 24 marzo la gigantesca nave da sbarco russa Orsk è stata affondata al porto di Berdyansk, 70 Km a Sud Ovest da Mariupol. In quell’occasione le autorità ucraine rivendicarono l’attacco, mentre il Cremlino si limitò a non rilasciare dichiarazioni. Il 25 marzo, grazie a delle immagini satellitari fu possibile osservare la nave ancora in posizione di stazionamento al molo ma quasi del tutto inabissata. Il pentagono confermò la versione di Kiev ma per ragioni di sicurezza non chiarì se la nave fosse stata affondata da un drone o da un missile.

Il sistema missilistico Neptune

Il sistema missilistico da crociera RK-360MC Neptune è un armamento progettato in Ucraina e in dotazione all’esercito di Kiev, in risposta alla crescente minaccia marittima della Russia nel Mar d’Azov e nel Mar Nero dopo il 2014.

Il progetto si basa sul vecchio missile da crociera sovietico Kh-35, nome in codice NATO AS-20 Kayak. Questo armamento consente di colpire e affondare imbarcazioni come fregate, cacciatorpedinieri o incrociatori con un tonnellaggio fino a 5000 tonnellate e ha un raggio d’azione di 300 km.

Le ripercussioni su Odessa

La città di Odessa potrebbe essere messa particolarmente a rischio da questo accadimento. Si pensa che a seguito di questo attacco, visto come un vero e proprio affronto, la città possa diventare vittima di nuove e più intense rappresaglie. Odessa negli scorsi giorni era già stata bombardata, proprio dallo stesso incrociatore Moskva, ma ancora non ha avuto esperienza della violenza e della ferocia dei bombardamenti dell’aviazione o dell’artiglieria russa. Inoltre, la perla del Mar Nero è più che una semplice città, essa è un importantissimo scalo portuale, la terza città più grande del paese, nonché un simbolo storico della Russia zarista.

Chi è Alessio Niosi

Nato nella terra dei vespri e degli aranci, con la testa fra le nuvole e il cuore a Est. Ha studiato all'Università di Bologna scienze politiche per le relazioni internazionali (Mirees). Scrive principalmente di Bielorussia, Russia e tematiche di genere

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