Kurban Berdyev FC Rostov Manchester United

CALCIO: Kurban Berdyev, il turkmeno che ha reso Rostov grande

Domani sera il Rostov cercherà di compiere l’impresa di espugnare il “Teatro dei Sogni“, l’Old Trafford. La squadra domani sera affronterà il Manchester United nel ritorno degli ottavi di Europa League. L’andata a Rostov si è conclusa 1-1, con il pareggio di Aleksandr Bukharov al 53′ dopo che il Manchester era passato in vantaggio con una rete dell’armeno Henrikh Mkhitaryan nel primo tempo. La squadra di Rostov sul Don lo scorso anno è stata ribattezzata Leicester-na-Donu (“Leicester sul Don”) per la spettacolare cavalcata in Prem’er Liga russa: la squadra chiuse il campionato al secondo posto, a -2 dal CSKA Mosca, ottenendo il miglior piazzamento della propria storia.

Artefice del titolo sfiorato fu il turkmeno Kurban Berdyev, subentrato nel dicembre 2014 al montenegrino Miodrag Božović. Il turkmeno ha poi rassegnato le proprie dimissioni lo scorso agosto, per rientrare nel club a settembre in qualità di vicepresidente e coordinatore tecnico. Nel frattempo, il Rostov non ha risparmiato sorprese: anche se in campionato veleggia a metà classifica, ha eliminato Anderlecht e Ajax nei preliminari di Champions League, per poi arrivare terza in un girone di ferro, portando comunque a casa lo scalpo del Bayern Monaco e ottenendo il ripescaggio in Europa League.

Kurban Berdyev si è affermato nei dodici anni (2002-2013) trascorsi sulla panchina del Rubin Kazan: raccolse la squadra nella seconda divisione del campionato russo per portarla a vincere la Prem’er Liga due volte di seguito (2008 e 2009), aggiungendo sulla bacheca del club tataro, fino a quel momento vuota, anche una coppa e due supercoppe. La grande impresa di Berdyev alla guida del Rubin Kazan fu però la vittoria contro il Barcellona al Camp Nou, unica sconfitta interna subita dai blau-grana durante la Champions League 2009/2010.

Nato nella capitale turkmena Aşgabat, Berdyev giocò nei primi anni ’70 in diverse squadre sovietiche minori (anche al Rostov, che allora si chiamava Rostselmash e faceva capo a una fabbrica di mietitrebbiatrici). Negli anni ’80, dopo aver compiuto 29 anni, fu una colonna dei kazaki del Kayrat Alma-Ata in prima divisione sovietica, grazie alla sua grande esperienza e intelligenza calcistica.

A ricordare la sua grande intelligenza fu il suo allenatore, Leonid Ostroushko: «Era sempre interessato a qualsiasi cosa fosse collegata con il gioco del calcio. Kurban mancava di velocità, ma compensava questa mancanza con un’ottima tecnica e una grande intelligenza di gioco. Era il supervisore della squadra, sul campo teneva lui il filo del gioco, non tanto con le gambe, ma con la testa». Non stupisce dunque che, una volta smessi i panni del calciatore, Berdyev si sia velocemente reinventato come allenatore, partendo dalle più remote provincie post-sovietiche per poi trovare l’affermazione con il Rubin Kazan.

Berdyev è noto anche per la sua profonda fede islamica. Compie regolarmente l’ʿUmra, un pellegrinaggio minore a La Mecca (nel 2008 compì per la prima volta l’Ḥajj, il pellegrinaggio più importante che ogni fedele è tenuto a fare almeno una volta nella vita). Soprattutto, è conosciuto per la sua abitudine di portare con sé in ogni apparizione pubblica il Tawḥīd, il rosario musulmano: «Non lo considero un simbolo o una tradizione. Si tratta di una cosa di cui ho bisogno. Non mi sento bene senza. Ci sono state un paio di volte in cui ho accidentalmente dimenticato di portarli alla partita, anche se non era colpa mia. E mi sentii a disagio per tutta la durata della partita, come se mi mancasse qualcosa».

Foto: FC-Rostov.ru

Chi è Damiano Benzoni

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Giornalista pubblicista, è caporedattore della pagina sportiva di East Journal. Gestisce Dinamo Babel, blog su temi di sport e politica, e partecipa al progetto di informazione sportiva Collettivo Zaire74. Ha collaborato con Il Giorno, Avvenire, Kosovo 2.0, When Saturday Comes, Radio 24, Radio Flash Torino e Futbolgrad. Laureato in Scienze Politiche con una tesi sulla democratizzazione romena, ha studiato tra Milano, Roma e Bucarest. Nato nel 1985 in provincia di Como, dove risiede, parla inglese e romeno. Ex rugbista.

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