GEORGIA: La Corte europea dei diritti umani interviene sul caso Rustavi 2

Una decisione della Corte europea dei diritti umani dell’8 marzo ha sospeso a tempo indeterminato una sentenza della Corte suprema della Georgia in merito alla delicata questione della proprietà di Rustavi 2, il canale televisivo più guardato in Georgia.

L’intervento del tribunale europeo è una risposta al ricorso dell’attuale proprietà dell’emittente televisiva su una sentenza votata unanimamente dai nove giudici della Corte suprema georgiana che trasferiva la proprietà dell’emittente a Kibar Khalvashi, il proprietario del canale nel biennio 2004-2006. L’imprenditore aveva intentato una causa giudiziaria nel 2015, chiedendo la restituzione della proprietà di Rustavi 2 dichiarando di essere stato costretto a cederla nel 2006, sotto diretta pressione dell’allora presidente Mikheil Saakashvili.

Il caso è politicizzato, poiché Khalvashi è considerato come vicino all’attuale coalizione di governo del “Sogno georgiano”, che, secondo l’opposizione, lo avrebbe usato per prendere il controllo su Rustavi 2 e cambiare la linea editoriale dell’emittente, ostile all’esecutivo, riducendo il pluralismo nel panorama televisivo georgiano.

Per questi motivi, i giornalisti di Rustavi 2 e i politici dell’opposizione hanno reagito alla sentenza della Corte suprema scendendo in piazza e accampandosi davanti alla sede del canale televisivo. Al contempo, la delegazione dell’Unione europea in Georgia ha fatto una dichiarazione in difesa del pluralismo politico e dell’indipendenza degli organi giudiziari come pilastri di un sistema democratico e, similmente,  l’ambasciata americana a Tbilisi ha dichiarato che “i media pluralisti sono essenziali per lo sviluppo democratico della Georgia e per le sue aspirazioni euro-atlantiche”.

Il governo georgiano ha reagito alla sentenza della Corte europea e alle proteste interne e dei partner internazionali con un comunicato del primo ministro Giorgi Kvirikashvili, in cui si annunciava l’istituzione dell’ufficio del difensore civico dei media, istituzione incaricata di monitorare che l’ambiente dei media e gli sviluppi del caso di Rustavi 2, “si mantengano in linea coi valori europei e democratici”.

Quello che è interessante rilevare nel caso Rustavi 2 è il fatto che il governo georgiano, che da una parte ha agito attivamente per prendere il controllo di un canale di opposizione, dall’altro non può prescindere dai suoi alleati internazionali. Al contempo, parte della società civile georgiana ha mostrato la sua forza nell’opporsi alle azioni dell’esecutivo e ha ottenuto il supporto di Bruxelles e Washington, che hanno le leve giuste per esercitare la loro influenza nel paese caucasico in questa istanza.

Rimane preoccupante la situazione del sistema giudiziario, la cui mancata indpendenza dal potere esecutivo è un male cronico che affligge la Georgia sin dalla sua indipendenza.

Immagine: Civil.ge

 

Chi è Aleksej Tilman

Attualmente vive a Bruxelles. È nato nel 1991 a Milano dove ha studiato relazioni internazionali all'Università statale. Ha vissuto due anni a Tbilisi, lavorando e specializzandosi sulle dinamiche politiche e sociali dell'area caucasica all'Università Ivane Javakhishvili. Parla inglese, russo e conosce basi di georgiano e francese.

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