GEORGIA: Si stringe il cerchio intorno al presidente Saakashvili

Il prossimo ottobre in Georgia si svolgeranno le elezioni presidenziali che con ogni probabilità decreteranno la fine del potere del presidente Saakashvili, a capo dello Stato dal 2004 ad oggi, esclusa la breve parentesi di Nino Burjanadze dal 2007 al 2008. Saakashvili sta infatti portando a termine il suo secondo e ultimo mandato presidenziale, e dato il drastico calo di consensi che ha registrato nell’ultimo periodo il suo partito, l’United National Movement, in vista delle elezioni di ottobre sembra essere ormai certa la vittoria del candidato del Georgian Dream Giorgi Margvealshvili. Con ogni probabilità Saakashvili e i suoi uomini non riusciranno dunque a dare continuità alla leadership dell’UNM nel paese, leadership di fatto persa in seguito alla salita al potere di Ivanishvili, rischiando addirittura il collasso del partito stesso e la conseguente scomparsa di Saakashvili dalla scena politica georgiana.

Nonostante l’imminente disfatta che attende il presidente uscente, c’è chi vorrebbe far saltare la testa di Misha ancor prima delle elezioni di ottobre. Recentemente infatti, il parlamentare di maggioranza del Georgian Dream Gia Jorjoliani ha deciso di avviare una procedura di impeachment nei confronti di Saakashvili, asserendo che sebbene la sconfitta dell’UNM alle prossime elezioni sia data per certa, “la procedura di impeachment  è necessaria per far comprendere pienamente alla società georgiana quanto siano state rovinose per il paese le azioni di questo regime”. Tra le ragioni che hanno portato Jorjoliani a prendere questa decisione ci sono tutti gli scandali che hanno caratterizzato gli anni di governo di Saakashvili, dalla scoperta delle torture nelle carceri a Samegrelo alla gestione della guerra con la Russia del 2008, anche se alla base di questa decisione c’è sempre la volontà del Georgian Dream di liberarsi dell’odiato rivale.

Attacchi arrivano anche dalla già citata Nino Burjanadze, ex presidente del paese nonché candidata alle prossime elezioni di ottobre. La Burjanadze ha infatti affermato che nel caso vincesse le elezioni, avvierebbe immediatamente delle indagini per dimostrare come l’United National Movement di Saakashvili sia “una grande organizzazione criminale”, aggiungendo che lo stesso presidente uscente sarebbe il primo ad essere arrestato.

Intanto il candidato alla presidenza Giorgi Margvealshvili ha dichiarato che il presidente dovrebbe essere sostituito solo attraverso le elezioni, affermando che esse dovranno essere tenute in tempo utile e in modo organizzato per dimostrare come il cambio al vertice sia effettuato in modo democratico. Il primo ministro Ivanishvili, nonostante da quando sia a capo del governo abbia fatto arrestare un gran numero di alti funzionari del governo di Saakashvili, su tutti l’ex primo ministro Vano Merabishvili, già l’anno scorso aveva dichiarato che non avrebbe spinto per l’impeachment nei confronti di Saakashvili. Il capo del governo ha comunque sostenuto di non escludere l’ipotesi di un arresto del presidente uscente una volta dimessosi e dunque senza più immunità parlamentare.

Chi è Emanuele Cassano

Ha studiato Scienze Internazionali, con specializzazione in Studi Europei. Per East Journal si occupa di Caucaso, regione a cui si dedica da anni e dove ha trascorso numerosi soggiorni di studio e ricerca. Dal 2016 collabora con la rivista Osservatorio Balcani e Caucaso.

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