GEORGIA: Ivanishvili, ritratto del Berlusconi georgiano

È l’uomo più ricco della Georgia – un patrimonio secondo la rivista Forbes pari a 6,4 miliardi di dollari (quasi la metà dell’intero PIL della Georgia) – e il suo movimento Sogno georgiano, un’Armata Brancaleone che unisce liberali, nazionalisti ed ex esponenti della nomenclatura sovietica vicini a Shevardnadze, ha ottenuto un clamoroso e inaspettato successo nelle elezioni parlamentari del 2 ottobre. Ma, a parte questo, cosa sappiamo di Bidzina Ivanishvili, il nuovo Premier georgiano?

Ben poco, perché, come mi racconta un intellettuale di Tbilisi che vuole mantenere l’anonimato, è stato lo stesso Ivanishvili a tenere un riserbo assoluto sulla sua vita privata almeno fino all’autunno dello scorso anno quando, cogliendo un po’ tutti di sorpresa, annunciò di volere scendere nell’arena politica per mandare a casa Misha “l’americano”. Una discesa in campo la sua che presenta molti punti in comune con quella di molti tycoon, Berlusconi in primis. Basti pensare all’uso spregiudicato dei media, all’enorme quantità di denaro speso in campagna elettorale e all’utilizzo di testimonial provenienti dal mondo dello spettacolo e dello sport. Il suo braccio destro, già nominato vice Premier, è infatti un certo Kakha Kaladze, fino a qualche anno fa pilastro della difesa del Milan.
Va da sé che la segretezza che circonda quest’uomo, che la stampa russa ha già definito il miliardario più misterioso al mondo, ha finito per alimentare non poche leggende sul suo conto.

Come quella relativa al suo cognome secondo alcuni di origine russa poi “georgianizzato”.
In realtà, ci conferma il nostro uomo a Tbilisi, Ivanishvili è sicuramente un cognome georgiano, l’unica stranezza è che suo fratello è registrato all’anagrafe come Ivanashvili.
Non si conoscono le ragioni di questo piccolo cambiamento. Forse per non apparire ebreo in Russia? La maggioranza dei cognomi ebrei finiscono infatti in “ashvili”.
Ciononostante molti siti web russi lo annoverano tra gli oligarchi di origine ebrea più ricchi dell’ex URSS. Ma – chiarisce la nostra fonte – Bidzina, che a Mosca per ragioni di praticità si faceva chiamare Boris, non è ebreo.

Un’altra controversia riguarda l’origine delle sue fortune o per meglio dire la provenienza del capitale iniziale che permise a Ivanishvili – conseguita la laurea in economia a Tbilisi nel 1980, dove si era trasferito a soli 17 anni dalla natia Chorvila, villaggio rurale-minerario nel distretto di Sachkhere, in cui nasce nel 1956 da una famiglia di contadini – la scalata, a metà degli anni ’80, nel mondo imprenditoriale russo.

Sicuramente fondamentale è stato l’incontro con Vitaly Malkin, un docente di fisica che diventerà presto suo partner in affari. I due, a partire dal 1988, daranno infatti vita a diverse iniziative imprenditoriali prima nel settore bancario poi in quello metallurgico.
Ma chi ha conosciuto bene il giovane Bidzina negli anni in cui abitava a Tbilisi, prima sbarcando il lunario lavorando come addetto alle pulizie nella fonderia Kadmo, poi come studente di economia, sa che le sue prime fortune provengono dal tavolo da gioco. Giocatore d’azzardo, vero e proprio asso del poker, Ivanishvili, quando a 26 anni lascia Tbilisi per tentare la fortuna a Mosca, non è il ragazzino di campagna squattrinato di dieci anni prima, ma un uomo scaltro che grazie alla sua abilità con le carte ha già accumulato un piccolo tesoretto.

Nella capitale sovietica, dopo aver conseguito nel 1986 un dottorato, dà vita a un business nel settore dei computer e poi fonda in partnership Russkiy credit, di cui diventerà presidente nel 1990.
In seguito entrerà nel consiglio di amministrazione di MarkPolBank, nel 1994 sarà nominato vice-presidente di “Roscredit”, contemporaneamente inizia un’opera di diversificazione nel settore metallurgico e nel settore farmaceutico.

Relativamente più recente è invece la passione per l’arte e per l’architettura moderna.
Nel 2007 fece clamore l’acquisto a un’asta di Sotheby’s di “Dora Maar au Chat”, quadro di Picasso, pagato la bellezza di 95 milioni di dollari. La “Casa di vetro” – la residenza di Chorvila dove è tornato a vivere nel 2004 dopo la Rivoluzione delle Rose – realizzata in stile avveniristico dall’architetto giapponese Shin Takamatsu, ospita al suo interno famose opere di Damien Hirst, Roy Lichtenstein e Jeff Koons.
Bidzina, che ama dipingersi come un uomo dalle umili origini che ama il contatto con la gente comune a differenza del presidente Saakashvili, definito in un’intervista all’edizione russa di GQ uomo distante dal popolo, interessato “solo al potere, al cibo e al sesso”, coltiva in realtà un’altra bizzarra passione: quella per gli animali esotici.

La sua casa, in puro stile James Bond, dove vive assieme ai quattro figli, uno dei quali Bera, cantante rapper, e alla moglie Eka, ospita tra le altre cose un vero e proprio zoo con zebre, giraffe, antilopi e pinguini. Questi ultimi in estate, per sopportare le torride temperature caucasiche, vengono opportunamente trasferiti in una stanza refrigerata dotata di ogni comfort.

Chi è Massimiliano Di Pasquale

laurea alla Bocconi in Economia Aziendale, ha lavorato a Londra come consulente di marketing, per imprese americane e inglesi, nel settore tecnologico. Tornato in Italia si dedica alla cultura, lavorando come consulente e scrittore freelance. E' è membro dell’AISU, Associazione Italiana di Studi Ucraini e scrive di politica internazionale sulle pagine di diversi quotidiani nazionali. Nel giugno 2007, con un’intervista all’allora Presidente ucraino Viktor Yushchenko, inizia la sua collaborazione con East, bimestrale di geopolitica sull’est dell’Europa e del mondo. Ha pubblicato il libro fotografico "In Ucraina, immagini per un diario" (2010) e "Ucraina, terra di confine" (2013).

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