CROAZIA: Rimpasto di governo, inedita coalizione tra nazional-conservatori e liberali

Da ZAGABRIAvenerdì 9 giugno il parlamento croato ha approvato con una maggioranza di 78 voti su 151 il rimpasto di governo proposto dal Premier Andrej Plenković dopo la fine della coalizione governativa con il partito centrista cattolico Most, consumatesi sugli strascichi del caso Agrokor. La maggioranza dei liberali del partito popolare Croato (HNS) ha ceduto all’offerta del premier e presidente dell’unione democratica croata (HDZ) – il partito nazional-conservatore che detiene la maggioranza relativa – dando vita a un’inedita coalizione. Il voto di fiducia allontana lo spettro di elezioni anticipate e sposta verso il centro l’orientamento del governo croato, mentre la minoranza, sia a destra che a sinistra, denuncia il tradimento del mandato popolare ricevuto dagli elettori.

Una coalizione inedita

La decisione di entrare in coalizione con i rivali storici dell’HDZ è stata estremamente sofferta da parte dei liberali dell’HNS, da decenni stabili alleati del partito socialdemocratico (SDP). Il tira e molla è durato settimane. Mentre la presidenza del partito e alcuni dei suoi membri di spicco, tra cui l’ex-ministro degli affari esteri Vesna Pusić e la candidata (recentemente di poco sconfitta) a sindaco di Zagabria Anka Mrak-Taritaš, avevano espresso il proprio netto rifiuto. Il 7 giugno, il comitato centrale del partito ha invece deciso di entrare in coalizione con l’HDZ. Dei 9 parlamentari dell’HNS solo 5 hanno votato a favore del rimpasto di governo, mentre gli altri 4, hanno abbandonato il partito e avviato la formazione di un nuovo raggruppamento. A seguito del voto di venerdì, diversi sostenitori hanno acceso delle candele funerarie di fronte alla sede dell’HNS “in memoria del partito che fu”.

Il partito popolare croato è stato fondato nel 1990 da Savka Dabčević-Kučar e Miko Tripalo – ex-comunisti dissidenti dal ’71 perché in favore di una liberalizzazione del sistema politico jugoslavo. Sin dalla sua fondazione l’HNS si batte in favore di una Croazia democratica e liberale rispettosa dello stato di diritto e dell’indipendenza dei poteri. Per queste ragioni l’HNS si era sempre posta agli antipodi dell’HDZ, spesso tentata da politiche autoritarie e illiberali, solo recentemente rinchiuse in soffitta dalla svolta moderata di Plenković.

Mutamenti nel sistema politico croato?

Il primo ministro ha presentato la coalizione con i rivali dell’HNS come “una prassi comune europea” che certifica “la stabilità e lo sviluppo democratico della Croazia”. Anche il professore di scienze politiche Dejan Jović, analista solitamente critico nei confronti dell’HDZ, valuta positivamente il rimpasto di governo, definendolo: “…un’opportunità per muovere la politica del governo verso il centro, per contrastare la polarizzazione politica e rinforzare i principi liberali in Croazia”.

In molti hanno invece criticato aspramente le acrobazie parlamentari che hanno assicurato i voti per il rimpasto di governo. Oltre all’HNS e ai rappresentanti delle minoranze, in sostegno del governo Plenković sono arrivati i voti indispensabili dei fuoriusciti dal SDP e dal movimento antisistema Živi Zid.

Anche i vari settori della destra croata hanno denunciato il tradimento del mandato elettorale da parte di Plenković. L’ala radicale dell’HDZ in parlamento, guidata dall’ex-ministro Hasanbegović, ha colto la palla al balzo ed è uscita dalla maggioranza palesando la rottura con la svolta moderata dell’HDZ.

Infine, tra i tre ministri nominati dall’HNS spunta la vice-rettore dell’Università di Zagabria, Blaženka Divjak, nuova ministra dell’istruzione incaricata di varare la riforma scolastica a lungo osteggiata dai settori più conservatori dell’HDZ. Oltre ai ministri nominati dall’HNS, Plenković ha promosso ministri quattro segretari di stato, certificando l’intenzione di relegare le ingombranti personalità del suo partito all’attività parlamentare.

Questo articolo è frutto della collaborazione con MAiA Mirees Alumni International Association e PECOB, Università di Bologna.

Chi è Pierluca Merola

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Nato a Roma, appassionato di Balcani, ha momentaneamente lasciato Zagabria per Bruges dove studia presso il Collegio d'Europa. Laureato triennale in Storia moderna e contemporanea alla Sapienza e magistrale in studi interdisciplinari sull'Europa orientale (MIREES). Collabora con East Journal da Maggio 2016, per il quale narra di avvenimenti croati e balcanici. Parla correntemente inglese, francese e serbo-croato.

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