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IRAN: I Pasdaran, guardiani della rivoluzione. E dei soldi

Con il nome di Pasdaran si intende la guardia nazionale della repubblica islamica nata nel 1979. I Pasdaran chiamati anche guardiani della rivoluzione prendono ordini dalla guida suprema l’ayatollah Ali Khamenei, e attualmente non si è in grado di conoscere il numero preciso di questa unità di polizia, oscillante fra le centocinquantamila e le trecentomila unità. E’ la forza di sicurezza più potente in Iran ed è ad essa che si deve la sopravvivenza del regime.

Una forza economica e militare

Sin dai tempi della guerra contro l’Iraq i Pasdaran hanno svolto un ruolo decisivo nello schiacciare violentemente i tentativi di rivoluzione popolare e nel respingere l’invasione irachena. Sono ormai addestrati militarmente a respingere attacchi nemici e rappresentano da più di vent’anni la più grande forza economica iraniana, estendendo il loro controllo su molti settori, dall’energia alle costruzioni, dalle industrie al settore bancario.

Rafforzati dalle sanzioni internazionali

Le sanzioni internazionali e l’isolamento che periodicamente hanno investito l’Iran, si sono rivelati infausti da sempre solo per la popolazione , favorendo paradossalmente la milizia e il regime iraniani, forti di un’economia irriducibile che seppur messa alla prova (anche tuttora a causa dell’annunciato embargo del 2012 da parte dell’Unione Europea) è sempre riuscita a trovare altrove acquirenti del suo oro nero,e ha sempre potuto contare sulle enormi risorse interne, e sul controllo monopolistico dei maggiori settori produttivi.

I dignitari del governo iraniano escono perciò sempre rafforzati dalle sanzioni, perché unici padroni dei legami economici con l’estero e soprattutto ostili più che mai al cosiddetto “occidente”. L’organizzazione militare dei Pasdaran dispone di forze di terra navali e aeree e inoltre di un’unità anti sommossa. Il suo ruolo principale è quello di reprimere le rivolte popolari e la diffusione delle notizie nazionali e internazionali che potrebbero danneggiare la credibilità del governo. Sono in prima linea per impedire che lavoratori e studenti possano riunirsi e discutere dei diritti che li riguardano e reprimono con violenza ogni minimo tentativo di dissenso nei confronti del regime.

La politica aggressiva dei Pasdaran non si limita alla repressione dei moti rivoluzionari interni ma ha travalicato i confini iraniani. Il governo in cambio di petrolio si è alleato con i peggiori regimi africani che gli hanno permesso di ottenere uranio per costruire ordigni nucleari. L’Iran tra le altre cose possiede un’ambasciata in Namibia quarto esportatore di uranio nel mondo.

I Bassij, la repressione dal basso

Dai Pasdaran dipendono i Bassij una diramazione paramilitare molto numerosa nata negli anni 80 durante la guerra contro l’Iraq; si stima che il numero dei Bassij si aggiri intorno ai dieci milioni di iraniani sparsi su tutto il territorio nazionale. Per il reclutamento dei membri lo stato iraniano spende ogni anno centinaia di migliaia di dollari, certo di poter trovare adepti negli strati più poveri della popolazione, incentivati da offerte finanziarie e benefici, in cambio dell’arruolamento. I Bassij sono costituiti per lo più da giovani e il loro ruolo è quello di sopprimere e arginare il più possibile e dal basso, qualsiasi forma di rivolta nei confronti del regime; un altro importante ruolo che gli viene affidato è quello della propaganda e della conservazione di tutti quei valori religiosi e ideologici che fanno capo ai capisaldi del regime dei mullah.

Chi è Valentina Di Cesare

3 commenti

  1. Cara Valentina
    mi permetto di fare una piccola osservazione sulle sanzioni
    secondo me la prima vittima delle sanzioni sicuramente è il regime dei mullah che nelle ultime settimane ha visto un grande cappio al collo del suo regime. basti vedere il mercato della borsa iraniana con una grande perdita del valore del Rial. il regime dei mullah spende il 70 per cento delle risorse del paese per il terrorismo, la bomba atomica e della repressione. se noi riusciamo a chiudere il rubinetto dei petrodollari sicuramente riusciamo anche a mettere in serie difficoltà l’intero apparato militare e economica del regime dando la possibilità al popolo iraniano di affrontare facilmente la macchina della repressione della Sepah passdaran.

  2. Non è vero che il regime esce sempre piu forte dai sanzioni. La situazione attuale del regime è molto drammatico, ma deve far sembrare forte agli occhi del occidente!! Con questo articolo sembra che ci riesce!!
    Questo è un brevissimi riassunto della situazione attuale del regime nel 33° anniversario della rivoluzione anti-monarchica:
    Dopo l’esecuzione di 120, 000 degli oppositori politici; la repressione catastrofica delle donne, repressione delle altre nazionalità, e i seguaci di religioni diverse, la distruzione della maggior parte della classe media; l’obliterazione del settore privato, la caduta di almeno 40 milioni di persone sotto la linea di povertà , un tasso di disoccupazione in piedi al 35%, con un tasso di inflazione del 40% e il precipitare della moneta ufficiale nazionale come una piccola parte del record vergognoso di 33 anni di regime dei mullah.

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