GEORGIA: Quattro milioni di euro dall'UE per far rinascere l'agricoltura

Quaranta milioni di euro per sostenere lo sviluppo dell’agricoltura. Questo l’importo del progetto finanziato dall’Unione Europea nell’ambito dell’European Neighbourhood Program for Agriculture and Rural Development (ENPARD) che vedrà come destinataria la Georgia, paese che da sempre basa la propria economia e sopravvivenza su attività agricole e pastorizie ma che oggi si trova a fronteggiare la questione dolente del calo delle terre coltivate e di una povertà in crescita nelle campagne.

Il 24 giugno è stata approvata l’erogazione di 4 milioni di euro come prima tranche dei 18 milioni di euro che in tre anni verranno trasferiti al governo di Tbilisi per attuare il progetto di sviluppo. Altri capitoli di bilancio prevedono sussidi diretti a ONG attraverso bandi di concorso per sostenere la crescita della piccola imprenditoria agricola (15 milioni), un programma specifico con un finanziamento di 3 milioni per la regione sud-occidentale dell’Adjaria in gestione congiunta con l’UNDP (il programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo), 2 milioni al ministero dell’agricoltura per attivare una strategia di sviluppo agricolo in collaborazione con la FAO (l’agenzia specializzata dell’ONU per l’alimentazione e l’agricoltura) e, infine, 2 milioni per il supporto tecnico e la formazione.

Il progetto è da inquadrare nella più ampia strategia europea per la creazione di un “vicinato” democratico ed economicamente sviluppato. A Tbilisi l’instabilità economica e la dipendenza dagli aiuti internazionali sono capitoli lungi all’essere chiusi. La Georgia vive in un paradosso in cui più della metà della popolazione è impiegata in attività rurali, ma solo l‘otto per cento del PIL proviene da questo settore, trattandosi perlopiù di agricoltura di sussistenza.

Nei bilanci di Tbilisi le importazioni di beni e risorse, principalmente provenienti da Turchia, Ucraina e Azerbaijan, sono il doppio delle esportazioni. Quasi un decimo del PIL è costituito dalle rimesse dei tanti georgiani emigrati in cerca di un’occupazione e che inviano denaro a casa secondo una direttrice prevalente Mosca-Tbilisi.

L’agricoltura è uno dei settori su cui l’economia georgiana potrebbe puntare per la ripartenza, anche per accrescere le esportazioni e migliorare i propri conti pubblici. Ancor prima, una ristrutturazione efficace del sistema potrebbe porre una toppa al fallimento della modernizzazione delle campagne e contribuire così a combattere la povertà diffusa sul territorio che, con il nove per cento di popolazione sotto la soglia di povertà, rimane un dato preoccupante.

Foto: Jimmedia, CC

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